Abbiamo costruito un robot su Skype (sfidando chi ci diceva che era impossibile)

Lei, 15 anni, di Alessandria. Lui, 17, di Nocera Inferiore. Si sono conosciuti alla Maker Faire Rome e insieme hanno deciso di partecipare alla RomeCup 2016. Hanno costruito un robot a 800 km di distanza e sono arrivati nella top 10 delle nazionali di robotica. “Il podio? Abbiamo già vinto così”

I sogni possono diventare realtà? Noi crediamo di sì! Quasi niente è impossibile se lo si vuole davvero e lo si persegue con impegno, fatica, passione e determinazione. Questo è quello che noi crediamo e in cui abbiamo creduto fin dal primo momento. Siamo Valeria Cagnina (15 anni) e Leonardo Falanga (17 anni) e quasi per gioco abbiamo cominciato a lavorare insieme al nostro progetto da presentare alla RomeCup. Tutti ci hanno detto che era impossibile e che eravamo dei pazzi (e forse un po’ hanno ragione!) e questo ci ha spinti ancora di più a continuare a provare e riprovare, a sbagliare e ricominciare – il motto tanto caro a Leonardo – finché siamo riusciti a realizzare il nostro robot per poter partecipare alla gara ed alle olimpiadi di robotica. 

Leggi anche: A 9 anni un braccio meccanico, a 16 l’app antiviolenza. «Da bimbo ero un maker e non lo sapevo»

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Costruire un robot a 800 km di distanza

Ma perché siamo così pazzi e tutti cercavano di dissuaderci? Di robot come il nostro ce ne sono tanti, alla RomeCup abbiamo visto che sono tantissimi in Italia i ragazzi come noi che li costruiscono. Il nostro robot è realizzato con Arduino, come mille altri robot…la motivazione è in un piccolissimo aspetto: gli oltre 800 km che ci separano! Sì, esatto, avete capito bene: Valeria abita ad Alessandria e Leonardo a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Ci siamo conosciuti lo scorso anno alla Maker Faire, ci siamo connessi sui social e spesso ci siamo confrontati su visioni, progetti e soluzioni. Un giorno parlando su Skype tra i fusi orari (Valeria era in viaggio negli Usa e Leonardo a casa sua), nasce l’idea di questo robot per partecipare alla RomeCup nella categoria Explorer Senior. Evidentemente i chilometri ci stimolano idee creative! 

Avevamo già vinto così

Eravamo fermamente convinti di potercela fare e anche un po’ determinati a dimostrare che chi non credeva in noi, e soprattutto nelle possibilità delle rete, aveva torto e alla fine ci siamo riusciti! Abbiamo passato intere notti su Skype a montare e smontare, a provare e modificare ed alla fine il nostro robot era in grado di rilevare fonti di gas, luce e suono e muoversi in modo autonomo all’interno di un campo di gara evitando gli ostacoli. Noi avevamo già vinto così, non immaginate la nostra soddisfazione! Al nostro robot invece evidentemente questo non bastava e ha deciso di “comportarsi bene”: siamo riusciti persino ad arrivare 8° ed a partecipare alla finale che si è tenuta in Campidoglio a cui erano ammessi i primi 10 classificati.

Una gioventù che si fabbrica il futuro giorno dopo giorno

Il bello di questa esperienza è stato tutto il contesto della RomeCup. Una competizione che accoglie migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia appassionati di robotica come noi. Confrontarsi con loro, osservare le loro idee e le loro realizzazioni, vedere tutti questi giovani concentrati sulla loro “creatura” per dare il meglio. E’ stato fantastico vedere che qui la normalità è rappresentata da una passione comune che stimola ogni giorno a fare sempre meglio. Curiosando per gli stand l’entusiasmo era tangibile, le aspirazioni ai massimi livelli. Una gioventù che non fa rumore, ma che esiste e ogni giorno va controcorrente per costruire il proprio futuro e quello dell’Italia. Giovani che non aspettano che qualcuno confezioni per loro il lavoro e la professione, ma che lo ‘fabbricano’ ogni giorno con le proprie mani seguendo ciò in cui credono.

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Gli ostacoli non mancano

Vogliamo rassicurare i tanti ragazzi che ci leggeranno qui e che spesso ci fanno domande: non è sempre tutto facile e non è sempre tutto rose e fiori. Non scoraggiatevi davanti alle difficoltà, sono tante anche per noi e le incontriamo continuamente, ma questo deve stimolarvi a fare sempre meglio. Tante volte, come per voi, la scuola non ha capito e non capisce quello che facciamo, non ci supporta. A volte ci ostacola, anche in maniera pesante. Sappiamo tutti quali sono i loro metodi e siamo costretti a dividere le nostre energie. Ricordatevi però sempre che la storia non la fanno quei – per fortuna pochi – insegnanti che si mettono di traverso, che non capiscono il senso della competizione, che si preoccupano troppo di brillare davanti ai superiori coi nostri robot, di mettere in bella mostra il nome della scuola e dividono anziché unire.

Gli insegnanti che ci ispirano

Accanto a questi ci sono per fortuna validi insegnanti che apprezzano quello che facciamo, che ci chiedono, che ci stimolano, che ci incoraggiano con le loro mail e telefonate quando magari siamo un po’ abbattuti dai risultati, che non vogliono mai apparire e sono contenti dei nostri traguardi, perché sono certi del loro operato e sanno di aver contribuito, con la loro fetta di insegnamento, ai nostri successi. Per loro, bravi professionisti, è questa la soddisfazione più grande. Non possiamo elencarli tutti proprio per questo, non vogliono apparire. Io, Valeria, li ringrazio tutti ringraziando la dott.ssa De Alessi, la mia Preside, che è sempre stata attenta alle problematiche e disponibile a rispondere alle mie mail giorno e notte.

Tutti volevano provare la nostra penna 3D

Ma sapete qual è stata per noi la cosa più bella? Quella di riuscire a far brillare gli occhi attraverso l’innovazione a tutti i bambini che passavano a visitare il nostro stand. Erano curiosissimi di vedere il funzionamento di un robot e tutti volevano provare la nostra penna 3D. Chissà che proprio fra loro ci siano i futuri maker di domani! Antonio poi, un ragazzo del nostro team che per la prima volta si è accostato a questo mondo, lo ha trovato talmente “esagerato e fantastico” da voler partecipare a tutte le manifestazioni future. Su questo dobbiamo contare e puntare: sul contagio positivo che cambierà il mondo! Un grazie particolare va a tutti gli organizzatori di Fondazione Mondo Digitale che ogni anno credono nei giovani e migliorano l’evento, al Direttore Scientifico Alfonso Molina che ha passato tanto tempo a parlare con noi al nostro stand, interessato ai nostri progetti passati e futuri e soprattutto un grazie particolare a Cecilia Staiano che ci ha sostenuto ed incoraggiato durante tutti i tre giorni, non solo con tanto slancio ed ottimismo, ma con tanti consigli di vita!

Valeria Cagnina e Leonardo Falanga

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