Lorenzo Grighi

Lorenzo Grighi

Feb 16, 2017

Lobu, la startup per la consegna dei libri ideata da due liceali di Vienna

Come Amazon, ma in piccolo: i libri vengono acquistati nelle librerie della zona e consegnate, in bici, in poche ore

Quando ci arriva a casa un libro ordinato su Amazon, il pacco che ci ritroviamo in mano ha attraversato Paesi (forse addirittura continenti) e fusi orari, e ha viaggiato su aerei e camion prima di arrivare alla nostra porta. La cosa curiosa è che quello stesso libro, magari, era disponibile nella libreria a due passi da casa. Comunque più comodo per chi lo ordina, ma di sicuro molto poco efficiente in termini economici e ambientali. E’ quello che hanno pensato Moritz Stephan e Konstantin Klinger, due ragazzi viennesi di 16 e 17 anni. Quando si sono resi conto che il libro che avevano ordinato aveva viaggiato per quasi mille chilometri, hanno capito che c’era la possibilità di leggere quello che aveva scritto lo stesso autore, senza che percorresse tutta quella strada.

Girobici
Lobu, la startup dei libri

Hanno allora lanciato Lobu, una startup che lavora in sinergia con le librerie locali per effettuare consegne lo stesso giorno in cui parte l’ordine. Il mezzo? Il più economico ed ecologico, ovviamente: la bici. «Il sistema di consegne comunemente adottato – spiega Stephan – è inefficiente e dannoso per le imprese del posto. Da qui abbiamo avuto l’idea di offrire un servizio che mette insieme la semplicità e la convenienza di un negozio online con la prossimità e la competenza dei librai della nostra città».
L’acquisto di merce su internet è ormai diventata una consuetudine. Pochi mesi fa il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo dal titolo: “22 milioni di famiglie americane non hanno comprato nulla da Amazon nel 2016”. Significa che ormai solo una minoranza della popolazione non è cliente del colosso di Jeff Bezos, che lo scorso Natale ha superato per la prima volta il miliardo di articoli venduti nel periodo delle festività. Questo non significa che le librerie locali non possano ricavarsi il proprio spazio, grazie anche a iniziative come questa. Il funzionamento è molto simile a quello di Amazon. Attraverso il sito si compra il libro che si vuole, l’ordine viene trasmesso ma anziché partire da qualche sperduto magazzino in giro per il mondo, l’addetto alle consegne lo prende da uno dei negozi della zona e lo consegna a casa del cliente. Qualche ora e il gioco è fatto.

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Il modello dei libri di zona

Il progetto pilota è partito a gennaio e per il momento i due giovani imprenditori stanno offrendo consegne gratuite agli abitanti del proprio quartiere, il 18esimo distretto di Vienna. «Abbiamo ricevuto 90 ordini solo negli ultimi 4 giorni – racconta Stephan – un numero straordinario, se si considera che la zona in cui viviamo non è molto popolata e noi abbiamo appena iniziato questo nuovo business». Un progetto nato in un piccolo contesto, che però punta ad ingrandirsi: l’idea dei due fondatori (che nel frattempo continuano ad andare a scuola e vorrebbero reclutare i propri dipendenti tra gli studenti universitari della città) è quella di applicare il loro modello anche ad altre città oltre a Vienna: «E’ facilmente adattabile ad altre città e ad altri settori economici, è esportabile in diversi paesi, ed è proprio quello che puntiamo a fare».

Vedremo se arriverà anche in Italia, dove dati recenti dell’Aie, Associazione Italiana Editori, hanno registrato una crescita del 2,3% di libri venduti nel 2016, raggiungendo così quota 1,283 milioni di euro di fatturato. Numeri che però non possono mettere in ombra il problema della sopravvivenza di questi luoghi: tra il 2010 e il 2015 sono state costrette a chiudere, anche e soprattutto a causa della concorrenza su internet, 288 librerie in giro per l’Italia.