Giulia Lotti

Mag 21, 2014

Costruire droni sui banchi di scuola

Il progetto degli alunni dell'IPSIA Galilei di Castelfranco Veneto, nato dall'emergenza alluvione 2012, ha conquistato anche la Silicon Valley

E’ iniziato tutto lo scorso anno, come ci racconta il Prof. Daniele Pauletto. I ragazzi di quarta (oggi di quinta), cercavano un’idea nuova per le tesine dell’anno successivo ma allo stesso tempo volevano creare qualcosa di utile e innovativo. Ecco l’idea: realizzare delle applicazioni per droni con finalità sociali.

droni

Daniele Pauletto, insegna da 25 anni elettronica e telecomunicazioni all’I.P.S.I.A. “G.Galilei”, un Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato di Castelfranco Veneto.

Il progetto è partito ufficialmente a Settembre 2013 con l’idea di gestire una situazione di emergenza tipica nel Veneto, le alluvioni. Quando i mezzi di trasporto sono bloccati o hanno difficoltà di percorrenza, l’utilizzo dei droni può risolvere delle situazione drammatiche, come il trasporto di farmaci. Il primo segnale di interesse è arrivato dagli stessi farmacisti. Il Presidente di Farmacie Unite di Treviso li ha contatto per sperimentare l’idea.

Il progetto è stata una contaminazione per tutta la scuola. Hanno aderito anche i ragazzi di prima, che si sono appassionati all’esperimento. Ognuno cerca di contribuire con le proprie forze. Sono i ragazzi il successo del progetto. La spiegazione è chiara: gli adulti tendono a vedere il drone come un mero oggetto per fare foto o video, mentre per i ragazzi è uno strumento assolutamente versatile, che può rispondere ai comandi più complessi. Gli alunni del Prof. Pauletto lo considerano come un Arduino, cioè un tool con ha un’infinita potenzialità di azioni, basta solo un po’ di immaginazione ed accessoristica.

Perchè non possiamo fargli fare le pulizie?” Così nacque il drone-colf accessoriato con uno Swiffer, in grado di arrivare anche nelle parti più alte e difficili dei laboratori. Facendo delle modifiche ed usando un po’ l’ingegno, è possibile utilizzare questi strumenti per qualsiasi finalità. Nel mondo sono state individuate 33 modalità di uso.

Potrebbe raccontare all’infinito, il Prof. Pauletto, delle loro invenzioni. Ad un certo punto si sono detti: “Facciamolo parlare!“. Ci sono riusciti. Con una cassa bluetooth e una campana disegnata a mò di megafono e realizzata con stampante 3D, hanno dato voce all’apparecchio. Così è nato il drone Guida Turistica.

Non è semplice fare queste cose a scuola. Abbiamo dovuto riflettere più volte sul nostro progetto, per via dei Regolamenti di Omologazione ENAC. Abbiamo sostituito i droni che avevamo realizzato con Arduino con altri omologati. La nostra innovazione del resto riguarda la realizzazione delle app che li comandano.”

E’ importante che la scuola stimoli i ragazzi al futuro e ai nuovi progetti artigianali. Lavoriamo con i ragazzi il pomeriggio, il sabato e la domenica. Quando c’è passione e coinvolgimento gli studenti ti seguono volentieri anche al di fuori dell’orario scolastico. Come scuola tecnica, richiediamo ai nostri studenti di lavorare ad un progetto che non sia fine a sé stesso ma che abbia un potenziale per il futuro, creando delle opportunità lavorative.

La notizia del lavoro degli studenti del Prof. Pauletto è  arrivata anche in California, dove si sono interessati al progetto dei droni di Castelfranco. Una startup di  San Francisco ha preso spunto dalla loro idea. Utilizza i droni per il trasporto di farmaci 24h consegnandoli al destinatario secondo la logica della caduta. Il loro, del resto, è un lavoro a contaminazione diffusa!

Beta test dell’applicazione per droni con elicotteri radiocomandati