#Uppy, la rete di studenti e copisterie per stampare gratis gli appunti

Si tratta di una piattaforma nata per condividere appunti, dispense, materiale didattico e stampare gratis grazie ad una rete di copisterie convenzionate (entro un limite di copie mensili)

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo”, cantava Gino Paoli. La storia si ripete e c’è sempre qualcuno (ligure come Paoli) convinto di essere destinato a qualcosa di più di un impiego in banca nonostante gli studi in economia. Gli amici sono sempre quattro: Gianluca Costantino, Andrea Arena, Enzo Lerose e Dario Capozzi, tutti tra i 22 e i 27 anni. Questi ragazzi hanno  inventato Uppy una web community con cui gli studenti possono condividere e stampare slide, dispense, appunti. Tutto gratis grazie ad un sistema di bonus messo a disposizione da privati.

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Come funziona

La piattaforma è nata lo scorso 20 aprile, e ad oggi ha già archiviato 600 documenti condivisi e 30 mila pagine stampate. Il sistema funziona. Gli studenti che mettono sulla rete il materiale, trovano a loro volta appunti, dispense utili che stampano gratuitamente grazie al fatto che gli sponsor compaiono con un logo più o meno grande in filigrana o come un banner sulla carta da stampare. Il team di Uppy ha creato una rete di copisterie convenzionate, vicine ai principali centri universitari, dove si può stampare il materiale: per individuarle hanno persino creato, sul sito, una mappa che facilita gli studenti.

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Gli sviluppi futuri

L’idea è quella di espandere Uppy non solo a Genova dove è nato, ma in tutt’Italia intanto nella biblioteca online che fa riferimento al capoluogo ligure esiste già materiale per parecchi corsi di laurea: architettura; design del prodotto e della nautica; economia; farmacia; giurisprudenza; informatica; ingegneria; lingue; medicina; scienze ambientali; scienze biologiche; dei materiali; motorie e della formazione.

Non mancano documenti per chi fa scienze politiche, pedagogia dell’educazione e scienze naturali. La creatività del team non si ferma. Nel giro di pochi mesi sono riusciti a conquistare 22 importanti sponsor che sostengono l’iniziativa ma stanno lavorando per incrementare questo numero e permettere al progetto di prendere le ali. I più soddisfatti sono gli studenti che riescono a risparmiare e a trovare ciò loro serve attraverso una app.

Il team di Uppy

Uppy è stata una vera e propria impresa che ha trasformato un’idea in una srl semplificata che oggi vede Andrea nei panni di CEO, Enzo rivestire il ruolo di director, Gianluca occuparsi di marketing e Dario fare l’IT manager. A loro inoltre si sono aggiunti Chiara Ardenghi, graphic designer; Alessandro Biasioli Rossi e Martina Raggi che si dedica alle pubbliche relazioni.

Gianluca, Andrea, Enzo e Dario oltre agli altri del team hanno raggiunto il loro obiettivo. Sono partiti da un’idea e hanno realizzato un’impresa a dimostrazione che in Italia è ancora possibile mettere a frutto anche in maniera autonoma la genialità. Nessuno di loro è rimasto da solo al bar come nella canzone di Gino Paoli ma son riusciti persino a diventare sette e forse riusciranno ad aumentare ancora il numero di addetti. Chissà che il cantante genovese a distanza di anni non scriva una nuova canzone!

2 Commenti a “#Uppy, la rete di studenti e copisterie per stampare gratis gli appunti”

  1. Zamakhova Anna

    Ma sono la spudorata imitazione di Fotocopiagratis, attivo da due anni in tutta Italia (con 18.000 studenti attivi) e di cui avete pure scritto un anno fa…
    Ma non li leggete i vostri articoli ?

    Rispondi
  2. Vincenzo

    Si si un’idea proprio originale 🙂

    ecco il vostro articolo su di noi datato 21 marzo 2014
    http://blog.startupitalia.eu/finalmente-le-fotocopie-gratis-per-gli-studenti-ci-pensa-una-startup/

    Ci fa piacere che vogliano copiare il nostro modello di business, i competitor fanno bene al mercato, basta essere onesti e corretti.

    Non sono stati originali nemmeno nel payoff, hanno trasformato il nostro copia stampa condividi in STAMPA,FOTOCOPIA CONDIVIDI (molto diverso in effetti)

    Ma non eravate un blog serio ?

    Rispondi

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