“Così ho fatto la mia startup, mentre studiavo per la maturità”. Storia di OnFire

Intervista a Matteo Mosconi, che a 16 anni ha creato On Fire, una piattaforma che digitalizza la scuola portando lezioni e compiti in ambiente virtuale

«Ti do subito una notizia fresca. Proprio oggi abbiamo vinto il bando “Startup in Rete” del Comune di Milano». Ovvero, un contributo che può arrivare fino a 15 mila euro, e 4 mesi di accelerazione dentro FabriQ: niente male per due ragazzi ventenni che quando erano ancora tra i banchi di scuola hanno creato un sistema che digitalizza lezioni e compiti a casa. E che ora viene utilizzato in 3.500 scuole italiane. OnFire è nata cosi: Matteo Mosconi l’ha ideata quando aveva 16 anni ed era al terzo anno di istituto tecnico informatico. La sua piattaforma, che permette di salvare le lezioni che vengono fatte sulla Lim e rivederle a casa, è stata usata prima dai suoi compagni di classe,  e poi da altre sezioni della sua scuola. Nel maggio 2015 la giuria del bando FarbiQ ha deciso di dare a OnFire un premio speciale per 4 mesi d’incubazione nei suoi locali. “Non potevamo crederci. Avevamo 18 anni e una startup. E ancora non avevamo superato l’esame di maturità”. Oggi tantissime scuole dalla Val d’Aosta alla Sicilia usano On Fire.

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Sei diventato uno startupper ancora prima di avere il diploma.

«Praticamente sì. Frequentavo l’istituto tecnico informatico di Cesano Maderno, vicino Monza, e la mia classe è stata tra le prime a sperimentare la Lim. Presto, però, mi sono accorto che le potenzialità della lavagna elettronica erano sprecate».

Perché?

«Per i tempi di accensione e per i corsi di aggiornamento che i professori dovevano fare per poter usare bene la lavagna elettronica: tempo sprecato se poi la lezione non poteva essere rivista, oppure inviata anche agli assenti. Il valore aggiunto della Lim rispetto alla lavagna tradizionale è quello di essere digitale: ma se la lezione non viene salvata si usa solo una parte del potenziale che lo strumento ha. Così ho creato la prima versione della piattaforma, che si chiamava come la mia classe: 3A Majorana».

Cosa si poteva fare?

«A quel tempo si poteva esclusivamente salvare le lezioni e rivederle sul computer. Ma era solo una cosa per noi della classe, fatta nel tempo libero. Però funzionava, e la usavamo spesso. L’anno successivo, quando ero in quarta, un mio prof mi ha chiesto di estendere il programma anche alle nuove terze, quindi alle altre classi della scuola, perché volevano usarla. Così ha cambiato nome, e l’ho chiama Majo CMS: andava talmente bene che volevamo estenderla a tutta la scuola».

Nella tua scuola ti avranno supportato…

«Insomma. Non troppo…il preside era anche contento ma non ha mai fatto tanto per agevolarci. Ha distribuito un foglio che chiedeva ai prof di tutte le classi se volevano usare la piattaforma. Si trattava solo di rispondere sì o no. L’ha distribuito a ottobre, abbiamo riavuto i fogli a marzo, a due mesi dalla fine dell’anno scolastico! A quel punto, però, il nostro interesse era portare OnFire fuori dalla scuola, estenderlo ad altri istituti».

In quel periodo avete anche cambiato il nome della piattaforma.

«Sì, Majo CMS non andava bene per tutta l’Italia! Io e il mio compagno di classe Gabriele De Rosa, cha ha implementato la piattaforma come me, l’abbiamo chiamata OnFire. Un giorno stavamo ascoltando “Liar liar” di Cris Cab e ci piaceva il ritornello».

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Come avete fatto a farla uscire dalla vostra scuola?

«Non è stato semplice: eravamo sotto maturità. Un po’ studiavamo i bandi aperti per le startup e un po’ studiavamo per gli esami di Stato. A maggio 2015, però, abbiamo avuto il premio di FabriQ: una soddisfazione enorme».

Vi è servito il periodo di incubazione dentro FabriQ?

«Enormemente. Abbiamo imparato cose che non conoscevamo per niente».

La scuola non vi aveva preparato?

«Al mondo dell’innovazione? Per nulla. La maggior parte delle cose che so fare le ho apprese da solo, nel tempo libero, e molte competenze grazie all’incubare».

Cosa si può fare ora su On Fire?

«Negli ultimi mesi abbiamo cominciato a pensare a nuove funzionalità. Oltre a rivedere le lezioni fatte in classe, ora si possono scambiare contenuti tra i singoli studenti, creare una specie di diario di classe. Dato che noi vogliamo che tutti studino con uguali opportunità, stiamo sviluppando un algoritmo di riconoscimento che permetta ai ragazzi ipovedenti di ascoltare anche le lezioni che il docente scrive a mano sulla Lim. Poi stiamo lavorando per sviluppare delle funzionalità legate alla classe capovolta. E infine c’è la possibilità di consegnare compiti in formato elettronico al docente, cosa che risolve molti problemi legati all’adozione dei social a scuola».

Per esempio?

«Partiamo dal presupposto che oggi è molto più probabile che gli studenti facciano un compito sul pc che su un foglio protocollo. Come lo consegnano al docente? Si può fare via email, ma il docente deve comunque fornire un indirizzo privato e la comunicazione resta bidirezionale, mentre noi creiamo un ambiente più collaborativo. Ci sarebbero i social, ma non è detto che i professori e gli studenti vogliano condividere la loro privacy dando “l’amicizia” gli uni agli altri. OnFire semplifica tutti questi problemi. Vogliamo portare in digitale ciò che nella scuola è stato sempre sulla carta».

Oggi siete in 3.500 scuole. Come ci siete entrati?

«All’inizio abbiamo provato a contattare le scuole una a una. Non funzionava, non ci rispondevano alle email. Alla fine ci siamo espansi piano piano grazie al passaparola. I primi a chiamarci sono stati i docenti. Regione Sicilia e Milano sono i posti con il più alto numero di scuole che usano OnFire».

Che è gratuito. Avete pensato a un modello di business?

«Il piano free ci sarà sempre. Avremo delle funzionalità aggiuntive per quelle scuole che vorranno dare ai propri ragazzi uno strumento d’eccellenza».

Ora che hai preso la maturità hai scelto di proseguire gli studi?

«Sì, studio informatica per la comunicazione digitale alla Statale di Milano. All’inizio ero indeciso, perché ero rimasto deluso dagli insegnamenti delle scuole superiori. Ma poi ho pensato che dovevo continuare».

La tua vecchia scuola usa ancora OnFire?

«Abbiamo abilitato tutte le scuole d’Italia tranne una, perché non ci ha aiutato per niente. Indovina qual è?»

@carlottabalena

10 Commenti a ““Così ho fatto la mia startup, mentre studiavo per la maturità”. Storia di OnFire”

  1. Davide Barbaria

    Come exdocente (e solo per 1 anno) dell’alunno in questione, mi sento di esporre anche la mia.

    Mi fa piacere che Matteo parli così della scuola dove comunque è cresciuto e si è formato (anche solo fisicamente); dare il merito solo a se stesso e dire di non avere avuto supporto, aiuto o aver appreso anche solo il concetto di come si vive insieme in un gruppo (cioè la scuola non gli è servita ad un bel niente!) mi da molta soddisfazione. Credo che il concetto di base, (cosa la scuola deve dare) non è stato recepito, ma non mi stupisce vista l’arroganza e la presunzione che alcune persone manifestano quando purtroppo in certi casi, ti trovi difronte al collega supplente (magari alla sua prima esperienza) che ha comunque competenze superiori in molti ambiti rispetto all’alunno. Peccato, ammiravo il progetto fino ad oggi, tra l’altro mi ricordo che quando era partito, era strutturato in modo del tutto errato (database diversi per ogni classe: un errore che nella sola materia Informatica non la commetterebbe neanche un bambino delle elementari; però ci stava perchè gli alunni in questione si trovavano solo in 3° superiore ed ancora perdevano tempo a frequentare le rimanenti classi 4 e 5 superiore; mettici anche gli esami di stato (una perdita di tempo infinita). Grazie di cuore, forse chiederò di non fare uso del progetto OnFire nella mia scuola, forse chiederò di progettarne uno interamente exnovo ad altri alunni, magari questo verrà utilizzato da tutte le rimanenti scuole del mondo!

    Rispondi
    • Ale

      Salve prof,interessante la sua proposta di richiedere ad altri studenti di realizzare un progetto simile ad OnFire,ma la domanda sorge spontanea: ne sono in grado? La risposta ovviamente è NO,ma non perché gli alunni non possiedano le capacità per farlo,ma perché non vi è una preparazione di base,non ci sono le “fondamenta”.
      Il Majorana,anzi,l’intero sistema scolastico italiano non fornisce le basi per sviluppare progetti di queste dimensioni; è retrogrado,ha lo stesso format da parecchie decadi (nonostante la tecnologia si evolva ogni giorno) e costringe gli alunni con la passione per le materie tecniche a fare gli autodidatti o “fuggire” all’estero per apprendere.
      È curioso il fatto che non appena uno studente riesca DA SOLO a progettare un qualcosa che magari nemmeno voi professori sareste in grado di fare (2000 scuole in Italia utilizzano OnFire,mica noccioline prof), non venga supportato nemmeno da coloro che avrebbero dovuto formarlo e indirizzarlo nel mondo del lavoro.
      Prima di criticare,prima di screditare, ci si dovrebbe fare un esame di coscienza,guardare quanti svolgono effettivamente il proprio lavoro all’interno della scuola (non mi riferisco per forza a lei,sia chiaro) e provare almeno a guadagnarsi la pagnotta che lo Stato ogni mese vi dà,almeno per rispetto di chi un lavoro non lo ha.
      Con affetto,uno studente del Majorana.

      Rispondi
      • Davide Barbaria

        Caro Ale:
        1) io non ho screditato nessuno, sono loro che (il caso vuole solo dopo aver conseguito il Diploma) lo hanno fatto e continuano a farlo in altre interviste pubbliche.

        2) chi ti dice che non abbia attualmente studenti in grado di progettare un sistema simile o migliore? Conosci pure quelli che verranno in articolazione Informatica? (dimmi allora quale sarà il prossimo Presidente della Repubblica sono curioso)

        3) generalizzi, credi proprio che NESSUNO, NEMMENO NOI PROFESSORI, saremmo in grado di realizzare una cosa del genere: direi che forse, con un tantino di presunzione, hai offeso tutti, compresi quelli che ti hanno insegnato a relazionarti con gli altri, a rispettare le consegne, a non studiare solo il giorno prima della verifica. (ma chi sei? Dio sceso in Terra?; se non sei Cristiano fa lo stesso!).

        4) vorrei vedere poi tutte queste scuole che utilizzano OnFire attivamente (nell’intervista sono 3500, tu dici che sono 2000…ricordati di non contare il Majorana però), ma non è questo il punto, anzi sarei contento se OnFire venisse usato anche dagli Extraterrestri che le noccioline non le mangiano di sicuro.

        5) E’ curioso come, di tutto quello che ho detto nella mia prima risposta, tu hai focalizzato solo la parte più inutile del discorso

        6) la prossima volta firmati con nome e cognome, non aver paura di mostrare la tua indole da studente sfigato che ha scelto, nonostante le sue convinzioni, di conseguire un diploma invece di presentarsi nel mondo del lavoro con il foglio bianco con su scritto “autodidatta ora assumetemi”.

        Con affetto, un prof del Majorana di Cesano Maderno

        PS. abbi rispetto per chi un lavoro lo ha guadagnato dopo anni di studio e sacrifici.

        Rispondi
        • Ale

          Salve prof,le risponderò punto per punto,senza problema.
          1) Loro,sinceramente,hanno tutti i motivi del mondo per screditare una scuola che invece di supportarli li ha ostacolati in tutto e per tutto. Il fatto che l’abbiano fatto solo durante il diploma è più che comprensibile (sia mai che qualche docente infastidito li possa penalizzare in qualche modo durante l’esame di Stato).
          2) Probabilmente ci sono studenti in grado di farlo,anzi,lo spero! Ma resta sempre lo stesso quesito da fare: questi studenti li avete preparati voi? Dubito che con Assembler e Visual Basic (un po’ arretrati,o sbaglio prof?) si sviluppi qualcosa di interessante.
          3) Guardi,io a differenza sua sono in quella scuola da 6 anni,ho visto passare decine e decine di professori,e le assicuro che tra questi c’era qualcuno senza le competenze per insegnare (non siamo mica tutti geni alla fine). Poi ci mancherebbe,quelli preparatissimi ci sono,non ho generalizzato in alcun modo.
          4) Non so con esattezza quante sono le scuole che utilizzano OnFire,ma non è importante,il progetto è valido, funzionante e interessante,dovrebbero essere queste le qualità fondamentali,non la sua popolarità. E poi,perché escludere di principio che gli extraterrestri mangino le noccioline? Ne ha mai visto uno?
          5) Mi indichi lei il punto utile del suo discorso,sarò felice di argomentare.
          6) Se dipendesse solo da me non avrei problemi a dirle nome,cognome,classe e codice fiscale,ma purtroppo so bene come funziona e di problemi,solo per avere espresso il mio pensiero,non voglio averne.

          Con affetto,Ale 🙂

          PS. Il rispetto va a chi lo merita,non è mai tutto dovuto.

          Rispondi
          • Davide Barbaria

            Ale mi dispiace per il tuo pensiero e per quello che scrivi, ma non è tutto vero ed in parte stai sostenendo quello che ho detto nella prima risposta. Nessuno li ha “ostacolati” come dici tu, abbiamo usato OnFire in tutte e 3 le salse fin da subito ed io come tanti ho sempre dato merito agli alunni che si sono impegnati (mi pare che i voti lo dimostrino). Ad ogni modo loro non hanno manifestato prima questo dissenso ed io non ho visto comunque dei 60/60 a fine anno magari con lode; questo perchè tu non hai idea di cosa “gira” attorno alla valutazione di un singolo e purtroppo non ne avrai perchè non fai il Docente (anzi ne sconosci le mansioni). Un Docente deve prepararti, deve darti le basi; studiare assembler vuol dire questo, non si diventa geni programmatori con linguaggi a basso livello, ma si comincia a capire come girano le informazioni all’interno di un processore (VB non si fa da 5 anni da programma perchè è cambiata la Riforma). Secondo te perchè si studia C e non c++, sapresti rispondermi? (sbaglieresti di sicuro la risposta).
            Ho detto che non tutti i colleghi sono preparati e questo è vero perchè il sistema scolastico è cambiato, alcuni sono alla prima esperienza, ma sono laureati, hanno studiato e devono solo fare pratica sul campo specifico. Se ti assumeranno da informatico un domani, credi che farai il programmatore o il sistemista? magari non sarai tu a dover scegliere e ti ritroverai a dover studiare (non si finisce mai di imparare). Se non hai capito il punto utile del mio discorso ti faccio un esempio: prova a lavorare per una ditta privata e dire in giro che i tuoi colleghi non sanno fare nulla, che sei tu il più bravo, o che nella tua azienda si sta male (questo è sputare sul piatto dove mangi = Licenziato). Dovresti dare suggerimenti con buon senso, ma se incontri il capo giusto te ne vai a pedate.
            Il rispetto lo devi dare a prescindere per educazione verso chi è più grande di te.
            Spero di essermi spiegato.

    • moscoz

      E’ sempre bello vedere commenti su di me e sul mio carattere, quando l’argomento di StartupItalia parla d’altro. Solitamente tendo a non rispondere a queste frasi, ma qui siamo arrivati a voler difendere l’indifendibile.

      Salve Prof,
      Molto probabilmente potrei sembrare presuntuoso (spero ogni volta di non esserlo);
      Caratterialmente, purtroppo o per fortuna, sono una persona abbastanza diretta. questo atteggiamento da un lato mi ha creato qualche inconveniente, dall’altro mi ha permesso di essere eletto Rappresentante di Istituto per 2 anni e di conoscere meglio la nostra scuola.
      Anche se l’articolo è dedicato ad OnFire vedo numerose critiche dirette a me e non al progetto. Non c’è problema.
      Le uniche cose che, rileggendo, ho detto durante in questa intervista sono state che:

      – la scuola non ci ha dato molte basi riguardo l’innovazione (e questo non significa che la scuola non mi abbia insegnato niente).

      – la scuola ci ha rallentato per la distribuzione del progetto al suo interno (Non so a spiegarlo… questa vicenda dovrebbe ricordarsela bene, gliela abbiamo raccontata più volte in laboratorio. Forse anche troppe.. riconosco un altro mio punto debole, spesso sono ripetitivo. E da quel che ricordo in quel periodo la pensava proprio come noi. Non raccontiamo per cortesia che “abbiamo usato OnFire in tutte e 3 le salse fin da subito”. Sono andato a vedere nel DB e nelle classi dell’anno scorso, non c’è nemmeno una lezione pubblicata da lei. Che poi altri professori hanno deciso di provarlo e di fornirci feedback per migliorare è vero, ma non è stato lei).

      Tornando al discorso centrale..io e Gabriele di sentiamo di prendere il merito del lavoro svolto; attribuire OnFire ad altri sarebbe come attribuire l’invenzione del mouse ad Apple (e sappiamo entrambi che non è così, lo abbiamo imparato nella primissima lezione di informatica).

      Per quanto riguarda il database progettato a 15 anni, conteneva sicuramente errori: ce ne siamo accorti poco dopo grazie al prof di teoria (e abbiamo avuto la conferma solo in quinta superiore quando ci siamo avvicinati meglio al mondo dei database relazionali). Mi piacerebbe però sapere quanti studenti in terza, prima che l’argomento venisse trattato, sarebbero stati in grado di sviluppare un modello logico corretto.

      Il fatto che Lei creda che io “credo di aver fatto tutto per conto mio” (come dice nel commento) mi rattrista moltissimo. Al riguardo non posso fare a meno però di ricordare i nostri ringraziamenti ai prof di teoria delle materie informatiche che, nel loro tempo libero, ci hanno dato qualche consiglio nel loro tempo privato indicandoci la ‘retta via’ su un paio di argomenti. I loro nomi figurano ancora nella pagina “Ringraziamenti”. Abbiamo profonda stima per il loro impegno e per la loro competenza (e anche per tutti i docenti che svolgono al meglio il loro lavoro); d’altra parte non si può ignorare il disinteresse dimostrato da altri: perché dovrei mentire quando mi viene chiesto se la scuola (quindi professori + altre figure) ci ha aiutati? La scuola, come struttura organizzativa, ci ha solo ostacolati: per avere l’elenco delle classi che hanno deciso di aderire, ci sono voluti 5 mesi. Sì, 5 mesi per rileggere 40 fogli con una domanda chiusa. Ora è chiaro il motivo per cui non consiglierei quella scuola nemmeno a mio fratello? Salvo per qualche validissimo/a insegnante (che non merita di stare lì), penso che le cose potrebbero (e dovrebbero) andare decisamente meglio. Non sono riuscito a cambiare molto durante i miei anni da rappresentante, spero che i miei successori siano in grado di fare di più.

      Mi spiace se in passato sono risultato “arrogante”… il fatto è che cerco sempre di fare il mio meglio e questo mi rende difficile vedere il merito di (giusto per fare un esempio) un certo docente/supplente che esordì il primo giorno con “Premetto subito una cosa, io non ho la minima idea di cosa sono qui ad insegnarvi”…

      Una ulteriore cosa davvero terribile è vedere tutti i miei ex compagni abbandonare il mondo dell’informatica… non sto assolutamente dicendo che non sia anche colpa loro (e della loro poca “applicazione” allo studio della materia); un buona parte delle ore di laboratorio erano però dedicate allo svago, tanto che tra gli studenti veniva soprannominata “pacchia”. Lo studente a 18 anni dovrebbe rendersi conto che il tempo a scuola non deve essere sprecato, ma è incredibile pensare che tutto ciò venisse permesso dal docente … Vogliamo negare che in quasi la metà delle ore di laboratorio c’era mezza classe intenta a giocare?

      Nella mia visione (non sono un professore), un conto è insegnare ai ragazzi come creare un videogame per Flash Player, un altro è farli giocare. Sono convinto che spesso serva far valere la propria autorità (per il bene della conoscenza dei ragazzi). Mi riesce difficile trovare l’effettiva utilità delle ore passate su Facebook al posto di far lezione. Durante altre lezioni, dove il/la docente si imponeva su tutti gli altri, le competenze acquisite sono state decisamente più alte, riuscendo a portarsi anche oltre al programma prefissato. Questo è un’altro punto per il quale non consiglierei il Majorana a mio fratello.

      Proprio inn quelle ore di “anarchia” è nato il nostro progetto. Alcune persone hanno commesso l’errore di dedicarle a giocare, noi invece, una volta completato l’esercizio del giorno, sviluppavamo codice in silenzio mentre attendavamo altre istruzioni. Eravamo sicuri che tutto il lavoro svolto prima o poi sarebbe servito a qualcuno, e ricevere ogni settimana qualche mail di genitori che ‘venerano’ il nostro lavoro per aver permesso al figlio ricoverato in ospedale di studiare da casa ci regala solo soddisfazioni.

      Certo, attribuisco gran parte della colpa anche ai miei compagni e alla loro decisione di non preoccuparsi di imparare… credo che la mia sia solo stata fortuna, fortuna di non aver buttato tantissime ore.

      Seriamente, sarei solo contento di vedere il mio progetto duellare con un competitor costruito da studenti in gamba. L’innovazione spesso nasce grazie alla competizione. Dato che il nostro interesse finale è aiutare gli studenti, vogliamo aiutarli a sviluppare questa sua idea. Se lei è d’accordo, lunedì possiamo pensare di inviare alla scuola i codici di MajoCMS, ovvero il predecessore di “OnFire” attivo solo al Majorana. Così avete già una base su cui iniziare. Potremmo poi pensare di venire a Giugno alla presentazione del vostro nuovo sistema. Sono sicuro che se i ragazzi si applicassero (o meglio, se quelle persone con il giusto potere decidessero di tenerli a lavorare anziché a giocare), sarebbero in grado di creare un prodotto fenomenale. Non diamo sempre la colpa solo ai ragazzi.

      Dalla sua risposta ad “Ale”, sembra quasi che io abbia detto di essere “il migliore” e che gli altri non sappiano fare nulla. Ovviamente non è mai successo, semplicemente non ritengo giusto fare di tutta l’erba un fascio. Una scuola di informatica dove nel 2015 il wifi non c’è perché “fa male” …. penso di aver detto tutto.

      Concludendo brevemente senza andare a vedere i numeri di utilizzo; nessun accanimento in particolare, come noi commettiamo i nostri errori (lo ammetto, accade spesso) anche altre persone a volte fanno lo stesso… Se OnFire è ora quello che è devo riconoscere un merito a tantissime persone, ma decisamente non a Lei o alla scuola in generale.

      In bocca al lupo a Lei e a tutti i suoi studenti. Credo che in Italia ci sia davvero bisogno di giovani svegli, smart, attivi e coraggiosi: solo Voi docenti potete prepararli al meglio. Noi di OnFire forniamo solamente gli strumenti per farlo: tutto il resto dipende dalla volontà del docente che hanno davanti.

      Ovviamente io ho problemi a firmarmi; Sono certo di poter migliorare dai miei errori.
      Buona giornata!

      Matteo

      PS: Indipendentemente dalle frasi (magari offensive) che uno ragazzo le ha scritto anonimamente (sicuramente per evitare ritorsioni nel suo anno in corso), penso sia più agghiacciante vedere un docente rispondere con “non aver paura di mostrare la tua indole da studente sfigato”.

      Rispondi
      • Davide Barbaria

        Cercherò di essere sintetico per l’ultima volta, altrimenti rischiamo di fare un altro saggio breve.

        Matteo qui l’argomento centrale non sei tu o il tuo carattere, ma quello che hai deliberatamente affermato nell’intervista; che cosa c’entra “voler difendere l’indifendibile”?; le critiche sono dirette a te perchè l’intervistato non sono io (a tal proposito fossi in Gabriele mi risentirei anche solo per aver fatto inserire in fondo all’articolo solo il tuo nome e cognome come Tag); ora non girare le parole perchè la domanda era chiara: “la scuola ti ha supportato / preparato?” e non nel senso di diffusione del progetto (come vedi non avevi bisogno della scuola per farlo), ma nel senso di “guidarti” in certi aspetti progettuali (che non vuol dire dirti per filo e per segno quale codice dovevi usare). Esistono dinamiche nella scuola che, come rappresentante di istituto dovresti aver appreso; è passato tanto tempo perchè la questione doveva essere proposta in un consiglio di classe (ora tu sai che tra un consiglio e il successivo possono passare anche 2 mesi se poi se ci stanno gli scrutini in mezzo…) infatti ritenevo la cosa inutile ufficializzarla quando già se ne faceva ampio uso o bastava passare per le classi a proporre la cosa come credo abbiate fatto agli inizi; mettici che allora le classi con le lim si contavano sulle dita di una mano…

        Non c’era bisogno che argomentassi la necessità di vedere nel database, potevo risponderti direttamente: “Non ho mai usato OnFire in nessuna delle 3 salse proposte!”, ho detto forse di averlo fatto? ne ero obbligato? con il mio discorso intendevo dire che spronavo i ragazzi di altre classi ad usarlo a prescindere da chi avesse fatto il progetto (non ero ancora un vostro docente). Sai io avevo un concetto diverso dell’uso di OnFire: pretendevo che fossero i ragazzi a scrivere appunti ed a diffonderli, non postavo mai appunti miei anche perchè non ero in aula e non potevo utilizzare Lim. Putroppo non tutti erano in grado di prendere appunti perchè oggi si usa spesso “posso fare la foto alla lavagna?” (come ci siamo ridotti).

        Durante le ore di laboratorio è vero qualcuno giocava, ricordati di dire che qualcuno installava Keylogger con i quali rubava le password del docente del registro elettronico spacciando di averla trovata per terra in un biglietto inesistente, e si divertiva a cambiare i voti sul registro elettronico; situazioni da denuncia e reclusione (e qui non vorrei dovermi soffermare sulle giustificazioni fornite al Dirigente Scolastico). NOOO non diamo tutta la colpa ai ragazzi, siamo noi che li portiamo a fare tutto questo durante le lezioni! Visto che si parla di cosa si dovrebbe fare in classe ti svelo un segreto che in pochi conoscono: dopo i 16 anni finisce la scuola dell’obbligo, pensi che il docente una volta assegnati i compiti da fare in laboratorio debba starti dietro a controllare se hai finito l’esercizio? non mi pare lo facesse neanche quello di teoria. Ancora oggi si assegna l’esercizio da fare e, a fine ora, si corregge alla lavagna (chi ha appreso, bene, chi ha trovato difficoltà è libero di fare domande).

        Vedo che alla fine non hai colto il senso della parola “sfigato” che è d’obbligo visto che lo studente con il quale stavo argomentando sembrava quasi quasi essere vittima di questo sistema scolastico. Ah un’altra cosa: non pretendere di dover scegliere per tuo fratello, credo abbia la testa di poter decidere da solo se prendere un diploma, frequentare un Liceo o magari una scuola professionale (sono tutti ambiti dove può comunque coltivare la passione di autodidatta).

        Ora ti dico (e senza PS), prova a farci visita qui a scuola per vedere come la pensano tutti i tuoi exdocenti dopo la tua intervista, anche quelli “bravi”.

        Saluti e auguri!

        Rispondi
  2. Giovanni Rossi

    Sono un docente di una scuola secondaria di secondo grado in Puglia. Insegno informatica.

    Il sito OnFire è fantastico! Lo sto usando con tutte le mie classi da una settimana!
    Complimenti ai 2 giovani.

    Rispondi

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