Alternanza scuola-lavoro, raddoppiano gli studenti: ecco le aziende che offrono i percorsi

Presentati oggi i numeri del primo anno di alternanza scuola-lavoro obbligatoria, con un aumento del 139% degli studenti interessati. Al via il progetto “I Campioni dell’alternanza”: 16 aziende offriranno percorsi di qualità

Nell’ultimo anno scolastico, sono stati 652.641 gli studenti delle scuole secondarie di II grado che hanno partecipato a percorsi di alternanza scuola-lavoro: un incremento del 139% rispetto all’anno precedente (nel 2014-2015 sono stati 273 mila). Gli studenti delle classi terze, invece, sono stati 455.062, di cui la metà provenienti da indirizzi liceali. Per loro l’alternanza scuola-lavoro è diventata, con l’introduzione della Buona Scuola, un obbligo: il numero minimo di ore di alternanza da fare sono 200 nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali. Per questo progetto, il Ministero dell’Istruzione ha stanziato 100 milioni di euro all’anno. Tutti i numeri dell’alternanza scuola-lavoro sono stati presentati questa mattina al MIUR dal ministro Giannini che ha anche lanciato l’iniziativa “I Campioni dell’Alternanza”: 16 aziende grandi e medie, Ordini professionali e Terzo settore si sono impegnati a portare avanti progetti di alternanza di qualità. L’obiettivo del ministro è arrivare a 1,5  milioni di studenti entro l’anno scolastico 2017-2018.

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Che cosa è l’alternanza

I percorsi di alternanza scuola-lavoro sono stati introdotti dalla riforma della Buona Scuola come risposta all’alto tasso di disoccupazione giovanile che, nel nostro paese, raggiunge il 40,3%. Ai circa 700 mila disoccupati nella fascia 15-24 anni, bisogna aggiungere il numero di ragazzi che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione: sono i cosiddetti “Neet”, oltre 4 milioni di giovani. I percorsi di alternanza scuola-lavoro coinvolgono gli studenti in esperienze di progetti formativi e tirocini in azienda ed hanno l’obiettivo di far acquisire ai ragazzi competenze pratiche e le cosiddette “soft skills”.

Dei paesi che fanno alternanza scuola-lavoro  in Europa, l’Italia è quello con il tasso più alto di disoccupazione giovanile.

I primi a partire con il nuovo regime sono stati i ragazzi delle classi terze dello scorso anno. Il coinvolgimento di tutte le tipologie di indirizzo rappresenta un unicum in Europa, la via italiana all’alternanza.

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Nell’anno scolastico 2014/2015, prima dell’obbligatorietà, gli studenti coinvolti erano 273.000 e il 54% delle scuole faceva alternanza. Nell’anno scolastico 2015/2016 hanno partecipato 652.641 ragazzi, con un incremento del 139%. Le scuole che hanno fatto alternanza sono passate dal 54% al 96%. I percorsi di alternanza attivi sono passati da 11.585 a 29.437 (+154%). Le strutture ospitanti sono state 149.795 (+41%). Le destinazioni dei percorsi sono in primo luogo le imprese, che accolgono il 36,1% degli studenti. Poi ci sono le attività  nelle scuole con l’impresa simulata o svolgendo attività interne, ad esempio nelle biblioteche (12,4%), nelle Pubbliche Amministrazioni (8,5%), nel settore No Profit (7,6%) e per la restante percentuale in studi professionali, ordini, associazioni di categoria.

Lo spaccato per indirizzo relativo alle classi terze:

Studenti del Liceo: 227.308, erano 12.371 nel 14/15 (+1.737%)

Studenti degli Istituti Tecnici: 140.699, erano 31.592 nel 14/15 (+345%)

Studenti degli Istituti Professionali: 87.055 erano 45.789 nel 14/15 (+90%)

Le aziende che offrono percorsi di qualità

Le 16 realtà presenti questa mattina al MIUR, che hanno aderito al progetto “I Campioni dell’Alternanza” sono: Accenture, Bosch, il Consiglio Nazionale Forense, COOP, Dallara, ENI, il Fondo Ambiente Italiano, FCA, General Electric, HPE, IBM, Intesa Sanpaolo, Loccioni, McDonald’s, Poste Italiane e Zara. I percorsi coinvolgeranno circa 27 mila ragazzi solo quest’anno e le posizioni saliranno nel prossimo triennio. Questa mattina i rappresentanti delle aziende hanno risposto ai dubbi degli studenti e presentato i loro programmi per l’alternanza. Ci sono percorsi incentrati sullo sviluppo delle soft skills e altri che coinvolgono i ragazzi in attività inerenti al proprio settore aziendale. Per esempio, Fabio Benasso, amministratore delegato di Accenture Italia, ha presentato il progetto “JobLab” che coinvolgerà 300 studenti solo quest’anno: l’obiettivo è sviluppare negli studenti delle competenze trasversali, adatte a studenti provenienti da tutti gli indirizzi scolastici, come il problem soling e la capacità di parlare in pubblico. Anche il progetto di Bosch “Allenarsi per il futuro”, presentato dall’ad Gerhard Dambach, punta a sviluppare skill di leadership, di capacità di adattamento e gestione del tempo. Stefano Venturi di HPE, invece, ha detto che con il progetto [email protected] gli studenti impareranno a creare un fablab nelle scuole e acquisiranno in particolar modo il pensiero computazionale.   Questi sono solo alcuni dei “Campioni” che questa mattina hanno presentato i loro progetti, consultabili sul sito che il Miur ha aperto oggi per famiglie, studenti, scuole e partner dell’alternanza dove si potranno trovare informazioni, dati e buone pratiche.

Gli altri strumenti

Entro la fine dell’anno sarà pronta la Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in alternanza e nelle prossime settimane sarà attivata la Cabina di Regia MIUR-Lavoro, per un maggiore coordinamento sui temi dell’alternanza e dell’apprendistato. A disposizione delle scuole c’è poi il Registro Nazionale dell’Alternanza Scuola-Lavoro, la piattaforma sviluppata da Unioncamere e collegata al Registro delle Imprese che permette di individuare posizioni disponibili di alternanza e contattare le strutture ospitanti. Ad oggi sono iscritte oltre 500 organizzazioni tra imprese, pubbliche amministrazioni, ordini e organizzazioni no-profit che offrono oltre 7.000 posizioni. Uno specifico capitolo del Piano Nazionale di Formazione Docenti è dedicato all’alternanza con circa 6 milioni per la formazione in tutte le scuole superiori (2.741) e il coinvolgimento di 35.000 tra dirigenti scolastici e docenti.

@carlottabalena

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