Book in Progress si evolve, ora punta all’e-learning

Salvatore Giuliano: “Book in progress è a una svolta, apriremo piattaforme per la creazione e la condivisione di contenuti, per portare la didattica online”

“Dal singolo prodotto, il libro, ci stiamo dirigendo verso un metodo, un nuovo modo di fare didattica con il supporto della tecnologia”. Book in Progress è a una svolta. Il progetto, nato del 2009 dall’idea di Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico “Ettore Majorana” di Brindisi, prevede la realizzazione dei materiali didattici, come i libri di testo, direttamente dai docenti. Ma ora il progetto, come ha detto lo stesso Giuliano, “sta passando da un prodotto a un metodo”: l’intento è quello di diffondere, oltre ai libri, anche delle piattaforme di creazione e condivisione di contenuti digitali, e i Mooc (Massive open online courses), cioè i corsi di apprendimento online. I 27 coordinatori nazionali di Book in Progress si sono incontrati negli scorsi giorni per sviluppare il nuovo sentiero intrapreso dal progetto.

 

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Book in Progress è un esempio di innovazione “dal basso”, ma soprattutto è un tentativo di portare la scuola al passo con i tempi: “Negli ultimi anni è cambiato il mondo, ma la scuola resta sempre la stessa” ha detto Giuliano. Book in Progress ha permesso la diffusione dei libri scolastici in versione digitale, abbattendo le spese per l’acquisto dei materiali didattici, e creando una rete di scuole in tutta Italia che coordinano le varie discipline. La rete è divisa per dipartimenti redazionali nazionali, e i docenti lavorano grazie a una piattaforma online.

Quello su cui hanno discusso in questi giorni i coordinatori nazionali del progetto è un ulteriore gradino per innovare il mondo della scuola e il modo di insegnare. Book in Progress sta sviluppando delle piattaforme, per docenti e studenti, di personalizzazione e condivisione dei contenuti, “una sorta di diario di bordo che però preveda l’uso della tecnologia – precisa Giuliano –  e anche la possibilità di condivisione tra gli studenti. Il valore aggiunto delle Ict applicate alla scuola è che finalmente si riesce a dare spazio alla creatività del ragazzi, che altrimenti resta limitata”. Il progetto si aprirà ai Mooc, un nuovo modo di intendere la didattica che sfrutta le potenzialità del web: “Gli studenti li utilizzeranno sicuramente; in gran parte delle scuole i ragazzi hanno molta più dimestichezza degli insegnanti con le nuove tecnologie e loro sono più che pronti a portare l’innovazione nella scuola. Aspettano solo noi”.

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