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Ago 6, 2018

I cestini dei rifiuti intelligenti inventati a scuola

I ragazzi dell'istituto Benini di Melegnano hanno ideato cestini smart a prova di sbadato. E il pianeta ringrazia

Provate a mettere il naso nei cestini dei rifiuti della stazione centrale di Milano o di una scuola superiore, o magari anche nei corridoi di un ospedale: nello scompartimento della carta vi capiterà di trovare una bottiglietta di plastica e in quello che dovrebbe contenere il cartone della pizza vi potrà capitare di beccare dell’organico. Uno dei danni maggiori alla raccolta differenziata è proprio la distrazione del cittadino che, preso dalla fretta, non guarda alla scritta sul cestino, o non sempre ricorda che il colore bianco è abbinato alla carta.

Lo sanno bene gli studenti dell’istituto “Benini” di Melegnano che hanno ideato un cestino destinato ai singoli locali e corridoi dei luoghi pubblici (scuole, uffici ecc) che “obbliga” al riciclo attraverso un sensore che permette l’inserimento del rifiuto solo nello scompartimento corretto. In caso contrario un sistema acustico avverte l’utente. Un progetto che ha permesso loro di arrivare fino a Londra nel prestigioso MakerSpace dell’Imperial College, per presentare l’innovativa idea che ha conquistato il premio in Italia di JA Italia, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola, e di J.P. Morgan, leader globale nel settore finanziario.

Sei distratto? Il cestino suona

L’obiettivo di questi ragazzi, che hanno lavorato all’interno del programma di alternanza scuola- lavoro con J.P. Morgan, è stato quello di ripensare lo smaltimento dei rifiuti non sull’ultimo miglio (ovvero tra contenitori condominiali e discarica) ma nel momento della creazione del rifiuto stesso: per ottenere una raccolta differenziata “incontaminata” a monte del processo grazie a cestini intelligenti in grado di avvertire quando uno dei rifiuti inseriti non è compatibile con il materiale contenuto. Il cestino funziona con carta, plastica e alluminio, ovvero i rifiuti riciclabili che più comunemente vengono prodotti all’interno di scuole e luoghi pubblici.

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Un’esperienza che ha dato i suoi frutti. La prima edizione del progetto svoltasi durante l’anno scolastico 2017/2018, ha coinvolto 50 ragazzi che hanno realizzato prototipi e business plan con il supporto di professori e mentor aziendali. “Siamo convinti – spiega Guido Nola, senior country officer di J.P. Morgan in Italia – che questa prima edizione di The Schools Challenge abbia rappresentato per gli studenti partecipanti un’opportunità per approfondire alcune competenze STEM, fondamentali per accedere alle professioni del futuro”.

L’intervista agli inventori dei cestini dei rifiuti intelligenti

Il giudizio positivo arriva anche dalla scuola. Al “Benini” di Melegnano a seguire il progetto è stata soprattutto la professoressa Monica Vangeli, che all’istituto insegna economia aziendale.

Bella l’idea dei suoi ragazzi prof. Ma come vi è venuta in mente?

“Dovevamo trovare una soluzione ai problemi posti dal Comune di Milano riguardanti la mobilità e lo smaltimento dei rifiuti. I ragazzi si sono guardati intorno e hanno visto che alle superiori non veniva fatta alcun tipo di raccolta differenziata mentre alla scuola primaria e alle medie era più abituale. A quel punto hanno cercato di capire perché accadeva questo attraverso delle interviste. Sono andati a vedere di persona, hanno indagato e hanno capito che era un problema del comportamento degli studenti: anche se ci sono i cestini, sbagliano contenitore. Un lavoro doppio per i bidelli”.

 

A quel punto nella loro testa è frullata questa invenzione…

“Hanno pensato di creare dei cestini da porre sui corridoi individuando dei segnali visivi che rendessero più veloce dove gettare i rifiuti. Se ci pensa anche nelle stazioni spesso la scritta “carta” si cancella o non si capisce. Hanno progettato dei cestini divertenti, a forma di bottiglia. Per incentivare la raccolta differenziata hanno anche pensato di inserire un componente elettronico che pesi il rifiuto in modo da far apparire sul display la quantità, così da creare un sistema premiante”.

 

Dove hanno elaborato il loro progetto?

“Hanno tenuto degli incontri al multilab di Rozzano dove hanno imparato ad usare la tecnologia e hanno fatto dei cestini prototipi. A partecipare è stata la classe quarta del corso di amministrazione finanza e marketing. Sono stati suddivisi in più gruppi e seguiti dai volontari in incontri che si sono svolti a scuola e nella sede di J.P. Morgan. Per ora parliamo di un prototipo, ma l’Amsa si è interessata al progetto”.

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