Sara Riboldi

Sara Riboldi

Apr 4, 2018

Bando di cooperazione scientifica: 40mila euro per ospitare uno studioso israeliano

Il Premio Rita Levi Montalcini organizzato tra Italia e Israele mette a disposizione 40 mila euro per ospitare in Italia uno studioso israeliano

La collaborazione tra Italia e Israele continua a grandi passi e in vista del conferimento del Premio Rita Levi Montalcini per la cooperazione scientifica tra le due Nazioni, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Fondazione CRUI per le Università Italiane, in intesa con il MIUR, hanno dato il via all’avviso, rivolto alle Università e agli Enti di ricerca italiani, per la selezione di un progetto di cooperazione scientifica tra Italia e Israele, che preveda il soggiorno per almeno quattro mesi di uno studioso israeliano in Italia. Il Premio ha un valore pari a 40.000 euro e include le spese di viaggio, di soggiorno ed eventuali costi assicurativi.

Isreale, esempio per la tecnologia d’avanguardia

Lo sviluppo della cooperazione tra Italia e Israele è un nodo strategico per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica. È ormai cosa nota lo scambio reciproco tra i due Paesi. Da un lato l’Italia è culla della tradizione manifatturiera ed è per Israele un buon ponte di collegamento per i mercati europei; dall’altro lato Israele è fra le prime Nazioni al mondo per quanto riguarda l’intensità della Ricerca e Sviluppo e le tecnologie d’avanguardia.

 

Leggi anche: OurCrowd 2018: la Startup Nation cresce ancora. In Israele investiti più di 5 miliardi in un anno

 

Basti citare, per esempio, le tecnologie idriche, come i sistemi di irrigazione a goccia. Piccole quantità d’acqua spruzzate direttamente sulle radici delle piante, in modo da tagliare gli sprechi d’acqua. Da citare anche i trattamenti delle acque reflue domestiche per poi riciclarle in uso agricolo. Altro punto di forza è l’attenzione israeliana alla sicurezza informatica: la lotta al cybercrime è un’altra strada che rende Israele di interesse per l’Italia. Senza dimenticare che Israele è ricco di capitale umano: ricercatori e intellettuali rendono il Paese terreno fertile per lo sviluppo di idee e quindi di investimenti.

Sì alla collaborazione scientifica tra Italia e Israele

La scelta vincente di Israele è proprio questa: cercare soluzioni ai problemi della loro realtà attraverso tecnologie e idee nuove, in un ecosistema giovane e aperto al cambiamento. Una vocazione imprenditoriale che unita allo spirito di collaborazione internazionale rende Israele un esempio da seguire in questi ambiti. In questa ottica, dunque, si inserisce l’impegno italiano per favorire gli scambi di informazione scientifica e la cooperazione tra italiani e israeliani su attività di ricerca e progetti innovativi che diano un impulso positivo a entrambe le Nazioni.

L’Accordo di Cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra Italia e Israele – firmato nel giugno del 2000 –  si è rivelato un ottimo strumento per lo sviluppo dei rapporti tra i due Paesi nel campo della ricerca e dello sviluppo industriale. Secondo i dati riportati durante la riunione della Commissione Mista italo israeliana sulla cooperazione scientifica e tecnologica che si è svolta Roma nel giugno 2017, con i fondi messi a disposizione sono stati finanziati 184 progetti, di cui 126 progetti di ricerca e sviluppo industriale e 58 progetti di ricerca di base sviluppati da Università ed Enti di Ricerca. Il finanziamento italiano per i progetti nella traccia accademica e industriale solo per il 2016 è stato pari a 1.504.766 euro.

Uno studioso israeliano in Italia

In questa ottica si inserisce il Premio Rita Levi Montalcini per la cooperazione scientifica tra Italia e Israele. Il Premio – del valore di 40.000 euro –  prevede il finanziamento della permanenza per un minimo di quattro mesi di uno studioso israeliano di prestigio in una Università o Ente di ricerca italiano, sulla base di un progetto di collaborazione scientifica che per l’anno 2018 ricade nell’area tematica della chimica analitica, individuata dalla Commissione Mista italo israeliana. Lo studioso israeliano vincitore del Premio dovrà a sua volta garantire gli aspetti e gli esiti della ricerca che sta conducendo.

Ci sono chiaramente dei criteri per la valutazione degli aspetti scientifici dei progetti, che saranno valutati da un’apposita Commissione composta da rappresentanti del MAECI, del MIUR e della Fondazione CRUI. La qualità e il prestigio internazionale dello studioso israeliano nel settore di riferimento è il criterio con il maggior peso; ma rilevanti sono anche le competenze dell’Istituzione che vuole concorrere e le infrastrutture messe a disposizione del progetto; l’impegno dello studioso nel progetto, l’eccellenza scientifica del progetto e il suo valore aggiunto, oltre all’esperienza dello studioso israeliano in attività di trasferimento tecnologico e l’organizzazione di attività di divulgazione degli esiti della ricerca. I progetti dovranno essere redatti su apposito formulario già predisposto e inviati entro le ore 13.00 del 30 aprile 2018.

 

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter