TED arriva nelle scuole: spiegherà agli studenti come fare “il miglior talk della loro vita”

Firmato questa mattina il protocollo tra il ministero dell’Istruzione e TED Global: studenti e insegnanti potranno accedere ai TED ED Club e partecipare al concorso [email protected]

Per la prima volta un’istituzione, il ministero dell’Istruzione italiano, ha firmato un accordo con il TED Global (TED sta per Technology, Entertainment e Design), l’organizzazione non profit che si occupa di diffondere le idee “che meritano di essere diffuse”. Come? Attraverso conferenze dal format peculiare: interventi singoli di persone che, in piedi, su un palco, raccontano in massimo 18 minuti un’idea che hanno avuto, un’innovazione che sono riusciti a realizzare, un progetto che ha avuto o avrà un impatto importante nella vita delle persone. Ora, grazie al protocollo firmato questa mattina tra il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il coordinatore del TED Global Bruno Giussani, questo format per il “public speaking” verrà diffuso anche in tutte le scuole superiori italiane. Lo scopo del progetto è valorizzare le idee dei giovani, potenziare le loro capacità argomentative, ed introdurli in un mondo di idee di grande valore. A partire dal 4 marzo, infatti, tutti gli studenti di almeno 14 anni, potranno da una parte usufruire dei tutorial della piattaforma TED ED Club, la sezione dedicata all’Education di TED, per apprendere competenze per l’argomentazione e per imparare a parlare in pubblico, dall’altra partecipare al primo concorso-evento [email protected]. I ragazzi, infatti, da domani potranno caricare i loro video sulla piattaforma: i migliori parteciperanno, il 12 novembre 2016, al [email protected] come oratori. 

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TED globale e TEDx

“Il TED è attivo su scala globale in oltre 170 paesi per la diffusione di sapere e delle informazioni a livello globale – ha detto Bruno Giussani, curatore di TED Global – Gli oratori TED utilizzano lo strumento del racconto, dello storytelling, per diffondere le proprie idee. Anche se oggi siamo sommersi da contenuti, infatti, in realtà la diffusione delle idee in un modo aperto e di facile accesso è ancora tutta da fare”. Oltre alle conferenze ufficiali TED, ci sono oltre 3 mila conferenze annuali in giro per il mondo organizzate indipendentemente, chiamate TEDx (solo a Roma ci sono una decina di organizzatori).

Quello che vogliamo diffondere è il miglior racconto che una persona può creare intorno a una idea. Per farlo, chiediamo a chiunque che sia invitato a salire su un palco di prepararsi il miglior talk che abbia mai fatto

Le conferenze vengono sempre filmate per essere diffuse nel mondo più ampio possibile.

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La sezione Education

Quattro anni fa è stato avviato il progetto TED Education: “L’idea era realizzare dei materiali dedicati al mondo dell’istruzione, i particolare video con animazioni, che hanno avuto molto successo. Quello che ci veniva chiesto, però, dai tanti docenti e studenti che usavano questi TED Ed, era come fare per costruire il proprio talk. Coì sono nati i TED ED Club: gruppi formati da un insegnante e alcuni studenti che si riuniscono per capire e imparare come creare il loro proprio discorso”. I TED ED Club si compongono da 13 lezioni in 13 settimane, tutto materiale è online ma lezioni si svolgono offline e vertono sullo storytelling, sullo story boarding, su come usare i supporti visivi, ecc. Alla fine gli studenti che partecipano ai club salgono sul palco e fanno il loro talk. Col Miur si vuole fare proprio questo: “Incoraggiare la formazione di questi club per migliorare la capacità di parlare in pubblico degli studenti. I migliori talk che verranno prodotti parteciperanno  al [email protected] e le idee avranno così un pubblico nazionale”.

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I Concorso per il [email protected]

Il sito del [email protected] è stato aperto oggi, ed “il concorso prevede 3 fasi – spiega Andrea Pauri curatore TEDxBologna – la prima è la raccolta delle candidature sul sito. Tutti quelli che si vogliono candidare possono caricare il video nella propria categoria, da domani 4 marzo a fino al 30 settembre 2016”. Ci sono 11 categorie e ogni studente ne può scegliere una (scienze, matematica, musica, arte, giornalismo, startup, tecnologia, sostenibilità, sport e informatica). C’è anche la categoria “x” per comprendere materie che non rientrano in quelle prefissate. Dal 30 settembre ci sarà la fase di selezione dei finalisti da parte della giuria. Ogni talk verra valutato da una giuria sulla base di diversi criteri; ogni criterio ha una percentuale di influenza nel voto finale (tra cui c’è la chiarezza espositiva, il grado di originalità, la correttezza dei supporti, l’uso dell’inglese). I 22 semifinalisti dovranno esporre il proprio talk della durata massima di 7 minuti il 10 ottobre 2016 presso l’Opificio Golinelli di Bologna. Gli 11 finalisti, uno per categoria, il 1​2 novembre 2016 parteciperanno alla giornata finale di T​[email protected]. I finalisti avranno, come premio, la possibilità di fare uno stage in una delle aziende sponsor del progetto. Alla firma del protocollo, c’era anche Andrea Senacheribbe, 19 anni, unico italiano arrivato tra i 90 finalisti (tra 5.000 partecipanti) alla Google Science Fair. Andrea ha scritto un algoritmo informatico per monitorare e contrastare il virus Ebola (ve ne avevamo parlato qui). “Dovevo fare la tesina per maturità ma non volevo che fosse banale, volevo fare qualcosa di sperimentale. Così grazie a internet sono riuscito ad accedere agli studi scientifici su cui mi sono basato per il mio programma informatico”. Qui l’intervista completa ad Andrea Senacheribbe. 

@carlottabalena

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