TED| Se “da grande” non vuoi fare una sola cosa, sei un multipotenziale (e innovatore)

L’innovazione avviene nei punti di intersezione e da qui nascono le nuove idee: in questo TED, Emilie Wapnick spiega che cosa è la multipotenzialità e perché va protetta e incoraggiata

Emilie Wapnick è una “career coach”, una persona che aiuta gli altri a comprendere chi sono veramente e a trovare la loro strada. Oggi insegna “la multipotenzialità” un modo di essere che non va respinto, ma abbracciato, incoraggiato e protetto soprattutto nel XXI secolo. Emilie vive in una roulotte a Portland con il suo cane Grendel, nella vita finora è stata musicista, cantautrice, web designer, regista, scrittrice, studentessa di giurisprudenza (laureata alla Facoltà di Giurisprudenza presso la McGill University nel 2010) e imprenditrice. Pur avendo appena trenta anni è passata da un interesse all’altro in campi molto diversi tra loro, apparentemente. Ecco un estratto dell’intervento di Emilie Wapnick al TEDxBend (Why some of us don’t have one true calling), che traccia i passaggi salienti del suo discorso, circa l’importanza di essere autentici nel costruire vita e carriera con quello che veramente siamo.

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Cosa vuoi fare da grande?

Sin da piccola non ho mai saputo rispondere alla domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?” Il problema non era tanto il fatto che non avessi alcun interesse ,  il problema era l’esatto opposto che ne avevo troppi. Mi interessavo ad un argomento mi ci immergevo, lo divoravo, e diventavo brava qualsiasi cosa fosse, ma a un certo punto cominciavo ad annoiarmi. Dopo di ché  mi interessavo ad altro, qualcosa di completamente diverso, e mi ci immergevo, lo divoravo, e pensavo: Sì! Ho trovato la mia vocazione, e poi raggiungevo quel punto in cui cominciavo ad annoiarmi. E alla fine, lasciavo perdere. Ma poi scoprivo qualcosa di nuovo e completamente diverso, e mi ci buttavo ancora e ancora. Il concetto chiaro che si replicava puntualmente era, ci sono arrivata non è più un sfida. Da grande, questo schema mi ha provocato molta ansia, per due motivi. Il primo era che non ero sicura di come avrei potuto trasformare tutto questo in un lavoro. Pensavo che alla fine avrei dovuto scegliere una cosa, negare tutte le mie altre passioni, e rassegnarmi a vivere e lavorare nella noia. L’altra ragione per la quale provavo tanta ansia da non dormirci la notte era un po’ più personale, ero preoccupata che potesse esserci qualcosa di sbagliato in me, per non essere capace di dedicarmi a una sola cosa.

Concentrarsi su una cosa sola

La maggior parte dei bambini non conosce l’esistenza di persone così, come me. Tutto quello che sa è che nella vita dovrà scegliere. E c’è di più. L’idea della vita strettamente focalizzata su di un’unica cosa è molto presente nella nostra cultura. Si tratta dell’idea di destino o dell’unica vera vocazione. L’idea che tutti hanno un’unica grande cosa che sono destinati a fare nella loro vita su questa terra, bisogna solo capire quale sia e dedicarvi l’esistenza. I genitori, gli insegnanti, la società, nessuno vi incoraggerà a coltivare i vostri mille interessi, vi diranno di concentrarvi su una cosa sola, possibilmente quella più seria e più remunerativa. Ricordo ancora quando, alla fine della terza media, espressi il desiderio di fare il liceo artistico per poi fare Belle Arti, dato che ho sempre amato disegnare, mi venne detto “Scegli un liceo serio, classico o scientifico, e la pittura tienitela come hobby.” Ecco, tarpate immediatamente le ali della creativa che era in me e subito instillata nella mia mente l’idea Arte e Creatività = niente di serio. E se fossimo delle persone non tagliate per questa unica cosa, se non avessimo un’unica vocazione ?

I multipotenziali

Se non siete fatti in questo modo? Se siete curiosi di tanti argomenti diversi, e volete fare cose diverse? Potreste pensare che non c’è spazio per qualcuno come voi in questo mondo. E potreste sentirvi soli. Potreste avere la sensazione di non avere uno scopo, o che ci sia qualcosa di sbagliato in voi. In realtà io sono qui per questo, per dirvi che non c’è nulla di sbagliato in voi, perché voi siete delle persone Multipotenzialiste ovvero qualcuno con molti interessi e obiettivi creativi. Sarebbe facile vedere la propria multipotenzialità come una limite o un difetto da superare. Ma quello che ho imparato, a partire da me stessa, è che invece ci sono grandi punti di forza nell’essere fatti così. Secondo il mio punto di vista le persone multipotenziali, sono dotate di 3 caratteristiche uniche che io definisco i super poteri: sintesi di idee, apprendimento rapido e adattabilità.

multipotenzialità

I 3 super poteri dei multipotenzialisti

1. Sintesi di idee: se durante la vita ci capita di combinare due o più campi d’azione stiamo creando qualcosa di nuovo nel punto in cui questi campi si incontrano, nell’intersezione. L’innovazione avviene nei punti di intersezione tra due campi diversi. È da qui che nascono le nuove idee. E i multipotenzialisti, grazie al loro bagaglio sono più capaci di accedere a molti di questi punti di intersezione. La creatività porta idee innovative. Prendiamo Steve Jobs, per lui la creatività stava nel collegare le cose. Egli riteneva che una vasta gamma di esperienze  espandesse la nostra comprensione della esperienza umana. Una più ampia comprensione porta a scoperte che altri hanno mancato. Le innovazioni rivoluzionarie richiedono creatività, e la creatività richiede che si pensi  in modo diverso intorno al modo di pensare. Gli scienziati che studiano la modalità di funzionamento del cervello hanno scoperto che gli innovatori come Jobs pensavano davvero in modo diverso, pur  utilizzando una tecnica a disposizione di tutti noi, cercare attraverso diverse esperienze.

Steve Jobs è il multipotenzialista per eccellenza

se pensiamo che ha studiato l’arte della calligrafia al college, ha meditato in un ashram indiano, ha studiato i dettagli particolari di una mercedes-benz o di una lavatrice europea, ha studiato la catena di hotel Four Seasons per lo sviluppo del modello dei servizi e soprattutto, alla Apple ha sempre assunto persone al di fuori della professione informatica.

2. Apprendimento rapido: quando noi multipotenzialisti ci interessiamo a qualcosa, lo facciamo sul serio. Cambiare ambito d’azione significa mettersi in gioco, significa avere meno paura di provare cose nuove, significa avere la tendenza ad uscire dalla nostra “confort zone”. Inoltre il bagaglio delle cose già fatte ci risulta utile perché trasferibile alla nuova materia che andiamo a scoprire e questa è un’abilità che solo chi fa più cose può avere. Di fatto non partiamo mai da zero, ma trasferiamo la nostra conoscenza ottimizzando e capitalizzando la nostra esperienza pregressa. Vi assicuro che raramente è una perdita di tempo seguire qualcosa che ci incuriosisce anche se poi questa cosa la abbandoniamo, perché dopo un po’ ci annoia.

3. Adattabilità: è la capacità di trasformarsi in quello di cui abbiamo bisogno in un determinato contesto o situazione. Caratteristiche di adattabilità, contestualità e situazionalità sono insite del multipotenzialista. La rivista Fast Company ha identificato l’adattabilità come la capacità chiave da sviluppare per poter emergere ed affermarsi nel XXI secolo. Il mondo sta cambiando in maniera talmente rapida e imprevedibile che solo gli individui e le organizzazioni che saranno capaci di adattarsi ai nuovi bisogni del mercato, saranno vincenti e  progrediranno nella vita e nel lavoro. La società di oggi ha un chiaro interesse nell’incoraggiare i multipotenzialisti ad essere se stessi. Al giorno d’oggi molti sono i problemi complessi e multidimensionali e abbiamo sempre più bisogno di pensatori creativi ed innovatori per risolverli.

La coppia perfetta: specialista e multipotenzialista

In effetti se ci pensiamo, i migliori team di lavoro sono costituiti dalla coppia perfetta: specialista e  multipotenzialista. Infatti, mentre lo specialista approfondisce e implementa le idee, il multipotenzialista porta conoscenze poliedriche e innovative al progetto. Ciò che dovremmo realmente fare è costruire vita e carriera in linea con ciò che siamo veramente, non sforzarci di essere altro solo perché gli altri vanno in un’altra direzione. In conclusione il messaggio del mio talk che vorrei riuscire a trasferirvi è questo:  Abbracciate il vostro modo di essere, qualunque esso sia. Se siete specialisti fino al midollo, allora con qualsiasi mezzo, specializzatevi, perché è lì che farete del vostro meglio. Ma a voi multipotenziali dico: abbracciate e difendete tutte le vostre passioni. Seguite la vostra curiosità in quelle tane del bianconiglio. Esplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri fili interiori per una vita più felice e autentica. E ricordate, miei cari multipotenziali, che il mondo ha bisogno di noi.

@grocco4

  • Si sta scrivendo tanto di multipotenzialità in questi giorni. Molti blog italiani, dopo il boom di visualizzazioni di quel video, hanno ripreso i contenuti del TEDx aggiungendo poche informazioni sull’argomento.
    È da tempo che ne volevo parlare anche io e che avevo il post in bozze. Oggi mi sono deciso a completarlo e pubblicarlo. Mi permetto di segnalarlo nei commenti perché penso che chi è interessato ad approfondire il concetto di multipotenziale troverà molto materiale interessante 😉
    http://www.raffaelegaito.com/sono-multipotenziale-e-ho-superpoteri/

  • Ho scoperto di recente di essere una persona multipotenziale e al rispetto ho scritto qualcosa sulla mia infanzia, mi permetto di segnalare il link al mio articolo http://bit.ly/1NWP2Hz nel quale con onore vi ho linkato. Grazie!

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