A scuola oltre alla matematica ci sarà anche l’ora di coding

Dall’11 al 17 ottobre 2014, durante la settimana europea del coding, il Ministero dell’Istruzione annuncerà una vera e propria rivoluzione: la programmazione diventerà una materia scolastica

“Oggi facciamo lezione di coding”. Potrebbe essere la vera rivoluzione dell’anno scolastico 2014/2015. Sui diari dei bambini oltre a storia, geografia, matematica ed informatica dall’anno prossimo vi sarà un tempo dedicato alla programmazione dei computer.
Gli studenti italiani, come quelli americani, impareranno non solo ad accendere e spegnere un computer, a conoscere come si usa internet e il tablet ma usciranno dalla scuola italiana con delle competenze che permetteranno loro di produrre piccoli programmi come videogiochi o brevi sequenze.

Computer work

Notizie dal Ministero

E’ da tempo che se ne parla. Il ministro Maria Chiara Carrozza in un convegno aveva bocciato l’idea con queste dichiarazioni:

La tecnologia digitale non è una disciplina ma uno strumento di cui la didattica si deve avvalere. Ci sono molti progetti ma non si tratta di una disciplina vera e propria

Diverso lo spirito del nuovo inquilino di viale Trastevere. Durante un recente incontro alla “Versiliana” ha spiegato che innanzitutto bisogna dare gli strumenti giusti come ad esempio le lavagne interattive e wireless, ma serve anche la formazione degli insegnanti nella pratica del coding:

Immaginare che si possa insegnare un nuovo alfabeto, una nuova possibilità di codificare il processo cognitivo e che gli studenti siano i primi destinatari di questo nuovo processo di apprendimento

La settimana europea del coding

Al Ministero sarebbero già al lavoro da mesi per stringere dei rapporti con alcune aziende higtech per sperimentare già da ottobre una piattaforma online da usare in classe. L’idea sarebbe quella di lanciarla in occasione della settimana europea del “coding” che si terrà dall’11 al 17 ottobre 2014. Milioni di bambini, genitori, insegnanti, imprenditori e decisori politici parteciperanno a manifestazioni e si riuniranno nelle aule scolastiche per imparare la programmazione e le conoscenze connesse.

A scuola oltre alla matematica ci sarà anche l'ora di coding

L’iniziativa

L’idea è dare visibilità alla programmazione informatica, smitizzare le competenze richieste e far incontrare persone motivate per imparare insieme. Si tratta di un’iniziativa di base proposta da giovani consulenti a Neelie Kroes con il sostegno di movimenti per la programmazione e la formazione come CoderDojoRailsGirls nonché delle principali aziende del settore per avvicinare alla programmazione milioni di bambini, per esempio con corsi di iniziazione alla programmazione, offerta di moduli per l’apprendimento e formazione degli insegnanti.

Ben 150mila nuovi posti di lavoro grazie al coding

Un salto di qualità per l’Italia che come sempre arriva a ruota degli Stati Uniti che lo scorso anno in occasione della Computer Science Education avevano lanciato il progetto K-12, per iniziare milioni di studenti americani di elementari e medie allo studio del codice html, dato poi che le previsioni parlano di 150.000 nuovi posti di lavoro ogni anno nel settore, fino al 2020. Finalmente potremo archiviare nei polverosi armadi delle scuole i libri di informatica che insegnano solo come usare powerpoint, come inserire una tabella o un grafico.

A scuola oltre alla matematica ci sarà anche l'ora di coding (2)

Una risposta alla crisi

Se gli Stati Uniti hanno capito che per affrontare la crisi serve cambiare il modello d’insegnamento affinché vi sia un incrocio tra domanda e offerta di lavoro anche l’Italia può puntare a “revisionare” il proprio modello educativo al fine di immettere nel ciclo produttivo risorse umane capaci di far ripartire il Paese.

15 Commenti a “A scuola oltre alla matematica ci sarà anche l’ora di coding”

  1. Lorenzo

    Ma un po’ di zappa? – ovvero “come mettere su un orto e farlo crescere”.

    In Italia siamo pieni di terre. Forse dovremmo guardarci indietro. Che ne dite?

    Rispondi
    • Stefano

      Dico che se ti piace vivere nel medioevo, è la soluzione perfetta. La zappa che tu suggerisci fa crollare il PIL, mica lo alza. E da quando siamo pieni di terre? Già l’Italia è piccola, se togli le aree non coltivabili poi…

      Rispondi
    • PB

      Guardare avanti mai. Sempre “i bei vecchi tempi”.
      Io odio gli estremi. Disprezzo chi guarda solo al futuro e sputa sul passato. Disprezzo chi guarda solo al passato, denigrando il futuro.
      L’umanità è sempre andata avanti con il giusto mix di innovazione e tradizione.

      Questa iniziativa è lodevole comunque, perché in potenza potrebbe dare serie basi professionali alle giovani leve. Purché non ci si limiti, come ai miei tempi, a due programmini idioti su Pascal o C++…

      Rispondi
  2. Carolina

    Chiedo scusa ho visionato le prime 10 applicazioni per la scuola vorrei acquistarle in lingua italiana ma non so come fare ho visionato anche il vostro sito ma niente e tra l’altro sono tutti in lingua inglese in attesa di un benevolo riscontro cordialmente saluto
    Carolina Amato

    Rispondi
  3. simona

    Ma ritorniamo al “leggere, scrivere e far di conto” o avremo una generazione di dementi! Fate le riforme con la testa e non per inserire il vostro nome nei libri di storia della scuola !!!

    Rispondi
  4. costanza Turrini

    A ottobre partirà anche in alcune scuole secondarie di primo grado di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Milano GIRLS CODE IT BETTER, club di programmazione per ragazze dagli 11 ai 13 anni.
    150 ragazze, accompagnate da docenti, educatori e “maker” si avvicineranno al coding, all’elettronica e alla robotica in un percorso gratuito ed extracurriculare. Il progetto, creato e promosso da MAW Men at Work Agenzia per il Lavoro e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, dalla provincia di Reggio Emilia e dalle consigliere di parità, provinciali e Regionali, vuole avvicinare le ragazze al digitale: settore creativo e divertente oltre che di grande appeal per il mercato del lavoro, presente e futuro.

    Rispondi

Trackbacks/Pingbacks

  1.  Informatica: dal coding al pensiero computazionale - Il Fatto Quotidiano
  2.  Informatica: dal coding al pensiero computazionale - TopNotizie
  3.  Informatica: dal coding al pensiero computazionale | Notizie italiane in tempo reale!
  4.  Riforma della scuola : senza formare i docenti non c'è rivoluzione 2.0
  5.  Le buona scuola di Renzi: formazione digitale,meno burocrazia e makers
  6.  L'italiano prima di tutto.L'Accademia della Crusca diventa digitale
  7.  Il ministero dà l'ok: a scuola ci darà l'ora del codice
  8.  L’italiano prima di tutto, così l’Accademia della Crusca diventa digitale | Antotranslation

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Missione VITA, Paolo Nespoli torna nello spazio

L’astronauta italiano sarà per la terza volta in orbita attorno alla Terra, per la seconda volta ospite della Stazione Spaziale Internazionale. Il suo compito a bordo della ISS sarà svolgere esperimenti di fisiologia e biochimica per studiare il comportamento della vita nello spazio

Google, Facebook e marketing digitale: così il turismo in Portogallo fa numeri e dà lavoro

Visibilità nelle ricerche online e offerte personalizzate. Ecco come il Paese lusitano ha fatto delle proprie bellezze un business, con un fatturato 2016 di 11 miliardi (e 40 mila posti di lavoro in oltre 4 mila aziende)

Un robot subacqueo ha ispezionato i reattori di Fukushima

Per analizzare l’entità dei danni del terremoto del 2011 nella centrale nucleare di Fukushima, gli scienziati stanno usando un piccolo robot a forma di pesce che ha restituito le prime immagini del reattore

Questa startup di Wylab trova borse di studio per atleti | Usa College Sport

Selezionare borse di studio per atleti nelle università statunitensi, questa la mission del progetto di Deljan Bregasi: «Abbiamo relazioni con 2000 diverse università e possiamo comunicare con migliaia di allenatori di 14 sport diversi»

Come rapire Martina, 5 anni, usando i dati su Facebook. Il video da 200mila visualizzazioni in 24 ore

Matteo Flora ha dimostrato com’è possibile che un profilo Facebook creato dai genitori a una bambina possa rivelare dati preziosi utilizzabili come un’arma da un rapitore. Il video è diventato virale in poche ore