Creare aule senza pareti era la sfida proposta alla Jam di Papa Francesco: ecco com’è andata

Un laboratorio di un weekend, la Scholas Labs Jam organizzata dalla fondazione Scholas Occurrentes di Papa Francesco: Marta Serpietri di CodemotionKids racconta l’esperienza

Lo scorso weekend sono stata alla Jam del Papa. Ok, Papa Francesco non c’era, ma l’evento è stato organizzato da Scholas Occurrentes la fondazione fondata da Papa Francesco che ha come mission quella di cambiare l’educazione, e di creare punti di incontro tra studenti ed educatori nel mondo. Alla Jam hanno partecipato alcuni operatori del campo education, ed è per questo che, come membro di Codemotion Kids, sono stata invitata ad unirmi alla sfida: utilizzare la tecnologia per offrire a tutti la possibilità di accedere al meglio alla scuola. La challenge proposta nella nostra Jam girava attorno all’idea di Aula senza pareti, e quello che abbiamo fatto per tre giorni è stato provare a tradurre un concetto così ampio in qualcosa di concreto.

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La prima Scholas Jam in Italia

Scholas Labs Jam si è svolta in contemporanea in 5 città del mondo: Roma, Madrid, Buenos Aires, Città del Messico e Miami. Questa era la prima volta che si faceva in Italia. Ma cos’è una Jam? In pratica è un raduno, dove esperti e professionisti si incontrano, si organizzano in team e in 48 ore ideano e costruiscono un progetto, accogliendo la sfida su un tema che viene rivelato solo alla fine. Come ho detto, la nostra challenge era realizzare un progetto sul concetto di Aula senza pareti. Ogni team ha lavorato su un aspetto preciso del significato che poteva avere questa definizione. Faccio alcuni esempi.

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Esempi di aule senza pareti

Il team “Multisensorialità” ha tradotto l’idea di “senza pareti” in un’aula multimediale, che sfruttando le tecnologie del video mapping e del motion detecting permette di trasformare una stanza in un mondo, attraverso le applicazioni più diverse. Il team Creatività, invece, ha lavorato al progetto di una piattaforma di video sharing, una sorta di YouTube per intenderci, sulla quale i docenti possono condividere le loro esperienze didattiche nell’ambito della gestione degli studenti comunemente ritenuti difficili. Obbligatoriamente tramite video d’autore.

Il progetto Grabbit

Noi del team “Ovunque” abbiamo voluto aspirare a qualcosa di più alto, abbiamo sognato di poter realizzare un sistema che permettesse a tutti di insegnare ovunque, promuovendo la definizione di linee guida per lo sviluppo di contenuti didattici immediatamente fruibili a tutti in tutto il mondo. Grabbit – questo il nome del progetto, che fonde insieme il termine grab e rabbit, la mascotte disegnata dalla nostra giovane teamate Nicole – è quindi un manifesto, un linguaggio, una comunità. Grabbit ha l’aspirazione di connettere le idee e di incoraggiare la loro condivisione tra le persone. Nel nostro futuro ideale basterà aggiungere Grabbit alle chiavi di ricerca per aprire il mondo della conoscenza didattica condivisa.

Marta Serpietri, CodemotionKids

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