Agnese Addone (Coderdojo): «Insegnavo ai bimbi l’italiano, oggi con me programmano il loro futuro»

Agnese Addone, champion di Coderdojo Roma, ci parla di come è nato il movimento, le linee guida e i prossimi appuntamenti

Agnese Addone, laureata in storia, è la responsabile romana di Coderdojo. Quando ha iniziato ad insegnare come maestra di italiano e storia nell’Istituto Comprensivo Alfieri – Lante della Rovere di Roma non sapeva nulla di programmazione. Un giorno la sua preside le ha chiesto di cambiare tutto ed iniziare a insegnare matematica. Si è rimessa a studiare e tra un corso di aggiornamento e l’altro la passione per il mondo dei numeri cresceva sempre di più.

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TUTTO E’ INIZIATO COSì. Studiando mi sono resa conto che la questione principale era che i bambini non riuscivano a risolvere i problemi. Leggendo il testo del quesito non riuscivano a decodificarlo, quindi a capire ci venisse richiesto. Il metodo che ho cercato di trasmettere è quello di rimettere in ordine logico le parti del problema per poi riassemblare tutte le informazioni arrivando più facilmente alla soluzione. Ho cercato sul web degli strumenti per insegnare a risolvere i problemi e così mi sono avvicinata al mondo della programmazione e a Coderdojo. Ho contatto Carmelo Presicce, champion di Bologna e membro del Comittee internazionale di Coderdojo

COS’E’ CODERDOJO. Fondato in Iralanda da James Whelton e Bill Liao nel 2011, CoderDojo è un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club e organizzare incontri gratuiti per insegnare ai giovani a programmare. Ci rivolgiamo maggiormente a bambini ed adolescenti. Il nostro esperimento si sta espandendo a macchia d’olio a livello globale. Siamo seguiti e supportati da una forte rete di soci e volontari che ci accompagnano nel corso degli eventi per fare assistenza ai ragazzi. Il vero punto di svolta è la promozione di software open source e gratuiti, come Scratch il software di programmazione e il relativo ambiente di sviluppo gratuiti realizzati dal MIT Media Lab di Boston di cui si è parlato qui.

QUALI SONO LE LINEE GUIDA. I principi di Coderdojo sono tutti elencati nel charter. L’impegno principale del movimento è quello di mantenere tutto gratuito, con accesso libero ai software. E’ fondamentale inoltre che i bambini si divertano, ma a questo scopo è necessario promuovere un atteggiamento responsabile e consapevole di internet. Il motto di Coderdojo racchiude sinteticamente i suoi principi:

Above All: Be Cool“, bullying, lying, wasting people’s time and so on is uncool” (Soprattutto sii in gamba! Il bullismo, mentire e far perdere tempo non è da persone in gamba).

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L’USO RESPONSABILE DEL WEB. L’unico modo per educare i bambini alla tecnologia è quello di non avere paura. I ragazzi devono conoscere tutti i rischi ma anche le grandi potenzialità dietro gli strumenti digitali. Devono sapere come tutelarsi e come evitare di mettersi nei guai su internet. Imporre ai ragazzi che si approcciano ad internet il filtro degli adulti non è produttivo, perché se questo diventa un divieto, allora si sviluppa una curiosità morbosa che porta a non avere un atteggiamento sano nei confronti della tecnologia.

CRESCERE I FUTURI LAVORATORI. Tra le professioni più ricercate oggi ci sono gli sviluppatori. Educare i bambini all’uso di software e linguaggi di programmazione significa fornire loro delle base solide per costruirsi un futuro di studio e lavorativo in quella direzione. Intendiamo fornire ai ragazzi degli strumenti utili per scegliere quale percorso imboccare, proseguendo  su questa via, oppure cambiando completamente direzione, ma senza rimanere a digiuno di conoscenze sempre più utili nei nostri tempi. Viviamo in una società in cui imparare a programmare serve in ogni caso, anche se non si sogna di diventare un developer.

COSA PENSANO I BAMBINI. Spesso tra i feedback che lasciano i ragazzi dopo gli eventi che organizziamo, leggo quanto sono orgogliosi di aver creato da soli un gioco. Questo è un punto di svolta nel sistema educativo. Responsabilizzare i ragazzi e renderli utenti attivi e non passivi del web. In questo senso mi ricorderò sempre di Antonietta, una bambina di 8 anni, che al tempo del primo evento di Coderdojo a Roma, si iscrisse da sola, mandandoci un’email dal suo indirizzo di posta, dimostrando autonomia, conoscenza del mezzo e capacità di ricerca. Oggi è stata candidata per i Coolest Projects di Coderdojo, una manifestazione che ha avuto luogo il 7 Giugno, dove sono stati premiati i progetti più meritevoli presentati nei vari Coderdojo Europei.

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I NUMERI DI CODERDOJO. Si contano circa 51 volontari di Coderdojo, o anche mentor, che ruotano tra i diversi eventi. Tutti noi dobbiamo seguire 7 regole d’oro per relazionarsi al meglio con i bambini – che è possibile leggere qui. Io e Marco Giordano lavoriamo in sinergia per pianificare gli eventi sia dal lato organizzativo che puramente tecnico. In un anno siamo riusciti ad organizzare 9 incontri, ma il ritmo con cui ci vediamo sta aumentando in fretta.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI. Il prossimo evento lo dedicheremo agli insegnanti, il 13 Giugno presso la piazza telematica dell’Università Roma Tre (via Ostiense 133/b), avrà luogo il TeacherDojo dedicato agli insegnanti curiosi che vogliono sporcarsi le mani con la programmazione e capire perché il CoderDojo piace tanto ai nostri ninja.

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