Mark Zuckerberg dona 20 milioni di dollari per portare internet veloce nelle scuole

Il Ceo di Facebook ha annunciato, assieme alla moglie Priscilla Chan, la donazione di 20 milioni per la non-profit EducationSuperHighway che si occupa di aumentare la velocità di connessione degli istituti scolastici americani

Con un post dal suo profilo, il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha annunciato che lui e sua moglie Priscilla Chan investiranno 20 milioni di dollari del proprio patrimonio personale per continuare a supportare la non-profit EducationSuperHighway, e incrementare la velocità di accesso a internet nelle scuole americane. “Se seguite i miei post – scrive Zuckerberg – sapete già quanto tengo a dare a tutti l’opportunità di accedere alla rete. Nelle scuole Internet è cruciale per permettere una cosa che crediamo conduca a ottimi risultati: l’apprendimento personalizzato”.

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L’apprendimento personalizzato

EducationSuperHighway è un’associazione che aiuta le scuole (dall’infanzia alle scuole medie) ad accedere ai finanziamenti per migliorare l’accesso a internet, e aveva già ricevuto un finanziamento di 3 milioni di dollari dalla coppia Zuckerberg-Chan nel 2013. Zuckerberg sostiene gli obiettivi dell’associazione, che sono in linea con il suo impegno alla diffusione del “personalized learning”, cioè l’idea che l’educazione si possa personalizzare sui bisogni dello studente usando le piattaforme di apprendimento online. I coniugi Facebook sono molto impegnati a sostegno della diffusione della rete come supporto scolastico: “Molte scuole sono connesse – continua il post di Zuckerberg – ma meno della metà hanno la connessione veloce. Questo significa che la maggior parte degli studenti non può usare gli strumenti per un apprendimento personalizzato che li aiuterebbe ad apprendere le cose a cui sono più interessati, nel modo che più li aggrada. E significa, inoltre, che i docenti non possono accedere alle tantissime risorse presenti online”.

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EducationSuperHighway

EducationSuperHighway è stata fondata nel 2012 da Evan Marwell, un imprenditore che ha aperto una startup per portare nelle scuole la connessione ad alta velocità. La donazione arriva in un momento in cui molte aziende e anche il governo stanno cercando di incrementare l’uso di laptop e app nella scuole, nella speranza che l’uso del digitale aumenti la resa degli studenti e le loro prospettive lavorative. “Tutte le classi dovrebbero avere internet, – continua il post di Zuckerberg – e grazie a EducationSuperHighway e al progetto del presidente Obama ConnectED initiative, stiamo facendo enormi progressi. Un giorno connetteremo tutto il mondo e ognuno potrà apprendere a suo modo”. ConnectED è un progetto che il presidente Obama ha avviato nel 2013 con l’obiettivo di dare la connessione a banda larga al 99% degli studenti entro il 2018. Attraverso quel progetto, sono stati stanziati 5 miliardi in 5 anni per portare il wi-fi nelle scuole, e altri 1,5 miliardi per la connessione ad alta velocità.

Gli altri progetti

Non è la prima volta che Zuckerberg si interessa di scuola.  Nel mese di settembre Facebook aveva annunciato che stava lavorando con le scuole pubbliche dell’area di San Francisco per sviluppare una piattaforma per l’apprendimento personalizzato. Lo scorso mese, la coppia Zuckerberg aveva annunciato un nuovo progetto, chiamato “The Primary School”, dedicato alle comunità a basso reddito che vivono vicino alla sede di Facebook, per una scuola d’infanzia senza tasse che sia anche di supporto alle famiglie.

@carlottabalena

Un Commento a “Mark Zuckerberg dona 20 milioni di dollari per portare internet veloce nelle scuole”

  1. deesurfer

    In base alle parole di Zuckerberg “Un giorno connetteremo tutto il mondo e ognuno potrà apprendere a suo modo”
    il progetto è davvero ambizioso. Nel frattempo come alternative ci sono le connessioni satellitari
    come la skyDSL.
    skyDSL è una connessione Internet a banda larga via satellite, utile per chi non può
    avere una connessione veloce tradizionale.
    la consiglierei a chi ha il mio stesso problema di copertura.

    Rispondi

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