TED | Cameron Russell: “Ragazze, il successo non si misura con l’immagine. Credetemi, sono una modella”

La modella di intimo Cameron Russell sfata i miti sul mondo della moda. “Non è una vera carriera, ho solo vinto una lotteria genetica. Il 78% delle ragazze americane è a disagio col proprio corpo. A loro dico: l’aspetto non è tutto”

La scorsa settimana una modella di 31 anni si è suicidata: si dice che la ragazza, dopo aver sfilato per brand famosi, abbia lentamente smesso di lavorare perché nessuno la faceva più lavorare. Per lei è stato insostenibile e si è tolta la vita, dandosi alle fiamme. Dietro la patina scintillante delle copertine, in realtà il mondo della moda e delle modelle è fatto di tanta, tantissima insicurezza. Le bambine, le ragazze che sognano questo mondo, però, spesso non lo sanno: prendono tutto per vero, dai sorrisi fatti su richiesta alle cosce perfette trattate al Photoshop. Per questo motivo, per la nostra rubrica settimanale sui migliori TED Talk, abbiamo scelto il discorso di Cameron Russell: modella di intimo di Victoria’s Secret, e di tantissimi altri brand, ammette di avere vinto alla “lotteria genetica”, di essere fortunata, ma nel suo discorso smaschera il mondo della moda, mostra come un’immagine può essere finta, di come, oltre al fotoritocco, che ormai tutti conoscono, ci sia “un intero staff” che lavora per costruire quella finzione. E alle bambine che le chiedono come si fa a diventare una modella Russel offre consigli preziosi. Sotto al video abbiamo riportato la trascrizione del talk (ma il video è da vedere).

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Mi chiamo Cameron Russell, e negli ultimi tempi ho fatto la modella. Per essere precisi, per 10 anni. E ho la sensazione che in sala in questo momento ci sia una certa tensione perché non avrei dovuto indossare questo vestito. Fortunatamente mi sono portata il cambio. Questo è il primo cambio d’abito sul palco di TED, quindi voi ragazzi siete fortunati ad assistere, credo. Vorrei anche far notare che sono abbastanza privilegiata di essere in grado di cambiare quello che pensate di me in soli 10 secondi. Non tutti riescono a fare una cosa simile. Questi tacchi sono molto scomodi, quindi è un bene che io non li debba indossare.

Perché ho fatto tutto questo? È stato imbarazzante. Bene, con un po’ di fortuna non così imbarazzante come questa immagine. Le immagini sono potenti, ma le immagini sono anche superficiali. Ho trasformato completamente quello che pensavate di me in sei secondi. E in questa immagine, non avevo mai avuto un ragazzo in vita mia. Ero totalmente a disagio e il fotografo mi diceva di inarcare la schiena e mettere le mani nei capelli di quel ragazzo. E ovviamente, escludendo la chirurgia, o la finta abbronzatura che mi sono fatta un paio di giorni fa per lavoro, possiamo fare poco per trasformare il nostro aspetto. Il nostro aspetto, anche se superficiale e immutabile, ha un enorme impatto sulle nostre vite.

Quindi oggi, per me, essere coraggiosa significa essere onesta. E sono su questo palco perché sono una modella. Sono su questo palco perché sono una donna bianca carina, e nel mio settore si chiama essere una ragazza sexy. E risponderò alle domande che la gente mi fa costantemente, ma con un tocco di onestà.

La prima domanda è, come si diventa una modella? 

E dico sempre solo, “Oh, sono stata scoperta”, ma non significa niente. Il vero modo in cui sono diventata una modella è che ho vinto alla lotteria genetica, e sono portatrice di un retaggio, e forse vi starete chiedendo di che retaggio si tratta. Negli ultimi due secoli abbiamo identificato la bellezza non solo nella salute, nella gioventù e nella simmetria che siamo biologicamente programmati ad ammirare, ma anche nell’altezza, nelle figure slanciate, nella femminilità e nella pelle bianca. Ed è un retaggio che è stato costruito per me, ed è un lascito che dà i suoi frutti. E so che ci sono persone nel pubblico che sono scettiche su questo punto, e magari ci sono degli stilisti che pensano, “Aspetta. Naomi. Tyra. Joan Smalls. Liu Wen.” Prima di tutto, complimenti per la conoscenza delle modelle. Impressionante. Ma sfortunatamente devo informarvi che nel 2007, uno studente illuminato della NYU ha contato tutte le modelle in passerella, ogni singola modella assunta, e su 677 modelle assunte, solo 27, o meno del 4 per cento, erano di colore.

La domanda successiva che la gente mi fa è, “Posso fare la modella da grande?” 

E la prima risposta è, “Non lo so, non sono io la responsabile”. Ma la seconda domanda, e quello che voglio veramente dire a queste ragazzine è, “Perché?” Sapete? Potreste fare qualunque cosa. Potreste essere Presidente degli Stati Uniti, o l’inventore del prossimo Internet, o un poeta chirurgo cardio-toracico ninja, che sarebbe fantastico, perché sareste le prime. Se, dopo questa fantastica lista, dicono ancora, “No, no, Cameron, voglio fare la modella”, allora dico, “Fate il mio capo”. Perché non sono io la responsabile, e potreste essere il redattore capo di Vogue America o l’amministratore delegato di H&M, o il prossimo Steven Meisel. Dire che volete fare la modella da grande è come dire che volete vincere alla lotteria da grandi. Non ne avete il controllo, ed è fantastico, non è un percorso di carriera. Vi dimostrerò la conoscenza del settore accumulata in 10 anni, perché contrariamente ai chirurghi cardio-toracici, non può essere distillato facilmente. Quindi se il fotografo è lì e la luce è lì, come una semplice interfaccia uomo-macchina, e il cliente dice, “Cameron, vogliamo fare uno scatto mentre cammini,” beh, metto davanti questa gamba, questo braccio va indietro, questo braccio va avanti, la testa è a tre quarti, e si fa avanti e indietro, è semplice, poi si guarda indietro agli amici immaginari 300, 400, 500 volte. Sembrerà una cosa di questo genere. Sfortunatamente dopo essere stati a scuola, avendo un curriculum e avendo fatto qualche lavoro, non si può dire niente di più, quindi se dite di voler fare il Presidente degli Stati Uniti, ma il vostro curriculum dice. “Modella di intimo: 10 anni,” la gente vi guarda strano. 

Poi mi viene sempre chiesto, “Tutte le foto vengono ritoccate?”

E sì, ritoccano quasi tutte le foto, ma è solo una piccola parte di quello che accade. Questa è una delle prime foto che mi sono state fatte, ed è anche la prima volta che portavo un bikini, e non avevo ancora avuto le mestruazioni. So che sto andando sul personale, ma ero una ragazza giovane. Questa sono io con mia nonna solo qualche mese prima. Questa sono io lo stesso giorno dello scatto. La mia amica è dovuta venire con me. Questa sono io ad un pigiama party qualche giorno prima degli scatti per Vogue Francia. Questa sono io con la mia squadra di calcio e su V Magazine. E questa sono io oggi. E spero che quello che vedete in queste immagini non siano mie fotografie. Sono costruzioni, e sono costruzioni di un gruppo di professionisti: parrucchieri, truccatori, fotografi, stilisti tutti i loro assistenti, la pre-produzione e la post-produzione, e mettono insieme tutto questo. Questa non sono io.

Ok, la domanda successiva che mi viene fatta è, “Ti regalano cose gratis?” 

Ho troppe scarpe con tacchi da 20 cm che non porterò mai, tranne quelle di prima, ma le cose che mi danno gratis sono le cose che mi danno nella vita vera, ed è quello di cui non piace parlare. Sono cresciuta a Cambridge, e una volta sono entrata in un negozio, avevo dimenticato i soldi e mi hanno regalato il vestito. Da adolescente, viaggiavo con la mia amica che era una pessima guidatrice, ha bruciato un semaforo rosso e ovviamente, siamo state beccate, ed è finita solo con uno “Spiacente, agente”, ed eravamo di nuovo in strada. E ricevo queste cose per il mio aspetto, non per quello che sono, e ci sono persone che pagano per il loro aspetto e non per quello che sono. Vivo a New York, e l’anno scorso, dei 140 mila adolescenti fermati e perquisiti, 86 per cento di loro erano ragazzi neri o latini, e molti di loro erano ragazzi giovani. E ci sono solo 177 000 giovani neri e latini a New York, quindi per loro, non è una questione di, “Mi fermeranno?” ma “Quante volte mi fermeranno? Quando mi fermeranno?” 

Facendo ricerche per questo discorso, ho scoperto che tra le ragazze di 13 anni negli Stati Uniti, al 53 per cento non piace il proprio corpo, e quel numero sale al 78 per cento arrivando ai 17 anni.

Quindi l’ultima domanda che la gente mi fa è, “Cosa significa essere una modella?” 

E credo che la risposta che stanno cercando sia, “Se siete un po’ magre e avete i capelli un po’ più brillanti, sarete felici e favolose”. E quando siamo dietro le quinte, diamo una risposta che lo fa apparire in questo modo. Diciamo, “È fantastico viaggiare, è fantastico lavorare con persone creative, illuminate e appassionate”. E queste cose sono vere, ma sono solo una parte della storia, perché la cosa che non diciamo mai alla telecamera, che non ho mai detto alla telecamera, è, “Sono insicura”. E sono insicura perché devo pensare al mio aspetto ogni giorno. E se mai vi chiedete, “Se avessi le cosce più magre e capelli più brillanti, sarei più felice?” dovete solo conoscere un gruppo di modelle, perché hanno le cosce più magre, i capelli più brillanti e i vestiti più fantastici, e sono probabilmente le donne fisicamente più insicure del pianeta.

Quindi, quando stavo scrivendo questo discorso, ho trovato molto difficile tracciare un bilancio onesto, perché da un lato, mi sentivo molto a disagio a venire qui e dire, “Guarda, ho ottenuto tutti questi benefici da un mazzo tagliato a mio favore”, e mi sentivo anche molto a disagio a dire, “e non mi rende sempre felice.” Ma in gran parte era difficile mostrare un’immagine di oppressione razziale e di genere quando sono tra coloro che più ne ha beneficiato. Ma sono anche felice e onorata di essere qui e credo sia fantastico essere riuscita a venire prima di aver lasciato passare 10 o 20 o 30 anni con più anzianità di carriera, perché magari non avrei raccontato la storia di come ho ottenuto il mio primo lavoro, o magari non avrei raccontato la storia di come mi sono pagata l’università. Che ora sembra così importante. Se c’è una cosa da ricordare di questo discorso, spero sia che siamo tutti più a nostro agio conoscendo il potere delle immagini nella percezione che abbiamo del successo e dei fallimenti.

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