Gen 5, 2018

“Un computer per ogni studente” succede in Uruguay. Il reportage

Viaggio nel Paese Sudamericano che sta vivendo una rivoluzione digitale.

“Siamo il primo Paese al mondo dove tutti i bambini della scuola pubblica primaria hanno un personal computer gratuito”. Provate ad indovinare qual è questo Stato? Qualcuno di voi avrà sicuramente pensato ad un Paese del Nord Europa, qualcun altro agli Stati Uniti d’America. Forse la testa è andata pure all’Australia. Sbagliato. E’ l’Uruguay.

Un tablet per ogni bambino e per ogni pensionato

Non potevo credere ai miei occhi quando ho letto questo annuncio. Con orgoglio all’ingresso del palazzo presidenziale c’è un pannello che presenta tutti i risultati raggiunti dagli ultimi Governi. L’innovazione tecnologica è ai primi posti. Il servizio di accesso a Internet è gratis per tutte le famiglie che possono accedere alla Rete con l’Adsl e la fibra ottica. L’Uruguay è il primo Paese al mondo con il 100% di tracciabilità digitale del bestiame bovino. Il Governo dell’ex tupamaro José “Pepe” Mujica e l’attuale di  Tabaré Vázquez, non solo hanno puntato sull’ infanzia ma anche sugli anziani dando un tablet e l’accesso a Internet ad ogni pensionato. 

E in Uruguay, l’Id elettronica che minimizza i tempi della burocrazia e aumenta la sicurezza, è realtà da qualche anno.

Proclami? Basta camminare per le strade della capitale, Montevideo, per rendersi conto che l’accesso al digitale non è un annuncio governativo ma è a portata di tutti: tutto il centro storico è dotato di wifi. L’accesso è semplice e il servizio funziona perfettamente. Così come a confermarci che sulla scuola hanno davvero investito è un missionario italiano che mi accompagna in una periferia della capitale.

Uno dei paesi più avanzati sull’apertura dei dati

Manca un sistema di fognature ma nelle scuole l’accesso alla Rete c’è anche nelle aule dei quartieri più poveri. D’altro canto l’Uruguay è uno dei paesi dell’America Latina  più avanzati sull’apertura dei dati; a livello internazionale si colloca al settimo posto del Global Open Data Index (il nostro Paese è attualmente al 17°). Il Governo nazionale ha nel corso degli ultimi anni implementato le politiche sugli open data soprattutto attraverso le attività dell’Agenzia nazionale per l’ E- Government. L’agenzia nazionale ha promosso l’apertura e il riutilizzo dei dati aperti soprattutto attraverso il dialogo e il confronto con le organizzazioni e la società civile utilizzando lo strumento delle consultazioni pubbliche e tavole rotonde.

Un Paese da cui prendere spunto

E’ chiaro che stiamo parlando di uno Stato con 3,5 milioni di persone rispetto agli oltre 60 milioni di italiani ma è altrettanto evidente che le risorse sono diverse. Guardando ad un Paese come l’Uruguay vien da pensare che l’approccio culturale al digitale sia profondamente diverso. In Italia nel piano nazionale digitale si introduce il concetto per cui i ragazzi possono portare i loro strumenti a scuola per riempire un “vuoto” che è quello della mancanza di dispostivi da parte dell’istituzione. L’investimento fatto da Mujica sul digitale è a 360 gradi e guarda ai ragazzi così come agli anziani, così come ai turisti, alla sanità e all’agricoltura. Siamo di fronte ad una lezione che ci arriva dall’America Latina sulla quale vale la pena perlomeno porci qualche interrogativo.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter