OpenProf, lo Spotify della matematica che vi aiuta con gli esami

La piattaforma raccoglie Playlist di esercizi di matematica svolti e spiegati da una community di docenti, per aiutare gli studenti a studiare la materia più ostica di tutte

“La matematica non sarà mai il mio mestiere” cantava Antonello Venditti in una bella canzone che tutti gli anni, di questi tempi, torna di moda: “Notte prima degli esami”. In effetti, il cantante romano non è il solo ad aver avuto problemi con la matematica a scuola: è sempre stata la materia più ostica, un po’ per tutti. Per un motivo principale: ci vuole tanta pratica. “Gli studenti hanno bisogno di fare moltissimi esercizi: ma spesso, quando sono a casa da soli, non riescono a risolvere i problemi e cercano le soluzioni sul web” dice Paolo Callegari, il co-fondatore di OpenProf. “Così abbiamo pensato di creare un database di esercizi guidati con lo svolgimento e la soluzione”. OpenProf ha messo insieme 2 mila insegnanti e creato una piattaforma online gratuita pensata per dare un aiuto agli studenti: con 5 mila esercizi svolti e spiegati passo passo dagli insegnanti. L’obiettivo è creare delle “Playlist” di studio tagliate su misura per le esigenze degli alunni (e per il loro livello di preparazione) che vanno a comporre libri collettivi di matematica e fisica, da utilizzare anche in classe.

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L’idea

OpenProf è un’idea nata in Slovenia nel 2010 dal fisico Matej Posinkovic, che nel 2012 apre la piattaforma constatando un certo successo. Nel maggio 2013 l’idea sbarca in Italia: Matej Posinkovic con l’architetto trentino Paolo Callegari decidono di sviluppare l’OpenProf italiano. Il progetto è stato incubato dall’acceleratore “TechPeaks Trento” insieme ad altre 25 start-up. I due soci hanno ricevuto un finanziamento di 97 mila euro attraverso il bando Seed Money 2013 co-finanziato da Provincia autonoma di Trento e dall’Unione Europea. “Dall’inizio di quest’anno scolastico a oggi, che la scuola è finita, siamo sempre cresciuti fino ad arrivare alle 100 mila visualizzazioni al mese” spiega Callegari. Oggi il team, italo-sloveno, è costituito anche da Marco Lovisco, responsabile delle comunicazioni, il grafico Jure Verc, e Matej Gradisar, che si occupa della parte commerciale.

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Il team di OpenProf

Come funziona?

“Sul web c’è una grande richiesta di esercizi di matematica svolti. Il motivo è semplice: magari il professore in classe mostra lo svolgimento di uno o due problemi ma poi gli studenti a casa magari incontrano altre difficoltà. Sui libri di testo ci sono le soluzioni, ma non lo svolgimento, quindi se un ragazzo non sa fare un esercizio non ha modo di sapere come si fa, a meno che non cerca sul web”. Mettere online 5.000 esercizi svolti non è uno scherzo: “Ci vuole un sacco di tempo. Per questo abbiamo creato una community di insegnanti molto fitta”. Sono circa 2 mila, e la maggior parte di loro collabora con OpenProf in maniera gratuita: “Lo fanno per passione, credono nel progetto”.

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Business model

Gli insegnanti sono attirati sulla piattaforma dalla possibilità di inserire il proprio annuncio sul sito per offrire ripetizioni private. Sia gli studenti sia gli insegnanti hanno la possibilità di creare delle “Playlist di studio”: ognuno può creare un gruppo di esercizi più adatto al proprio percorso di apprendimento, andando a comporre un libro personalizzato sul quale allenarsi. Il modello di business che i fondatori di OpenProf hanno in mente è vendere alcune funzioni più avanzate (come potrebbero essere Playlist specifiche) direttamente alle scuole, che poi potrebbero metterle a disposizione di insegnanti e studenti. “L’idea è vendere ciò che lo studente non trova sui libri, quindi il servizio di tutor mentre si sta svolgendo l’esercizio. In Slovenia abbiamo cominciato a vendere le Playlist alla fine del 2014 e stanno andando bene. Puntiamo al mercato italiano per la fine di quest’anno”. Le prospettive di sviluppo future non mancano: “Vorremmo aumentare le materie, offrendo oltre ai problemi di matematica anche esercizi di fisica o di lingue straniere, e poi sviluppare la piattaforma anche per il pubblico inglese”.

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