“L’impresa è come l’inglese: va insegnata a scuola”

Parla Miriam Cresta, Ceo di Junior Achievement Italia. L’organizzazione non profit parteciperà al GEC 2015 con un evento sull’imprenditoria a scuola che riunirà a Milano 150 insegnanti

Una sola stanza, 150 docenti da tutta Italia, un workshop per formarli su come portare l’imprenditoria tra i banchi di scuola. “Perché l’imprenditorialità è una competenza, e come si insegna l’inglese a scuola, bisognerebbe insegnare anche ad essere imprenditori. Vogliamo che  i professori tornino a scuola carichi” dice Miriam Cresta, direttore generale di Junior Achievement Italia. L’organizzazione non profit dedicata all’educazione economica dei giovani ha fissato per il 17 marzo il laboratorio “Teacherpreneur: ispirazioni per l’educazione imprenditoriale”. La giornata si terrà a Milano, nell’ambito del GEC (Global Entrepreneurship Congress), conferenza internazionale dedicata all’imprenditorialità. “Parlare di introdurre l’economia a scuola oggi sembra scontato, ma 12 anni fa siamo stati i primi a farlo. Oggi bisogna spingere sui professori: molti di loro sono disposti a cambiare i metodi didattici ed aprirsi all’innovazione, ma poi passare dalle parole ai fatti è molto difficile. Ci vorrebbero più opportunità per i docenti, anche solo un’offerta più ampia di strumenti digitali. Per questo abbiamo organizzato questa giornata”.

Gec

Junior Achievement è attiva in 123 paesi. Si occupa di insegnare l’economia, l’imprenditorialità e la finanza a bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni. Collabora gratuitamente con le scuole, programmando lezioni tenute da esperti d’azienda che offrono il loro tempo e le lore conoscenze volontariamente. I corsi sono finalizzati a dare agli studenti competenze specifiche, utili per cercare un lavoro o per diventare imprenditori in modo autonomo. “Nel momento in cui trasferiamo il concetto di imprenditorialità nei ragazzi di 16-17 anni, poi loro useranno le competenze acquisite in ogni scelta della loro vita, perché – sottolinea Miriam Cresta – sono competenze trasversali, che un ragazzo può usare sia se va a lavorare in un’azienda sia se decide di lavorare in proprio”.

Il laboratorio del 17 marzo, dunque, è pensato per fornire i docenti di alcune tecniche e dispositivi didattici di successo per diffondere l’imprenditoria nella scuola. “Non era scontato riuscire a organizzare un evento del genere – racconta Cresta – riunire in una sola stanza 150 docenti non è una cosa facile senza sostegni economici: i docenti sono venuti a proprie spese, quindi diciamo che stanno venendo coloro che se lo possono permettere. Per chiamarli a raccolta abbiamo creato una rete di scuole partendo dal nodo di istituti che già ci seguono sui nostri progetti”.

La giornata è organizzata in due momenti. La mattina è di preparazione: “Diamo tutte le informazioni base sui metodi per portare l’imprenditorialità nella scuola. L’obiettivo è di far passare il concetto che l’imprenditorialità è una competenza, da insegnare come tutte le altre materie. Per farlo è necessario innanzitutto pensare a una didattica innovativa, che cambi il “setting”, cioè l’ambiente della didattica, e unisca il reale con il virtuale”. Nel pomeriggio, invece, i professori sono coinvolti in situazioni pratiche, lavorando in piccoli gruppi.

Oltre alla giornata pensata per i docenti, Junior Achievement ha organizzato anche una fiera dell’innovazione giovanile: 20 stand con imprese di studenti italiani e europei (dalla Spagna, Portogallo, Danimarca e Polonia) dove i ragazzi vendono i loro prodotti e servizi. “E’ una fiera commerciale a tutti gli effetti, perché chi passeggia tra gli stand può acquistare i prodotti delle imprese. E i professori possono vedere i ragazzi che di solito incontrano sui banchi di scuola, in un contesto diverso, come veri imprenditori. L’obiettivo di tutto questo è ispirarli: vogliamo che tornino a casa pieni di voglia di fare”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare anche

Al GEC2015, H-ACK School ha convinto tutti. Così si fa impresa a scuola

A Milano, al GEC2015, il primo hackathon della scuola italiana: 600 studenti si mettono in gioco con gli startupper

E’ americana la vincitrice del Premio Nobel per l’insegnamento (e di un milione di dollari)

Nancie Atwell, professoressa di inglese del Maine, ha vinto il Global Teacher Prize: “Amo la mia vita di insegnante e tutte le sfide intellettuali, sociali e personali che ho sempre affrontato”

5 siti utili per realizzare il proprio Personal Learning Network

Per costruire un valido network di apprendimento basta seguire qualche piccolo consiglio e utilizzare i siti giusti. Ecco come fare

Arriva dal vino la pelle naturale che non sfrutta gli animali

WineLeather è vegetale al cento per cento ed è ricavata dalla vinaccia. L’idea sviluppata da Gianpiero Tessitore e Francesco Merlino rappresenta un’occasione di rilancio per il settore conciario italiano all’insegna della sostenibilità e del cruelty-free

Più bike sharing, meno stazioni di parcheggio. Shike, il progetto di MugStudio (SocialFare)

Andrea Tommei e Andrea Cantore hanno sviluppato un progetto di bike sharing innovativo, che permette ai cittadini di non servirsi delle classiche stazioni. Shike è tra le 5 aziende selezionate per Foundamenta#3, il programma di accelerazione per startup a impatto sociale