La protesi fatta con i Lego che aiuta i bambini disabili (giocando)

Arriva dalla Svezia IKO, un sistema di protesi modulabili e personalizzabili con i Lego direttamente dal bambino che le indossa. E’ stato realizzato nell’Istituto di design di Umeå

Un braccio meccanico compatibile con i mattoncini Lego, che varia a secondo della fantasia del bambino che lo indossa. Si chiama IKO, ed è un sistema creativo di protesi per bambini a cui manca un braccio. Con IKO i bimbi possono, ad esempio, svitare la protesi a forma di mano e mettere quella a forma di ruspa, costruirci sopra navicelle spaziali, usando i mattoncini colorati. Il progetto è stato realizzato dal designer colombiano Carlos Arturo Torres presso l’Istituto di design di Umeå, in Svezia, in collaborazione con il Lego FutureLab e con la fondazione Cirec.

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Torres voleva cambiare la percezione negativa che i bambini hanno delle braccia artificiali. Per farlo, ha pensato di trasformare le protesi in giocattoli: ha inventato un sistema che liberasse la fantasia dei bambini, e permettesse loro di costruire parti del braccio meccanico.

IKO funziona come una comune protesi, ha una batteria attaccata a un processore che fa fare al braccio tutti i movimenti. Utilizza il sistema Lego Mindstorm, che la casa danese ha sviluppato per creare giocattoli interattivi. In più, però, ha un design modulabile e facile per un bambino da smontare e assemblare. Così, la mano robotica può essere sostituita da una mano interamente fatta di Lego (costruita dal bambino stesso).

Questa caratteristica non solo diverte il bambino e gli fa percepire la protesi come uno stimolo, ma attira anche gli altri bambini, che vorranno assemblare costruzioni Lego sul braccio del loro amico. Lo scopo di IKO è proprio questo: facilitare le amicizie, liberare la fantasia dei bambini, renderli più sicuri nella loro vita e nelle loro relazioni. Levare la mano e metterci un uncino, svitare l’uncino per metterci qualsiasi cosa i bambini desiderino. Magari il raggio laser che attaccheranno non farà fuoco, ma state certi che loro si sentiranno comunque dei super eroi.

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