Sara Riboldi

Sara Riboldi

Nov 23, 2017

Alternanza scuola lavoro anche al liceo: i progetti, le opinioni, i dati

Al MIUR gli studenti liceali hanno presentato i loro progetti, basati su tecnologia, arte e business. Bisogna però sforzarsi di rendere i percorsi omogenei dal punto di vista qualitativo in tutte le scuole d’Italia

Ricostruzioni virtuali, mappe tattili, video, restauro di opere d’arte e organizzazioni di mostre sono solo alcuni dei progetti realizzati nei licei di tutta Italia nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro e presentati durante un convegno al MIUR. Le idee presentate sono affascinanti e al passo con i tempi, ma la realtà dei percorsi di alternanza non è sempre così. La strada è ancora lunga ma con il giusto dialogo fra gli attori e una maggiore strutturazione, gli obiettivi del MIUR potranno essere realizzati in modo più efficace e omogeneo.

Licei e mondo del lavoro: i dati dell’alternanza scuola lavoro

Non è un caso che l’attenzione sia volta in modo particolare ai licei. Tradizionalmente i licei rappresentano le scuole che offrono una formazione più culturale e meno pratica. Il fatto di coinvolgerli nell’alternanza mira a superare l’idea che studio e lavoro debbano viaggiare su binari separati, puntando a una sinergia tra il percorso formativo e la realtà lavorativa. Del resto i licei sembrano essere aperti a questi cambiamenti. Secondo i dati forniti dal MIUR, su circa 1.000.000 di studenti in alternanza circa il 48% è rappresentato dai liceali. Il numero maggiore di studenti spetta al liceo scientifico (142.241). A seguire i licei linguistici (66.665 studenti), i licei scientifici con opzione Scienze applicate (56.883), il classico (53.740), delle scienze umane (45.486), artistico (39.936), il liceo delle scienze umane con opzione economico sociale (22.118), i licei Europei/Internazionali (15.378), il liceo musicale e coreutico (5.173) e infine il liceo scientifico sezione sportiva (3.542). Tutti dati che lasciano presagire una futura sinergia migliore tra formazione liceale e mondo del lavoro.

Realtà virtuale e mappe tattili: i licei diventano tecnologici

Al MIUR gli studenti di tredici licei d’Italia hanno presentato i progetti realizzati nelle loro scuole. Tutti davvero molto interessanti. Innovativo il progetto dell’IIS Galilei – Ferrari (Torino): gli studenti hanno ricostruito un tempio virtuale dedicato al culto di Hera. La ricostruzione virtuale si basa sulla realizzazione di disegni tridimensionali al computer, attraverso tecniche CAD dei singoli elementi marmorei del tempio e utilizza modelli matematici per la successiva realizzazione in scala degli stessi, grazie alle stampanti 3D. Completa il progetto l’assemblaggio di un plastico del santuario da parte degli allievi. Un museo virtuale on line è il progetto del Pascal (Napoli). Il progetto ‘Sistema Pompei’ comprende tre articolazioni: Virtual Pompei che vede gli studenti realizzare la modellazione virtuale di alcuni manufatti architettonici dell’area archeologica di Pompei tramite tecniche di rilievo e restituzione di ultima generazione. I risultati delle elaborazioni digitali rappresentano la base dati di un museo virtuale on line. Infine, la parte denominata New Generation prevede percorsi di storytelling digitale e marketing per i beni culturali.  La IV del Liceo Galilei (Catania), attraverso il progetto “Braillando insieme”, si è posta l’obiettivo di far realizzare agli alunni una mappa tattile dell’Istituto, al fine di farla diventare uno strumento di integrazione all’interno della scuola e di occasione di stimolo del dibattito sui temi socio-culturali dell’inclusione, avvalendosi delle nuove tecnologie digitali. Un video sul doping è il progetto dell’IIS Marconi – Galletti – Einaudi (Domodossola). Lo sport è protagonista anche dell’Istituto Francesco Saverio Nitti (Napoli): il liceo scientifico con opzione Scienze applicate – sezione sportiva offre esperienze che orientano all’inserimento lavorativo nel mondo dello sport business.

L’arte diventa protagonista

All’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Giuseppe Peano (Firenze) gli studenti coinvolti nel progetto hanno puntato sulle professioni in ambito culturale: dopo una serie di lezioni introduttive con esperti, i ragazzi hanno partecipato ad attività nei vari dipartimenti della Galleria degli Uffizi. Linea simile al liceo classico M. D’Azeglio (Torino), con alcuni studenti impegnati alla Reggia di Venaria nell’ambito della comunicazione, dell’organizzazione di mostre, di attività di restauro e ricerca. Al Campanella di Lamezia Terme (Calabria), gli studenti del liceo hanno frequentato uno stage di Iconografia sacra al Museo Diocesano di Lamezia Terme, al termine del quale hanno avvicinato le classi di alcuni Istituti Comprensivi al mondo dell’arte e alla vita dei Santi, accompagnandoli alla scoperta delle opere originali conservate nel Museo diocesano. Il percorso Keramos: fare impresa a scuola ha invece portato gli studenti nell’antica bottega del vasaio, alla riscoperta delle radici magno-greche e bizantine. Dopo un percorso di formazione teorica, gli studenti, sotto la guida di due esperti ceramisti, hanno realizzato diversi manufatti in ceramica decorati con la tecnica del graffito, realizzando riproduzioni artistiche di esemplari del IV e V secolo a.C. e hanno creato un’impresa per la loro commercializzazione. Il progetto “Art & Science across Italy” è rivolto agli studenti del terzo e quarto anno dei licei classici, artistici e scientifici della città di Napoli, fra i quali il Vittorio Emanuele II. Lo scopo principale del progetto è quello di avvicinare gli studenti liceali al mondo della scienza usando l’arte come linguaggio di comunicazione. Un libro sulla storia della scuola E. Pacini (Pistoia) è uno fra i progetti organizzati, insieme alle visite guidate per le principali opere della città e all’ideazione di blog.

Gli studenti si trasformano in diplomatici

Al liceo scientifico Farnesina di Roma, invece, gli studenti si trasformano in diplomatici. Il progetto è nato nel 2007 per iniziativa di un gruppo di liceali che, con il supporto di docenti esperti, hanno guidato i loro compagni all’arte della diplomazia. Da allora il RIMUN (Rome International Model United Nations) è una simulazione ONU organizzata annualmente dal liceo secondo il Model United Nations: centinaia di studenti provenienti da paesi europei ed extraeuropei si incontrano trasformandosi in diplomatici e trascorrono alcuni giorni impegnati, nei lavori di lobbying, committee work, general assembly, resolution writing, amendement and closing cerimony. Il liceo classico Leopardi (Lecco) ha invece utilizzato le discipline studiate come linguaggi in grado di descrivere le realtà imprenditoriali o gli Enti del territorio; per esempio gli studenti hanno realizzato delle brochure turistiche per il Comune di Lecco. A una sinergia tra imprese, università e scuola lavora il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II (Roma), nell’ottica dell’acquisizione di competenze necessarie per l’ingresso al mondo del lavoro. Tante le attività, dalle visite in Cina agli stage al Centro Innovazione della Huawei a Roma, dall’organizzazione di eventi formativi (Tavole rotonde e Convegni con Delegazioni Istituzionali e Commerciali straniere) finalizzati all’orientamento universitario alla costituzione di gruppi di lavoro in cui gli studenti, dopo aver seguito dei seminari, lavorano su temi quali la tecnologia, l’informatica e il commercio internazionale.

Toccafondi: “L’alternanza scuola lavoro è uno strumento fondamentale”

Il convegno – ha dichiarato il Sottosegretario al MIUR Gabriele Toccafondi – è stato l’occasione per riflettere sull’importanza dell’alternanza scuola lavoro in una tipologia di scuola che sembrava esserne estranea. Dopo due anni d’impegno costante finalmente possiamo affermare che qualcosa sta cambiando, perché il tema dell’alternanza è prima di tutto di origine culturale: si deve superare la convinzione che prima viene lo studio e poi il lavoro e, per fortuna, sia la scuola che gli enti pubblici e le imprese private si stanno accorgendo che l’alternanza scuola lavoro è uno strumento fondamentale per la crescita delle studentesse e degli studenti. Siamo sicuri che lavorando in sinergia con tutti i soggetti coinvolti, soprattutto per il bene dei ragazzi, saremo in grado di dimostrare che la scuola italiana è viva ed è in grado di produrre eccellenze di cui essere tutti orgogliosi”.

Manfreda: “Serve una visione generale chiara”

La realtà dei progetti di alternanza scuola lavoro però non è sempre così rosea. Molto dipende da come questi progetti sono organizzati all’interno delle singole scuole, senza dimenticare il rischio per gli studenti di essere talvolta scambiati come manodopera a basso costo. Sul tema è più volte intervenuto tramite note pubbliche Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: “L’urgenza è garantire la qualità dei percorsi con un investimento nella formazione dei tutor pari almeno a 20 milioni e prevenire le situazioni di sfruttamento che stanno caratterizzando in modo vergognoso quello che dovrebbe essere un metodo didattico da quando è stato reso obbligatorio”. E ancora: “L’alternanza scuola lavoro può dare enormi risultati in termini di formazione e crescita personale ma solo se svolta in maniera adeguata; serve prima di tutto una visione generale chiara che metta limiti fermi su cosa può essere alternanza e cosa no. Se da una parte ci sono percorsi di qualità, dall’altra il nostro monitoraggio racconta come il 90% degli studenti dei licei che hanno svolto alternanza lo scorso anno abbiano incrociato percorsi differenti da quelli raccontati. Senza un piano complessivo di lavoro tra mondo dell’istruzione e Sistema Paese non si fa altro che creare ulteriori disparità tra i (pochi) fortunati che frequentano percorsi di qualità e il resto degli studenti privi di diritti e tutele”.