Lorenzo Gottardo

Gen 9, 2018

Condannata a togliere le foto del figlio dai social. La sentenza storica del Tribunale di Roma

Una madre condannata a togliere dai social tutte le immagini del proprio figlio. Altrimenti dovrà versargli un risarcimento da 10mila euro. Decisione storica, anche se i precedenti in materia sono ormai numerosi

La sentenza è una di quelle destinate a far discutere e, per certi versi, a segnare il corso del nostro tempo. Lo scorso 23 dicembre 2017, infatti, un giudice del Tribunale di Roma ha condannato una madre a togliere da web e social tutte le immagini, pubblicate in precedenza, del proprio figlio di 16 anni. E, nel caso la sentenza non venisse rispettata, la somma che la stessa madre dovrà versare al giovane sarà di 10mila euro.

Il procedimento 39913/2015 stabilisce così un precedente unico in Italia che detta un principio di forte tutela nei confronti dei minori. Anche se non è la prima volta che la giustizia del nostro Paese si esprime in tal senso. In passato a molti genitori è stato imposto di disattivare i profili Facebook dei figli o di rimuoverne le foto pubblicate nelle proprie pagine social o Whatsapp. Tanto che le disposizioni sulla gestione pubblica dell’immagine dei minori ora entrano anche nelle condizioni per separazioni e divorzi.

Codice civile e precedenti

Il messaggio per i genitori ormai è chiaro: non si scherza con la privacy e non si pubblicano online dati sensibili (foto), anche se sono dei figli minorenni. Perché è un illecito che può portare alla rimozione delle immagini stesse per ordine del giudice, ma pure al pagamento di una cospicua somma di denaro in favore dei figli.

 

In tal senso, gli articoli 147 e 357 del Codice civile impongono ai genitori un dovere di cura e di educazione nei confronti della prole che, in tempi di social network, include anche la corretta gestione dell’immagine pubblica del minore. Se i genitori disattendono questi doveri può intervenire il giudice. E negli ultimi anni gli interventi sono stati numerosi.

"Secondo lei una persona che dice di voler bene può scrivere queste cose?", sarebbero le parole utilizzate, davanti al giudice, dal ragazzo

Ultimamente (il 19 settembre 2017) il Tribunale di Mantova ha ordinato a una madre di non inserire le foto dei figli e di rimuovere quelle già pubblicate. Mentre già nel 2013 il Tribunale di Livorno era intervenuto prescrivendo la disattivazione di un profilo Facebook aperto a nome della figlia minore. Infine a Brescia un giudice ha disposto il divieto per i genitori non solo di pubblicare le foto della figlia minore su blog e social, ma anche di usarne le immagini per il profilo su Whatsapp.

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