Redazione

Lug 26, 2016

A Torino c’è la European Innovation Academy: 300 studenti con i mentor della Silicon Valley

Dall'11 al 29 luglio a Torino c'è la European Innovation Academy con 300 studenti da tutto il mondo: le migliori idee di impresa saranno trasformate in startup

Da quest’anno fino al 2020 Torino sarà il centro della European Innovation Academy, il laboratorio di innovazione e formazione per studenti provenienti da tutto il mondo. Arrivano con le loro idee e in tre settimane, grazie all’aiuto di mentor di università e aziende, le trasformano in imprese. La European Innovation Academy quest’anno arriva per la prima volta in Italia, al Politecnico di Torino, dall’11 al 29 luglio: il Politecnico ed EIA hanno stretto un accordo per mantenere l’acceleratore anche per i prossimi 4 anni. I 300 studenti che stanno partecipando al programma di accelerazione hanno l’occasione di entrare in contatto con investitori e venture provenienti dall’Italia e dalla Silicon Valley: il 29 luglio, durante un evento conclusivo nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino, verranno proclamate le idee vincitrici, che saranno sostenute finanziariamente per avviarsi come imprese. EIA Torino 2016 è supportata di Fiat Chrysler Automobile (FCA), Ferrero e Intesa Sanpaolo.

eia

Gli studenti dell’Academy provengono da tutto il mondo, ma molti sono italiani: solo quelli che studiano al Politecnico di Torino sono 40. Anche gli investitori sono sia italiani sia stranieri. Fra i mentor coinvolti ci sono Rune Bentien (Business Development Manager Google), John Elkann (presidente di FCA), Flavio Manzoni (Chief Design Officer di Ferrari) e Carlo Ratti (architetto docente presso il MIT).

Il lavoro è strutturato come un laboratorio: i partecipanti sono stati divisi in gruppi multidisciplinari che, partendo da un’idea iniziale, sviluppano il progetto d’impresa. I settori d’elezione dei prodotti in questione sono quelli del lusso, del cibo e del design. La prima parte dei lavori è stata dedicata all’individuazione e alla creazione del prodotto, mentre nella seconda si è fatta un’analisi di mercato. Le proposte di progetto e i profili dei giovani startupper sono stati inseriti in una piattaforma online che è servita anche per costituire i piccoli gruppi di lavoro.