Progetto Moby Dick, dalla scuola al mare per non dimenticare un mestiere

Si tratta di un’iniziativa di scuola-lavoro finanziato dal Comune di Genova per recuperare tutti quei ragazzi che hanno abbandonato gli studi

E’ un viaggio a bordo di una vela ma anche un viaggio nel mondo del lavoro quello del progetto “ Moby Dick ” che è riuscito a strappare quattordici ragazzi dall’abbandono scolastico. L’idea nata dalla cooperativa “La Comunità” di Genova in collaborazione con l’associazione “NonSoloVela”, Signum e Arco è riuscita a mettere insieme due obiettivi: ridare nelle mani dei giovani i lavori marinareschi e offrire una chance ai ragazzi che grazie a questa sfida oggi hanno un’occupazione.

A cogliere questa opportunità sono stati in 82 che hanno presentato la candidatura ma solo venti sono stati selezionati e 14 hanno iniziato l’avventura. Per cinquecento ore sono rimasti in barca a vela per fare formazione, per imparare le regole del mare, per apprendere cosa significa fare il marinaio oggi.

moby dick

Seicento miglia che hanno permesso loro di ottenere cinque diplomi: l’attestato di laboratorio nautico, il brevetto di bagnino di salvataggio e di subacquea “open water diver”, il certificato per la sicurezza dei luoghi di lavoro a terra a medio rischio e quello di sicurezza riconosciuto a livello internazionale. Un bagaglio di informazioni e di competenze che questi ragazzi tra i 19 e i 26 anni hanno acquisito e imparato grazie a dei veri maestri. Una scommessa che hanno accettato e che li ha portati a fare, dopo la navigazione, dei tirocini formativi trimestrali presso aziende del settore, come cantieri, stabilimenti balneari, imbarcazioni da pesca e da diporto e porticcioli turistici.

Esperienze che hanno aperto le porte al mondo del lavoro a otto di loro. Un successo che è riuscito a realizzarsi grazie alla rete, alla sinergia tra chi ha creduto in Moby Dick, che ha avuto il merito di conquistare i giovani passando dalla teoria alla pratica e “parlando” di mare. Sono in tanti ad aver dato una mano: dalla Capitaneria di porto di Genova, all’Accademia italiana della Marina Mecantile, all’Unione Italiana Vela Solidale, al Comune della città capoluogo, alla società di Salvamento di Nervi, al distretto sociosanitario Tigullio Occidentale, alla Federcopesca, al Centri per la giustizia minorile, all’agenzia di ricerca e comunicazione sociale Cassiopea e alle imprese del settore.

Una lista che vale la pena di citare per comprendere quanto oggi sia possibile solo attraverso l’unione di più soggetti mettere in campo dei progetti che possono lanciare una sfida alla crisi occupazionale anche in un momento critico come questo dove la percentuale della disoccupazione giovanile è in aumento.

Una soddisfazione per i giovani ma anche per le istituzioni che hanno scelto la strada dell’impegno per combattere l’abbandono e il disagio facendolo attraverso il mare e la navigazione, il tesoro di una regione come la Liguria che può continuare ad investire in questo settore.

Lunedì 26 maggio alle 14 l’assessore al bilancio e alla formazione della Regione Liguria Pippo Rossetti, a bordo della barca Grampus sulla banchina di fronte alla Capitaneria del Porto di Genova al Porto antico, consegnerà i diplomi a undici ragazzi.

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