Facebook regala agli insegnanti un nuovo software per l’e-learning

«Vogliamo avere un forte impatto sull’istruzione con quello che sappiamo fare meglio: software». Così il social di Palo Alto rinnova il suo impegno nei confronti della scuola e lavora insieme al Summit Public Schools

Facebook ha trasformato il modo di comunicare delle persone. Secondo il Global Digital Statistics 2014 sono circa 2 miliardi gli iscritti alle piattaforme di social network, e in particolare in Italia i numeri sono è altissimi: tra gli utenti attivi sui social, circa 26 milioni di persone, 8 su 10 accedono a Facebook più volte al giorno. Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato del colosso di Palo Alto, ha dichiarato di voler aver lo stesso impatto sul mondo dell’istruzione.

facebook

Un software al servizio della scuola

La società della Silicon Valley ha infatti annunciato lo scorso 3 settembre che insieme all’organizzazione no profit, Summit Public Schools (SPS), sta lavorando al lancio di un software per le scuole che possa favorire studio dei bambini secondo i propri ritmi di apprendimento. L’iniziativa è fortemente sostenuta da Zuckerberg e da Chris Cox, uno dei suoi lungotenenti e capo della produzione.

Vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze per il futuro della scuola. Vogliamo avere un forte impatto facendo quello che sappiamo fare meglio: software

Questo è una dichiarazione pubblicata sul blog di Cox che annuncia il lancio dell’iniziativa.

Una piattaforma gratis e per tutti

Il team, formato da otto esperti impegnati a tempo pieno, è a lavoro dallo scorso anno, quando Diane Tavenner, CEO del Summit Public Schools, chiese a Mark di aiutarla a migliorare i propri software di apprendimento.

Il nostro obiettivo è quello di dare al bambino il controllo del proprio apprendimento

Il software permetterà agli insegnanti di progettare delle lezioni su misura per la propria classe, con la possibilità di creare dei quiz personalizzati e interattivi. Questa piattaforma sarà separata da Facebook e gratis per tutti gli utenti. Al momento è in fase di valutazione da parte di circa 30 istituti.

E’ anche una questione di privacy

Entrambi i soggetti progetti assicurano il rispetto dalla privacy degli studenti , anche se alcuni hanno accolto con forte scetticismo queste promesse. «Facebook non ha una grande reputazione in fatto di privacy», ha dichiarato criticamente Leonie Haimson, direttore esecutivo dell’ente no profit Class Size Matters.

Mark ci tiene davvero

Anche se il progetto è ancora agli albori, Facebook porta avanti il suo impegno a lungo termine a favore dell’istruzione. Quest’ambizione è in linea con tutte le altre dichiarazioni “save-the-world” fatte nel corso di questi anni dallo Zuckerberg e da altre grandi società, come Interner.org, che vorrebbe garantire l’accesso al web al miliardo di persone ancora in digital divide.

Mr.Facebook ha mostrato il suo interesse per l’istruzione già nel 2010, quando ha donato 100 milioni di dollari per migliorare le scuole pubbliche in Newark (New Jersey), anche se questo impegno non ha prodotto dei risultati sorprendenti. Lo scorso anno insieme alla moglie Priscilla Chan, ha messo a disposizione altri 120 milioni di dollari per aiutare gli studenti meno abbienti nell’area della Baia di San Francisco  ha distribuito dei fondi in circa una dozzina di organizzazioni, tra cui il Summit Public School.

(Fonte: The New York Times)

@giulialotti1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Smart e integrata nell’ambiente urbano. L’estetica innovativa della torre Dicecell

L’azienda italiana Calzavara ha creato un’antenna per reti cellulari e sistemi IoT che si adatta allo stile cittadino. Può combinare illuminazione intelligente, una panchina riscaldata, interazione con strumenti digitali informativi e la possibilità di ricaricare smartphone e bici elettriche

Cibo e risorse naturali. Le 6 aree in cui la scienza può salvarci dalla catastrofe

L’Istituto per il cibo, la scienza e la tecnologia di Londra ha definito “chiara ed urgente” la necessità che scienza e tecnologia trovino delle soluzioni ai problemi di coltivazioni sicure e sostenibili