Andrea, finalista Google Science: “Dopo l’Ebola, vorrei estendere l’algoritmo ad altri virus”

Andrea Senacheribbe lo scorso anno è arrivato – unico italiano – tra i 90 finalisti della Google Science Fair. Oggi studia all’università ma continua a lavorare sul suo progetto

Andrea Senacheribbe ha 19 anni e lo scorso 7 luglio, il giorno del suo esame di maturità, ha saputo di esser stato selezionato tra i 90 finalisti mondiali della Google Science Fair, la competizione mondiale di Google riservata agli scienziati adolescenti che hanno fatto qualche scoperta importante (ve ne avevano parlato qui). Andrea era arrivato tra i primi 90 su circa 5.000 partecipanti in tutto il mondo ed era l’unico italiano ad aver passato la selezione. Una bella soddisfazione per un ragazzo poco più che maggiorenne. Andrea aveva scritto un algoritmo informatico che permette di analizzare il virus Ebola per poi trovare il vaccino. Il suo progetto non è poi riuscito ad arrivare in finale, ma Andrea sta comunque continuando a lavorare sul suo programma informatico “per migliorarlo ed adattarlo anche per altri virus” ha detto. Lo abbiamo incontrato questa mattina al ministero dell’Istruzione, dove è stato invitato in occasione della firma del protocollo tra Miur e TED Global.

Leggi anche: Andrea, 19 anni, progetta un farmaco anti-Ebola e va in finale alla Google Science Fair

Andrea Senacheribbe

Che reazioni hai avuto dopo la notizia che eri in finale?

«Sono stati tutti contentissimi, anche i miei professori. Il mio progetto era la tesina di maturità. Non volevo presentarmi all’esame con qualcosa di banale, preferivo qualcosa di più sperimentale. Poi ho deciso di inviarlo alla Google Science Fair e sono riuscito a passare la prima selezione (che poi è quella più grande, ndr). Quando ho avuto la notizia della selezione era proprio il giorno dell’esame di maturità!».

Ora cosa studi?

«Sto frequentando un corso di laurea in inglese al Politecnico di Torino. E’ una specie di ingegneria informatica, si chiama Elettronics and Communication Engineering».

Cosa ti piacerebbe fare dopo?

«Mi affascina il mondo della ricerca ma anche quello delle startup, ancora non ho deciso. Credo di proseguire nel campo in cui ho cominciato, la bio-informatica».

Stai lavorando ancora al progetto della Google Science Fair?

«Sì: il mio obiettivo, per lo più per la prossima estate, è quello di riscrivere il programma per estenderlo anche ad altre proteine e ad altri virus. Voglio migliorarlo e poi perché no, stringere una collaborazione con qualche azienda farmaceutica. Ho già parlato con la Sapio di Milano. I docenti al Politecnico che hanno visto il mio programma informatico contro l’Ebola hanno detto che la procedura dell’algoritmo è corretta, quindi sono incoraggiato a continuare ed a migliorarlo».

@carlottabalena

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