Scratch: il Lego virtuale per insegnare ai bambini a programmare

I ragazzi imparano meglio se coinvolti nel costruire qualcosa con un significato per loro, sia esso un poema o un programma per computer. Questo è Scratch.

Oggi si festeggia il compleanno di Scratch, il gattino arancione che al posto di miagolare sviluppa codice. Il party è stato organizzato da Coderdojo Roma, all’Università degli Studi di Roma Tre, nella Scuola di Economia e Studi Aziendali, dove bambini e genitori hanno potuto brindare virtualmente al micetto con un calice di codice.

scratch

Scratch è un linguaggio di programmazione visuale che rappresenta una metafora del nuovo sistema di educazione bastato sul pensiero “costruzionista” di Seymour Papert, per il quale:

I ragazzi imparano meglio quando sono attivamente coinvolti nel costruire qualcosa che ha un significato per loro, sia esso un poema, un robot, un castello di sabbia o un programma per computer.

Così Adriano Parracciani, maker e collaboratore del MIT Media Lab, parla di Scratch. Continua dicendo, “se la scuola mettesse in pratica questo insegnamento allora diventerebbe un ambiente ricco di apprendimento, che contrasta il modello “istruzionista”, dove il docente parla e l’alunno riceve passivamente le informazioni.”

Con una molletta da bucato scorreva le slide della sua presentazione, davanti ad un’aula piena di genitori attenti. “La conoscenza non si può trasmettere, ognuno se la costruisce dentro di sè. Forse questa è la vera intuizione di Scratch.”

Il mondo è complesso, ed oggi ha bisogno di persone creative per risolvere i nuovi problemi del futuro e per cogliere le opportunità che verranno. La creatività è una caratteristica di ognuno di noi, tuttavia a volte viene repressa. La scuola deve agire in prima linea perchè ciò non avvenga, lo sforzo deve cominciare da li.

Dobbiamo fornire alle persone, grandi e piccoli, una consapevolezza digitale, che non significa solo navigare sui social network. La rete ha una potenzialità tale da far diventare gli utenti non solo utilizzatori ma anche creatori di contenuti utili alla società.

Secondo Adriano, il trucco è aprire la mente all’esplorazione. E’ un’attività che impariamo a fare fin dalla scuola materna, ma che via via chiudiamo in un cassetto, abbandonandoci al dato di fatto. La creatività che sviluppiamo da bambini dobbiamo coltivarla per tutta la nostra vita.

 Ecco le foto della giornata.

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