Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Mag 22, 2014

A scuola di Facebook a 90 anni

Ben 15.500 ragazzi coinvolti nel progetto "Nonni su internet" per insegnare a navigare in rete a 20mila anziani. Stop alla digital divide

Federico, 15 anni, si è trovato a fare l’insegnante con alunni di 60-70 anni. Non siamo all’ospizio ma all’Itis “Galileo Galiei” di Crema che in collaborazione con i pensionati della Cisl e il patrocinio della fondazione “Mondo digitale” ha dato avvia al corso “Nonni su internet”. Il progetto promosso in diciotto regioni d’Italia e otto Paesi in Europa (Belgio, Grecia, Irlanda, Romania, Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca e Regno Unito), ha coinvolto decine di scuole e più di 15.500  ragazzi che hanno messo a disposizione le loro competenze per diminuire il digital divide che esiste.

scuola

Per mesi i nonni si mettono alla prova davanti ad un personal computer. Uomini e donne (più di 19 mila in dieci anni) che trascorrono il loro tempo nell’orto, al bar a giocare a carte o dedicandosi ai nipoti più piccoli, abbandonano la zappa, le carte e il loro ruolo di baby sitter, per tornare sui banchi di scuola accanto a ragazzi e ragazze. Cosa imparano? Tutto. Dall’accendere un personal computer, ad usare word, aprire Internet, farsi una casella di posta elettronica, usare i social network.

E così Federico, tra i suoi contatti, si ritrova nonna Maria e nonno Piero. Il corso ha un obiettivo: fornire le competenze di base ai nonni per partecipare realmente alla vita sociale della comunità, comunicare di più e meglio, imparare ad usufruire di importanti servizi “online” che a quell’età possono essere molto utili (dal pagamento della bolletta all’acquisto di un libro online) o anche solo a controllare il proprio conto corrente senza dover andare in banca a vedere se la pensione è stata accreditata. Un modo per familiarizzare con tutti quegli oggetti che i nonni definiscono “mostri”: scanner, iPad, Iptv, digitale terrestre etc.

Si è arrivati persino ad avere come alunni audaci 90enni, dieci volte più grandi dei tutor giovani. Loro, nati in un’epoca in cui è arrivata la televisione in bianco e nero, hanno visto rottamare il telefono con la cornetta, la cabina telefonica e il gettone ed ora si ritrovano a dover fare i conti con telefonini con i quali comprare un volo aereo o farsi arrivare la spesa a casa.

Lezioni che hanno un doppio scopo: attivare uno scambio generazionale. Ogni nonno ha due tutor che lo affiancano. Un modo per far interagire due pianeti che non si conoscono, due età che hanno un mare che li divide. In trenta ore, oltre ad apprendere competenze, i nonni e i tutor scambiano esperienze. In qualche scuola c’è persino chi ha unito l’esperienza degli anziani con ciò che avevano imparato per realizzare un dizionario online dei giochi d’un tempo o un album digitale con le fotografie antiche.

Un lavoro che ha attivato una rete che ha messo in piedi 170 Internet Corner ovvero postazioni multimediali in rete realizzate nei centri anziani o presso i circoli per la terza età e quindici officine per il recupero di personal computer dismessi, attive in sette regioni. Una filiera di solidarietà 2.0 straordinaria: gli enti che hanno pc da buttare anziché mandarli in discarica, li portano alle scuole che li riparano e li donano ai centri anziani. A Roma con la campagna “Non mi buttare…al centro anziani c’è [email protected] per me” , sono stati raccolti 850 computer. Poste Italiane, Eni, Zètema, Engineering, Ceida ma anche il Consiglio Superiore della Magistratura e diversi uffici legali, hanno portato i loro pc agli istituti che hanno aderito al progetto. Una task force che ha “rigenerato” circa 500 macchine che andranno nei centri sociali anziani della capitale.