Salvatore Giuliano :«Per cambiare la scuola servono 3 cose: passione, passione, passione»

Agosto trai banchi di scuola, ma questa volta solo gli insegnanti per partecipare al seminario organizzato dall’ITIS Majorana di Brindisi sull’utilizzo della tecnologia nelle scuole

La ricetta per innovare la scuola di Salvatore Giuliano è semplice e con pochi ingredienti. Serve solo passione, passione e ancora passione. Dall’ideatore dell’iniziativa Book in Progress ci aspettavamo un impasto tutto tecnologico, invece il suo elemento di base è la passione. Infine, a condimento, non deve mancare la consapevolezza delle potenzialità offerte dagli strumenti digitali applicati alla didattica.

Il preside di Brindisi ha deciso di organizzare nel suo istituto, l’ITIS Majoranauna Summer School nei giorni 20, 21 e 22 Agosto, per discutere sui vantaggi legati alla tecnologia nel sistema scolastico italiano. Il corso si rivolge a docenti di ogni ordine e grado, che impareranno ad utilizzare applicazioni mobile, software per la produzione di ebook, test, video-lezioni e piattaforme di condivisione per l’insegnamento. Le lezioni si terranno nell’aula del futuro – come la definisce Salvatore Giuliano – uno spazio creativo e non convenzionale.

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IL CORSO. La Summer School prevede tre incontri da 8 ore l’uno, con un massimo di 15 partecipanti a sessione, a cui verrà richiesto un contributo di 10 euro per le spese alimentari. Non a caso l’iniziativa si chiama Bring Food And Learn Technology. Il ricavato sarà poi devoluto in beneficenza. Durante il corso i docenti provenienti da qualsiasi scuola  d’Italia potranno imparare i benefici dell’applicazione della tecnologia alla didattica. Sarà importante stimolare il confronto tra insegnanti sulla creazione di ambienti di studio produttivi, secondo la logica della flipped classrroom. Salvatore Giuliano: «Offriremo diversi spunti di riflessioni, ad esempio: come spiegare agli studenti Dante Alighieri attraverso la tecnologia? Metteremo a sintesi tutte le esperienze fatte nel corso di questi anni, senza la presunzione di insegnare, ma solo di mostrare un nuovo modo di fare scuola».

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L’OBIETTIVO. «Lo scambio di opinioni tra docenti sul tema dell’innovazione è una forma di crescita collettiva, che cerchiamo di portare avanti da anni». Il preside dell’ITIS Majorana spiega come queste occasioni permettono buone opportunità di networking tra docenti di scuole diverse. «Con la nostra Summer School abbiamo intenzione di presentare le migliori pratiche per un nuovo sistema di apprendimento che utilizza la tecnologia come strumento di supporto».

COME CAMBIA LA DIDATTICA. Durante il corso si parlerà dell’impatto del digitale nel sistema scolastico italiano, con una riflessione su come cambiano i tempi e gli spazi dell’apprendimento. «La tecnologia ha il potere trasformare il concetto di “classe , non più pensato come un luogo dove l’insegnante parla agli studenti seduti di fronte a lui ad ascoltare passivamente, bensì come un luogo di condivisione che favorisce la didattica collaborativa, basata sullo scambio di conoscenze e sul bilanciamento delle competenze».
1959280_10203694659875900_8521387167139599309_nLA FORMAZIONE DEI DOCENTI. Sono evocative le ultime dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini (che si possono leggere qui), riguardo alla necessità di rivoluzionare la scuola, partendo dalla formazione degli insegnanti sulle nuove tecnologie per la didattica. I docenti, d’altra parte, devono avere davvero voglia di cambiare le cose, e metterci passione, altrimenti non c’è formazione che tenga. Salvatore Giuliano sottolinea: «Lo stimolo ad innovare deve venire dagli stessi insegnanti, perché le tutte le cose imposte dall’alto non funzionano. Se un professore è motivato, coinvolgerà altre persone diffondendo quanto appreso. L’innovazione si fa dal basso e per contagio».

COSA IMPARARE DI VERAMENTE IMPORTANTE. Il preside brindisino è convinto che non servano grossi investimenti per la formazione del corpo insegnante, è sufficiente un uso intelligente e mirato delle risorse a disposizione. «E’ inutile offrire dei corsi di informatica, banalizzando la formazione sull’utilizzo del pacchetto office o sulla navigazione nel web. Sapere usare Microsoft Word non significa riuscire a cambiare la scuola. Sarebbe molto più vantaggioso mettere a disposizione un device di qualsiasi tipo, un computer, un tablet, uno smartphone, e capire come cambiare la didattica partendo da quello che si ha a disposizione, che va oltre all’utilizzo di tool basilari.

10255726_10203694659675895_8154317630221078800_nI RISULTATI OTTENUTI. Le prove e i test fatti fino adesso nell’ITIS Majorana hanno portato ad esiti sorprendenti: «Sperimentando questo nuovo tipo di didattica abbiamo potuto dimostrare che l’apprendimento dei ragazzi migliora di anno in anno. Non dobbiamo dimenticarci che non è solo merito della tecnologia, perché l’attore protagonista resta sempre il professore, al centro di nuovo sistema di insegnamento. Sono le persone che fanno la differenza, la tecnologia è solo un ottimo strumento di cui avvalersi».

LA SFIDA . «Tutti i nostri sforzi sono rivolti alla definizione di un ambiente di studio diverso, dove non esistono più le classi tradizionali, ma solo gruppi omogenei per competenze in cui i ragazzi scelgono di stare in base alle loro peculiarità. Stiamo lanciando una sfida a livello mondiale. L’idea è pronta e la voglia di fare non manca. Per cambiare la scuola dovremmo proporre un’esperienza pilota, rivedere le modalità di selezione del corpo docente e dei dirigenti scolastici, implementando il concetto di autonomia responsabile basato sulla logica del raggiungimento degli obiettivi».

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