Una startup porta in Italia la baby box finlandese

Mukako si ispira alla scatola che il governo in Finlandia regala quando nasce un bimbo, ed offre un servizio di consegna pannolini a domicilio, “per far risparmiare tempo ai genitori”

Dal 1938, in Finlandia, quando si diventa genitori, si riceve la Baby Box: una scatola offerta dal governo con tutto il necessario per i primi giorni del piccolo, con pannolini, salviette, giocattoli, vestitini. I neogenitori possono scegliere in alternativa di ricevere un importo in denaro equivalente, ma quasi nessuno lo richiede. Un po’ per tradizione, un po’ perché la scatola è più vantaggiosa economicamente, e un po’ anche per risparmiare tempo. Da questa tradizione è nata la startup Mukako, “la scatola del tempo”. Mukako si occupa di spedire pannolini a domicilio, con una nuova fornitura ogni 4 settimane. Il nome Mukako deriva dalla fusione di due parole finlandesi (Mukana e Laatikko, rispettivamente insieme e scatola) e vuole significare la scatola che ti accompagna, e che ti aiuta nella crescita dei figli.

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Il servizio è semplice: il cliente può scegliere la marca che preferisce e la durata della fornitura. Inserendo i dati di nascita e peso del bambino vengono automaticamente calcolate la taglia e la quantità necessarie e aggiornate prima di ogni spedizione. Il vantaggio? “Non dover più pensare all’acquisto di pannolini, portarli dal supermercato fino a casa, e capire ogni volta quali e quanti comprarne. La scatola include pannolini extra per ogni evenienza, Il cliente può anche richiedere di anticipare o posticipare la spedizione. La scatola del tempo è anche un regalo utile e originale” dicono Martina Cusano, 34 anni di Rimini, ed Elisa Tattoni, 33 anni di Milano, le ideatrici di Mukako. “Tra qualche settimana sul sito sarà disponibile un intero catalogo di prodotti di puericultura selezionati, testati e recensiti, sempre con il fine di permette ai genitori di scegliere i prodotti più adatti alle loro esigenze risparmiando tempo prezioso”.

Quando è nata l’idea? In quanto tempo l’avete realizzata?

L’idea è nata quando ho avuto il mio primo figlio, quindi 2 anni e mezzo fa, ma abbiamo iniziato a lavorarci solo dopo esserci aggiudicate un finanziamento dalla regione Lombardia. A livello di tempistiche questo ha coinciso con la mia seconda gravidanza (inizio 2014), e a causa di ciò la realizzazione è stata piuttosto lenta. È solo a partire da inizio 2015 che abbiamo iniziato a lavorarci a pieno e il sito è operativo dal mese di aprile.

Avete già cominciato le consegne?

Si dal mese di aprile.

Come ci si iscrive? Quanto costa il servizio?

Il servizio è gratuito e per sottoscrivere un abbonamento basta seguire tre semplici step: 1) scegliere la marca di pannolini, 2) fornire pochi dati sui propri figli per permettere all’algoritmo di calcolare taglia e quantità dei pannolini, 3) decidere la durata dell’abbonamento (1 mese, 3 mesi, 6 mesi o a tempo indeterminato).

Chi sono i vostri competitor?

In riferimento all’abbonamento a pannolini (il prodotto che chiamiamo la scatola del tempo) non c’è nessuno che offra un servizio come il nostro in Italia. In alcuni paesi anche europei Amazon permette di acquistare determinati prodotti in abbonamento ma a differenza di noi spedisce sempre la stessa quantità e taglia di pannolini fino a quando non è il cliente a cambiare abbonamento manualmente. Esiste poi una società spagnola che ha un prodotto più simile al nostro e che operava in Italia con altri prodotti ma ha chiuso nel nostro paese prima di lanciare l’abbonamento a pannolini.

Quale è il vostro business model?

Siamo un puro intermediario.

Cercate investitori?

Non in questo momento ma sicuramente più avanti.

Come li convincereste che il vostro progetto è un buon affare?

Anzitutto per il team: io e la mia socia abbiamo contribuito alle startup di Privalia e Groupalia in Italia, Spagna e Brasile. Poi sulla base dei risultati: non abbiamo esigenze imminenti di cassa per cui vogliamo presentarci dagli investitori con KPIs che dimostrino concretamente il valore di quello che facciamo.

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