«I presidi non hanno fondi? I soldi li troviamo noi». La sfida di School Raising ai tagli alla scuola

Luca Talarico, co-founder della piattaforma di crowdfunding, Shcool Raising, ci racconta i suoi obiettivi, il modello e i futuri sviluppi

Lanciata da circa 6 mesi, School Raising è una piattaforma di crowdfunding focalizzata sulla scuola. Chiunque (professori, alunni, presidi) può proporre un progetto, definendo il budget, preparando il materiale di comunicazione e disponendo delle ricompense per i finanziatori. E’ possibile proporre i progetti più vari, da quelli prettamente culturali, fino ad altri più innovativi. Luca Talarico, co-founder e business analyst di School Rasing ci racconta gli obiettivi, il modello e i futuri sviluppi della piattaforma.

school rasing

PERCHE’ IL CROWDFUNDING. Il crowdfunding è uno strumento aperto e trasparente che può contribuire a creare una forte partecipazione sociale. Abilitare le scuole all’utilizzo di questo strumento significa identificare nuove costellazioni di valore all’interno della complessità del mondo scolastico.

LA NOSTRA SFIDA. La piattaforma è online da circa 6 mesi, durante questo periodo abbiamo parlato con diverse scuole ed in alcune siamo andati di persona, questo ci ha permesso di notare che la sfida maggiore sta nel ripensare la scuola stessa.

L’OBIETTIVO. Vogliamo riuscire a coinvolgere tutti gli attori della scuola, dai docenti, ai presidi, agli stessi studenti. Oltre a loro ci rivolgiamo anche a tutti  quei soggetti che gravitano attorno alla scuola, quindi imprese ed associazioni che mettono a disposizione le proprie energie e capacità progettuali per cambiarla. Un settore così importante come l’istruzione non può essere delegato alle sole istituzioni e crediamo fortemente che il crowdfunding possa essere uno strumento utile per creare quella collaborazione partecipata che possa risollevare non solo la scuola ma tutta la comunità intorno.

NUOVE OPPORTUNITA’. All’interno di questa collaborazione abbiamo intravisto delle nuove opportunità che ora vogliamo esplorare attraverso il crowdsourcing (segnatevi questo nome: Raise your Maker) e workshop di co-progettazione, come quello organizzato insieme ad Idea Ginger lo scorso 29 Maggio a Bologna. Design4crowdfunding ha coinvolto 15 partecipanti nell’utilizzo di strumenti e metodi del Design Thinking per progettare una campagna di crowdfunding. L’entusiasmo dei partecipanti ci ha convinto a studiare le modalità per replicare il format in maniera sostenibile.

IL MODELLO ESTERO. L’unica piattaforma simile alla nostra è Donorschoose, online dal 2003 negli USA, che permette di effettuare delle donazioni destinate all’acquisto di materiali o al finanziamento di progetti scolastici presentati dai professori. In questo caso quindi possono essere i docenti inviano  a Donorschoose il progetto, ma i donatori non ricevono in cambio lettere di ringraziamento, fotografie o video.

Fino a oggi Donorschoose ha raccolto oltre 116 milioni di dollari ed ogni anno supera il budget dell’anno precedente. Significative sono le parole del fondatore della piattaforma, Charles Best:ho pensato che là fuori c’è molta gente che, se ha un modo facile per donare e riesce anche a vedere dove vanno queste donazioni e che cosa producono, allora loro aiuteranno con piacere gli insegnanti come noi a comprare il materiale necessario agli studenti”.

Rispetto a Donorschoose, School Raising ha un modello di business più simile al crowdfunding classico, con ricompense e libertà di proposta di campagne diverse, purché questi siano collegate ad una o più scuole.

IL TEAM. Il nostro core team è dislocato tra Milano e Berlino. Io sono un ingegnere gestionale emigrato prima in Olanda poi in Slovacchia dove ho lavorato nel settore del project management. Successivamente sono venuto qui a Berlino dove ho conosciuto Guglielmo Apolloni, esperto di comunicazione e designer di professione, che mi ha coinvolto nel progetto School Raising che ancora non aveva visto la luce. Assieme a noi lavorano da Milano Marianna Miller, project manager, e Dolma Bornengo, fund-raiser. Inoltre collabora con noi Carlo Magni, anche lui startupper e impegnato con MateraHub.

I PROGETTI FINANZIATI. Al momento abbiamo finanziato 7 progetti raccogliendo oltre 10.000€ da più di 270 finanziatori e 4 imprese.
I primi due progetti pilota con cui abbiamo lanciato la piattaforma: “Il laboratorio teatrale contro la violenza sulle donne” e “Musica insieme” sono stati presentati da due scuole di Soverato, nella provincia di Catanzaro. Li cito perché siamo andati di persona nelle scuole, abbiamo raccolto materiale e girato i video e lì abbiamo percepito che la nostra più grande sfida fosse proprio riuscire a raccontare la passione con cui i professori non solo fanno il proprio mestiere, tra mille difficoltà, ma vorrebbero coinvolgere i propri studenti in attività che vanno al di là  delle solite materie didattiche.

Tra i progetti da ricordare c’è anche quello dell’Istituto Roiti di Ferrara che ha raggiunto e superato il budget obiettivo, consentendo l’acquisto di una stampante 3D per il liceo, e ilprogetto “Murphy” la cui campagna di crowdfunding ha coinvolto due imprese locali, che successivamente hanno voluto incontrare i ragazzi.

IL SOSTEGNO ALLE SCUOLE. Agli istituti offriamo un continuo supporto sia nella progettazione che nella definizione delle ricompense, oltre che nella diffusione e comunicazione del progetto. Nella maggior parte dei casi parliamo con il progettista su skype per avere un primo colloquio sia sul progetto che sulla campagna da realizzare, successivamente ci teniamo in contatto. Siamo sempre presenti con i nostri consigli su come comunicare al meglio il progetto e spesso cerchiamo di coinvolgere i ragazzi, perché se loro si sentono parte integrante dell’iniziativa allora la campagna di crowdfunding spiccherà il volo.

IL PROGETTO ROBOCUPJR. School Raising è un prototipo, ci piace sperimentare, e molto spesso abbiamo invitato le scuole e chi ci segue ad hackerare school raising stessa. La RoboCup Jr. Competition mette in competizione progetti di robotica sviluppati dalla creatività e dalle abilità degli studenti. E’ stata un’esperienza affascinante e stimolante. Avevamo tempistiche molto strette: circa 20 giorni per finanziare 12 progetti focalizzati sul tema “i maker di domani” con campagna “Keep it all”.

Abbiamo messo in connessione tra di loro i diversi progettisti attivando quindi una comunità alla quale fornivamo periodicamente dei consigli: la cosa che ci è sembrata interessante è che solo tre di questi progettisti hanno risposto interagendo con noi, mentre gli altri 9 non hanno mai accennato un feedback. Questi 9 hanno raccolto in totale 5 euro, mentre degli altri 3 due hanno superato il budget (130%) e uno ha raccolto più della metà. Dialogare funziona!

SVILUPPI FUTURI. Dopo il progetto sulla stampante 3D per il Liceo di Ferrara e dopo l’esperienza molto positiva con la Rete di scuole per la Robocup Jr, ci siamo affezionati al tema dei “makers di domani”, perciò stiamo preparando una nuova iniziativa che avrà come focus il tema dei “makers” e le stampanti 3D. L’obiettivo è quello di coinvolgere tutte le scuole d’Italia.

4 Commenti a “«I presidi non hanno fondi? I soldi li troviamo noi». La sfida di School Raising ai tagli alla scuola”

  1. Giovanna Diodati

    Sono una insegnante interessata ad avere un contatto personale per confrontarmi.
    Giovanna Diodati

    Rispondi
    • Giulia Lotti

      Ciao Giovanna, grazie mille per l’interesse. All’interno dell’articolo ci sono molti link tra cui il contatto linkedin di Luca Talarico che il link al sito di School Raising. Saranno sicuramente felicissimi di darti tutte le informazioni di cui hai bisogno 🙂

      Rispondi

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  2.  Così con School Raising gli studenti diventano maker

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