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Giu 27, 2018

Giuliano: aprirò il ministero dell’Istruzione a professori e studenti

Il metodo Majorana applicato al MIUR. Il primo discorso di Salvatore Giuliano nelle vesti di sottosegretario

“Uno spazio del Ministero dell’Istruzione aperto a professori e studenti, un luogo di confronto, scambio e crescita: il lavoro di squadra è sempre stato prioritario nella mia idea di scuola, e lo sarà anche adesso che sono nella squadra di Governo”: Salvatore Giuliano, sottosegretario all’Istruzione in quota M5S, è intervenuto ieri alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’Internet Day 2018, presentazione del quarto rapporto AGI/ Censis.

Il metodo Majorana

L’ex preside dell’Istituto Ettore Majorana di Brindisi, è già stato consulente per il MIUR con i precedenti due ministri ed è un convinto sostenitore della necessità di integrare il digitale nel processo di insegnamento e apprendimento. E’ celebre per aver messo a punto un metodo didattico “dal basso”, in cui sono gli stessi professori a scrivere i libri di testo per gli studenti, lezione dopo lezione, e a distribuirli in formato digitale. “Di quel metodo, quello che voglio portare al Ministero di Viale Trastevere sono la passione per l’insegnamento e la voglia di fare lavoro di squadra”, prosegue Giuliano, che aveva sostenuto la riforma cosiddetta “della buona scuola” e che sottolinea come sia necessario che la scuola allarghi il suo punto di vista da quello dell’insegnamento a comprendere quello dell’apprendimento, che metta i ragazzi al centro”.

La necessità di un’educazione digitale

E per realizzare la scuola che Giuliano ha in mente, la diffusione della banda larga è di fondamentale importanza, “sia per la didattica sia per l’amministrazione”. Così come è fondamentale una corretta educazione all’impiego dei device tecnologici– che siano smartphone, tablet o pc-, “perché nella mia esperienza ho imparato che uno studente non si distrae per colpa di uno smartphone, ma per una lezione che non lo coinvolge”.

E molti, nel corso della presentazione, sono stati gli interventi sulla necessità di estendere la copertura della banda larga ed educare all’uso di internet, da quello di Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali, di cui abbiamo riferito in questo articolo, a quello del Presidente della Camera Roberto Fico, che durante il saluto in apertura ha dichiarato: “Occorre promuovere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Si possono valutare ulteriori interventi legislativi che possano promuovere un uso più corretto della Rete. Per costruire un’oggettiva cittadinanza digitale, però, occorre un lavoro più culturale che legislativo”.

Il rapporto Agi-Censis

Quello che emerge dal rapporto è il ritratto di una società in cui l’uso di Internet pervade ogni momento della vita quotidiana, con la gran parte degli utenti che si collega anche la sera tardi e di primo mattino. Il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7%), e il 34,1% usa lo smartphone a tavola (ma i giovani sono il 49,7%). Tra i profili degli utenti Internet tipo in Italia, il 51,1% sono “internauti standard” e usano assiduamente tutti i servizi internet, il 14,3% sono social network addicted, il 10,7% iperconnessi. L’utilizzo intenso della rete vede al primo posto i servizi di messaggistica istantanea: il 73,4% degli utenti internet ne dichiara un uso continuativo durante il corso della giornata.


Secondo il Segretario Generale del Censis Giorgio De Rita “dai dati emerge che la società digitale è, specie in Italia, ancora una promessa, uno sguardo sul futuro sul quale interrogarci e intervenire. Se non interveniamo o se non interveniamo tutti insieme, e se non creiamo le condizioni per la formazione di nuove competenze e nuove opportunità rischiamo che diventi una promessa non mantenuta”.

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