Shaw, arriva nelle scuole l’app che geolocalizza le donne in caso di violenza

Con un’app informativa da scaricare gratuitamente e una piattaforma digitale per condividere materiali didattici, l’associazione Soroptimist sta promuovendo iniziative nelle scuole per diffondere tra le giovani più consapevolezza sui loro diritti

Per riuscire ad affrontare e sconfiggere un nemico bisogna conoscerlo a fondo. E quando questo nemico si chiama violenza di genere, la consapevolezza di quali siano diritti, doveri e abusi diventa un fondamentale strumento di prevenzione e protezione. Soprattutto tra i più giovani. Per questo, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione Soroptimist ha deciso di rilanciare un’iniziativa per coinvolgere sempre più, attraverso le nuove tecnologie, il mondo della scuola. Nell’ottobre 2014, infatti, il club Soroptimist di Napoli è stato capofila di un progetto, promosso dall’allora vicepresidente nazionale Mariolina Coppola. L’idea era quella di creare un’app per la sicurezza delle donne scaricabile gratuitamente da App Store o Google Play. Così è nata S.h.a.w, ovvero Soroptimist help application women, uno strumento d’informazione facilmente accessibile a chiunque possieda uno smartphone.

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Nel corso di questi mesi l’app è stata scaricata 3.500 volte, ha avuto quattro aggiornamenti ed è stata tradotta in 12 lingue, dall’inglese all’arabo, dal tedesco al cinese. I club che in tutta Italia hanno aderito al progetto finora sono cento. Ma la sfida adesso è quella di pubblicizzare al meglio S.h.a.w., sfruttando la disponibilità di enti locali, prefetture, università e anche farmacie per esporre locandine e ospitare seminari. In particolare, però, l’obiettivo è quello di varcare la soglia delle scuole. A livello territoriale i vari club stanno organizzando incontri in tutti gli istituti con cui si sia riusciti ad avere un contatto. Perché sono proprio gli insegnanti che spesso chiedono aiuto per affrontare il difficile tema delle violenze subite dalle donne.

Riconoscere la violenza

I ragazzi tendono a percepire questo fenomeno come distante dalle loro vite, non credono di aver bisogno di strumenti per difendersi e molte volte non riconoscono nemmeno gli atti di violenza. Perciò serve informare, serve creare cultura e serve insegnare a discernere quali comportamenti costituiscano davvero una sopraffazione, al di là dell’uso della forza fisica. Anche atteggiamenti persecutori sui social network oppure il divieto di uscire con la gonna un po’ più corta o il tacco un po’ più alto imposto dal fidanzato possono coartare la libertà.

Come funziona l’app

E allora l’app S.h.a.w. può diventare un mezzo congeniale rispetto alle nuove generazioni, ormai native digitali. Anche perché il suo utilizzo è davvero semplice. Dalla home dell’applicazione, infatti, si può accedere a una serie di sezioni. C’è quella dedicata alla spiegazione dei principali aspetti legislativi, ma c’è pure quella che illustra i percorsi di codice rosa attivi in alcuni ospedali. Soprattutto, poi, c’è la sezione che consente di identificare i centri antiviolenza più vicini alla propria posizione sul territorio: da un elenco di 200 strutture accreditate sparse per le varie regioni italiane l’app è in grado di geo-localizzare quelle più vicine tramite diversi criteri di ricerca. Infine, ci sono i tasti di chiamata rapida ai numeri d’emergenza come il 112 e il 1522, istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità nel 2006 per offrire assistenza nei casi di violenza o stalking. Uno spazio dedicato all’app S.h.a.w. e al contrasto della violenza di genere, inoltre, è stato inserito nell’ambito della piattaforma web “Scuola Channel”, una piattaforma da cui gli insegnanti possono attingere a una serie di contenuti e materiali digitali per integrare i loro piani formativi, ma possono anche proporre idee e progetti. Una comunità digitale, in pratica, alla quale è stato affidato anche l’importante compito di divulgare informazioni per la difesa dei diritti delle donne.

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