Minecraft in classe? «I bambini andrebbero a scuola anche la domenica»

Marco Vigelini, informatico e volontario di Coderdojo Allumiere, spiega come il videogioco Minecraft possa essere uno strumento di apprendimento innovativo e divertente da portare in classe

Sono un professionista informatico da parecchi anni ed ho sempre trovato divertente la paradossale battuta riproposta spesso come personalizzazione della propria firma sui forum della grande rete: “Al mondo esistono solo 10 tipi di persone: quelle che capiscono il codice binario e quelle che non lo capiscono”. Quando sono stato invitato il mese scorso al Microsoft Edu Day per raccontare dell’esperienza didattica introdotta presso la classe elementare IV A di Allumiere utilizzando lo “strumento” Minecraft non ho potuto fare a meno di esordire raccontando cio’ che in questi anni ho avuto modo di verificare sul campo: “Al mondo esistono solo due tipi di persone: quelle che conoscono Minecraft e quelle che non hanno figli (dai sei anni in su)”.

Leggi anche: MinecraftEDU, la guida pratica per usarlo a scuola

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Ogni volta che mi capita di parlare delle iniziative di alfabetizzazione digitale che conduco come volontario nella scuola e per la rete CoderDojo inizio spesso a raccontare di quanto “vecchie” e “nuove” tecnologie possano andare benissimo a braccetto insieme e di come in generale i dispositivi digitali risultino dei validi strumenti in mano ai nostri insegnanti: arrivo a descrivere dettagliatamente gli occhi dei bambini che si incuriosiscono e si illuminano quando in modo alternativo sperimentano con le proprie mani la scienza, la tecnologia, l’ingegneria, l’arte e la matematica attraverso la metodologia del “tinkering” (qui) oppure quando vengono messi di fronte ad un portatile per impartire brevi linee di codice o per “agganciare” blocchi di istruzioni con il risultato di animare e dare vita a personaggi digitali. Cercando di far passare il messaggio che, indipendentemente dallo strumento che si utilizza, l’importante è scatenare la curiosità dei bambini e coinvolgere quanto più possibile l’intera classe, concludo descrivendo i risultati nell’apprendimento dei principi della matematica e della storia ed i benefici dell’acquisizione di competenze trasversali come la creatività, la capacità di risolvere problemi ed il saper lavorare in team da quando affianchiamo Minecraft alla consueta didattica. A questo punto, ed e’ da qui che nasce la constatazione che ha fatto da preambolo al mio intervento in occasione dell’Edu Day promosso da Microsoft e Miur, le domande che mi possono essere rivolte sono solo due ed entrambe accompagnate da occhi sgranati e fissi: “Minecraft? Cos’e’!?!?” oppure “Minecraft? Davvero!?!?”, quest’ultima generalmente seguita da: “Sai che anche mio figlio…”

Minecraft come strumento di apprendimento basato sul gioco

Su YouTube, sito dove ogni minuto viene caricato un corrispettivo di 300 ore di contenuti multimediali, mi sarei aspettato senza tanta sorpresa che la parola piu’ ricercata fosse “musica”, ma non che la seconda parola più ricercata, in un contesto di video, fosse “Minecraft”. L’anno scorso, dopo essere riusciti ad introdurre dei laboratori comunque innovativi e d’interesse, ad un certo punto insieme alle maestre ci siamo accorti che in classe usciva sempre il nome di questo famoso gioco alla pronuncia del quale i ragazzi cominciavano ad esporre e a descrivere nei minimi dettagli tutte le loro creazioni: dalla “costruzione digitale” di semplici oggetti alla realizzazione di strutture complesse, passando anche dietro la consultazione, proprio su YouTube, delle modalità di risoluzione di problematiche che riscontravano durante il gioco stesso. Essendoci accorti che a scuola tutti i bambini e le bambine conoscono Minecraft con le maestre abbiamo ragionato in questo mondo: “Bambini che giocano sono bambini coinvolti e quando sono coinvolti i bambini imparano. Perche’ non proviamo allora ad introdurre Minecraft nella didattica?”.

Minecraft come gioco inclusivo di genere

Se, come riportato da recenti studi (qui), da qui a cinque anni l’Europa avrà bisogno di circa 900mila informatici occorre muoversi in tempo per formare le nuove generazioni cercando anche di incrementare la percentuale di partecipazione delle donne nei settori della scienza, dell’ingegneria e delle tecnologie: non è possibile che soltanto poco più del 10% degli ingegneri sia donna. A noi è piaciuto anche poter introdurre Minecraft nella scuola perché universalmente riconosciuto come un gioco inclusivo di genere, riuscendo ad entusiasmare e coinvolgere allo stesso modo maschietti e (soprattutto) femminucce. 

Minecraft è un gioco altamente creativo: stimola infatti quelle parti del cervello che si chiedono come sono fatte e a cui piace costruire le cose e stimola quelle funzionalità intellettive che vengono messe in gioco quando si ha in mano una scatola di mattoncini colorati e la si apre.

Solo che invece di “limitarsi” a costruire la navicella spaziale di Star Wars, i ragazzi possono costruire pianeti interi. Con Minecraft non c’è limite a ciò che i ragazzi possono costruire: l’unico limite è l’immaginazione stessa.

Video tutorial per insegnanti

Per gli insegnanti che si sono dimostrati interessati ad introdurre Minecraft all’interno delle loro classi stiamo realizzando una serie di tutorial che vanno dal setup dei client e del server, al padroneggiamento dei comandi base, dall’esplorazione del mondo Tutorial fino ad arrivare a quelli più complessi dove si impartiscono comandi alle tartarughine robot oppure si imparano a configurare determinate mod Minecraft per permettere a ragazzi (in età da liceo in questo caso) di far interagire Steve con il mondo pixelato circostante comandandolo attraverso comandi python. Qui il canale YouTube con i primi video del mondo Tutorial che accompagna la versione MinecraftEDU.

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Come utilizzare Minecraft a scuola

E’ possibile utilizzare i blocchi Minecraft di tipo “numero” per realizzare lezioni di matematica permettendo ai ragazzi di risolvere addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni oppure chiedere di risolvere opportuni problemi sulla falsa riga del seguente: “Costruire una casa con quattro pareti. Se su ogni parete si realizzano due finestre, di quante finestre sarà dotata la casa?” Per quanto riguarda la geometria l’utilizzo ed il posizionamento dei blocchi permette ai ragazzi di visualizzare il concetto di perimetro, di area ed addirittura di anticipare il concetto di volume: quest’attività per esempio può essere realizzata cercando di far interagire i ragazzi con il mondo fisico e quello virtuale attraverso una semplice misurazione delle dimensioni della propria classe (con arrotondamento al numero intero più vicino poiché ogni blocco in Minecraft equivale ad un metro cubo). Una volta effettuate e segnate queste misurazioni i ragazzi vanno invitati a ricreare la propria classe in Minecraft, collaborando a coppia e dopo aver concesso loro esattamente la metà dei blocchi necessari ad entrambi: non appena terminano la costruzione della classe tutti i ragazzi sono in grado di dettagliare il concetto di volume nella maniera più semplice e precisa possibile. Garantito. Con Minecraft si possono anche programmare piccole tartarughine robot che eseguono pedissequamente le istruzioni a loro affidate. Si vogliono realizzare piccole torri di pietra alte 10 blocchi? Perché non creare un semplice insieme di istruzioni da consegnare alla tartaruga: cara tartaruga posiziona la pietra, sali di un blocco e quest’attività la fai per dieci volte. Ecco spiegato allora in questo breve video di esempio (qui) quanto sia facile ed immediato applicare la logica di programmazione anche attraverso lo strumento Minecraft: con un paio di istruzioni di ripetizione viene permesso alla tartaruga di posizionare velocemente 10 blocchi uno sopra l’altro ed utilizzando il concetto di funzione la tartaruga riesce poi a rimuoverne 8. 

L’intera classe può fare virtualmente un viaggio indietro nel tempo e ritrovarsi proiettata all’interno del Colosseo fedelmente ricostruito per vedere i gladiatori allenarsi;

passeggiando per le strade dell’impero romano possono interagire con patrizi, plebei oppure scambiare quattro chiacchiere con schiavi che asseriscono di essere molto più acculturati dei loro padroni perché provenienti da varie città dell’antica Grecia. Tra le ville patrizie si può incontrare l’imperatore Gaio Giulio Cesare ed anche un tizio che va in giro con un pugnale in mano affermando di dover tutelare la Repubblica Romana.

Ci siamo accorti, come sperato, che utilizzando Minecraft come strumento didattico il livello di attenzione della classe si alza tantissimo e per lungo tempo. Quando concludiamo le lezioni in cui abbiamo adottato lo strumento Minecraft i bambini non fanno altro che parlare della lezione stessa: discutono e si raccontano cosa hanno scoperto, verificano ed ascoltano con attenzione i loro compagni ed eventualmente si fanno dettagliare minuziosamente quanto gli sia sfuggito. Con Minecraft a scuola succede questo.

di Marco Vigelini

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