A Orvieto un campus modello Google: tra robot e baby park

Vetrya ha aperto un corporate campus all’avanguardia, dove il lavoro incontra la formazione e dove le mamme possono portare i figli in ufficio grazie all’area dedicata all’infanzia

Un campus da 20 mila metri quadri, dove lavorare all’innovazione. Un posto per far crescere i talenti, con aree dove studiare, svagarsi, allenarsi, circondato dal verde e  arricchito da un asilo per le dipendenti con bambini. Una volta tanto, non siamo in Silicon Valley. Siamo a Orvieto, nel cuore dell’Umbria, anzi, come precisano sul sito del Corporate campus Vetrya, siamo “nell’esatto centro geografico dell’Italia”. Il Gruppo Vetrya, nato nel 2010, si occupa di innovazione nel campo del broadband, delle telecomunicazioni, del content management, e del mobile entertainment. Produce piattaforme e tecnologie per multi schermi, dispositivi mobili, smart tv, e OTT (cioè imprese che operano sopra le reti, per la trasmissione di contenuti audio-video con internet). Ora Vetrya ha aperto un campus aziendale per favorire l’incontro tra lavoro e università (e dove tutelare anche l’infanzia).

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Vetrya lavora sulla convergenza: tra contenuti e comunicazioni, fisse, o mobili. Luca Tomassini e Katia Sagrafena, fondatori dell’azienda, hanno fatto una scelta in controtendenza. Invece di far nascere la società nei grandi centri, Roma o Milano, hanno scelto Orvieto. “Per ragioni di qualità della vita: qui è tutto meno caotico, più tranquillo. E poi ci occupiamo di digitale: lo possiamo fare da qualsiasi posto” spiega Katia Sagrafena. E qui, tra le colline umbre, è nata una società che nei primi 4 anni è cresciuta del 400%, dando lavoro a molti giovani programmatori e ingegneri informatici (oggi ci sono 63 dipendenti). “Per loro abbiamo pensato al campus. L’idea è nata da un viaggio negli Stati Uniti nell’estate 2013. Abbiamo visitato la sede di Google e abbiamo pensato: facciamolo anche noi a Orvieto”. Detto, fatto. I lavori sono partiti ad aprile 2014 e ora il campus è completamente funzionale.

Lavoro e formazione

Secondo Katia Sagrafena il campus è un luogo “per la contaminazione”. Al primo piano c’è l’area di lavoro ma non solo: una parte del campus è dedicata alle collaborazioni con le università. Non è la prima volta che Vetrya tende la mano al mondo dell’educazione. Lo scorso anno aveva stipulato un accordo per portare dispositivi tecnologici sui banchi della scuola media “Signorelli” di Orvieto e altri istituti umbri. La sfera della formazione, soprattutto quella universitaria è importante per l’azienda che fatica a trovare sul territorio le persone da assumere. “Dall’Umbria mi arrivano tantissimi curricula con specializzazioni in marketing, ma pochi in programmazione o ingegneria informatica”. Le collaborazioni con l’università, dunque, serviranno non solo come formazione ai dipendenti già assunti, ma anche per l’inserimento di nuovo personale.

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Ecosostenibilità e Baby-park

Risparmio dei consumi e rispetto per l’ambiente. Il campus è illuminato completamente con tecnologia Led a basso consumo, e mette a disposizione veicoli elettrici Bmw i3, ricaricati con il sistema “vetrya power” a energia solare. Il campus è una struttura full digital, l’accesso alla rete internet avviene con collegamento diretto in fibra al nodo principale italiano. L’intera area è coperta da connettività wireless e dentro la struttura ci sono robot interattivi a disposizione del personale che permettono di effettuare videoconferenze, inviare videomessaggi e prenotare i servizi del campus. Il fiore all’occhiello della struttura, però, è un’area dedicata all’infanzia. Nella migliore tradizione nordica, ma anche statunitense (ricordate che Marissa Meyer, Ad di Yahoo!, si era fatta mettere un asilo personale in ufficio?), alla Vetrya hanno pensato a qualcosa che, come sottolinea Sagrafena, “fa veramente la differenza”. Un’area aperta tutto il giorno, che accoglie piccoli dai 13 mesi a 10 anni, che offre un servizio di asilo nido e di doposcuola per i figli dei dipendenti. “Recentemente abbiamo assunto mamme con bambini nati da meno di un anno, e ci è sembrato giusto offrire loro un luogo per avere i propri figli sempre vicino, nelle mani di persone competenti che li coinvolgono in giochi e varie attività”. L’attenzione alla qualità della vita dei dipendenti ha dato i suoi frutti: Vetrya è stata l’unica azienda italiana non multinazionale a vincere il riconoscimento del “Great Place to Work” per il 2015.

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