Gabriella Rocco

Gabriella Rocco

Gen 19, 2016, 6:00am

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Gen 19, 2016, 6:00am

A 17 anni scopre come purificare l’acqua inquinata dagli antibiotici e vince 100 mila dollari

Maria Elena Grimmett si è aggiudicata il primo premio della Siemens Competition con una borsa di studio universitaria di 100 mila dollari, grazie al suo metodo per purificare l’acqua rendendola potabile

A soli 11 anni, Maria Elena Grimmett, ha raccontato che aveva già le idee chiare, quando decise di intraprendere la sua appassionata ricerca sull’inquinamento delle acque comuni. La questione nasceva dal pozzo del luogo dove viveva con la sua famiglia, che produceva acqua marrone. La sua ricerca è durata circa 6 anni, durante i quali la Grimmett ha studiato i problemi riguardanti l’inquinamento delle acque giungendo ad una soluzione che gli è valsa il Premio Siemens in Math, Science and Technology 2015. A 17 anni, infatti, questa studentessa della Florida ha trovato un modo innovativo rendere potabile l’acqua ed ha vinto una borsa di studio universitaria da 100 mila dollari.

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Durante le sue ricerche, Grimmett ha scoperto che, vicino casa sua, nelle Evenglades, una regione meridionale della Florida, a inquinare l’approvvigionamento dell’acqua potabile era un comune antibiotico, la sulfametazina, usato sugli animali di allevamento. Così, si è seduta al tavolo della sua sala da pranzo e dopo anni di approfonditi studi e di ricerca ha trovato la soluzione. Una resina speciale di nome MN250: si tratta di minuscole perline di plastica note per essere chimicamente appiccicose. Queste perline di resina sono state il punto focale della sua ricerca perché sono capaci di attrarre gli antibiotici e rimuoverli dall’acqua. Maria Elena ha confezionato le sue ricerche e i suoi risultati con un metodo che li rende più approcciabili e facili da mettere in pratica. In questo modo gli ingegneri potranno progettare, partendo dalla sua scoperta, degli appositi sistemi idraulici per il trattamento dell’acqua potabile.

Grazie alla sua ricerca, la giovane ha portato a casa il primo premio per giovani inventori nell’ambito delle scienze, riscattando così la scarsa presenza delle donne in questo ambito: “Nella nostra generazione, siamo arrivati ​​alla conclusione che le donne possono fare le stesse cose degli uomini”, ha detto. Già due anni fa, Grimmett si era messa in mostra diventando la più giovane autrice di sempre a pubblicare ricerche originali sul Journal of Environmental Quality, uno tra i più  noti giornali che si occupa di sostenibilità ambientale. Al di fuori della scuola, Maria Elena è una street artist che si diverte a dipingere murales nei corridoi della scuola elementare di Weiss, dove insegna tecnica di pittura murale ai piccoli alunni artisti. Alla domanda cosa vuol fare da grande, non ha alcun dubbio: vuole intraprendere studi universitari informatici, convinta che l’informatica e l’abilità di programmazione si riveleranno utili in qualunque disciplina sia scientifica sia tecnica.

Il concorso Siemens è stato lanciato negli USA nel 1998 per gli studenti delle scuole superiori di matematica, scienze e tecnologia. Nell’ultima edizione 2015 ha visto circa 4000 iscritti con un totale di 1.781 progetti presentati. Sono arrivati in finale 466 studenti, di cui 97 sono stati nominati finalisti regionali. Gli studenti hanno presentato le loro ricerche attraverso una procedura online sul sito del concorso. I progetti presentati sono stati valutati dai migliori scienziati delle principali università di ricerca degli Stati Uniti: Georgia Institute of Technology, Massachusetts Institute of Technology, California Institute of Technology, Carnegie Mellon University, University of Notre Dame e l’Università del Texas ad Austin.

@grocco4