TED| Geoff Mulgan: «Nelle Studio School si impara facendo, come nel Rinascimento»

Geoff Mulgan in questo TED talk descrive il modello delle Studio School, dove i bambini sono spinti ad imparare soprattutto mediante progetti pratici

In questo TED, Geoff Mulgan spiega che alcuni bambini apprendono ascoltando lezioni, altri imparano facendo. Per questo, Mulgan introduce il concetto delle Studio School”, un nuovo tipo di scuole nel Regno Unito dove piccoli gruppi di bambini imparano tutti lavorando su progetti che sono, come dice Mulgan, “reali”.

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Oggi voglio parlavi di un’idea. E’ l’idea di creare un nuovo tipo di scuola, che stravolga completamente la nostra idea convenzionale della missione della scuola e del suo funzionamento. Presto potreste avere una scuola simile in un quartiere vicino al vostro. L’idea è stata concepita in seno ad un’organizzazione chiamata Young Foundation che, nel corso di molti decenni, ha prodotto diverse innovazioni nel campo dell’educazione, quali la Open University o quali le scuole estese le scuole per imprenditori sociali, le università estive e la School of Everything [Scuola di tutto].

Cinque anni orsono, ci siamo chiesti quale fosse l’innovazione più necessaria al sistema scolastico della Gran Bretagna. Abbiamo convenuto che l’obiettivo prioritario fosse quello di unire due importanti insiemi di problemi. Il primo è il vasto numero di teenager annoiati a cui semplicemente non piace la scuola, che non riescono a scorgere la connessione tra quanto apprendono a scuola ed il loro futuro lavoro. Ed il secondo è costituito dai datori di lavoro che lamentano che i ragazzi che hanno terminato la scuola non sono realmente pronti per lavorare, che non hanno l’atteggiamento giusto o l’esperienza necessaria.

Quindi ci siamo chiesti: che tipo di scuola spingerebbe i teenager a lottare per frequentarla, piuttosto che a lottare per starne fuori? E dopo centinaia di conversazioni con i teenager, gli insegnanti ed i genitori e i datori di lavoro e le scuole dal Paraguay fino all’Australia, e dopo aver preso in considerazione ricerche accademiche, che mostrano l’importanza di quelle che sono ora note come capacità non cognitive — capacità come la motivazione, la determinazione — che sono tanto importanti quanto le capacità cognitive — ossia le capacità formali accademiche — abbiamo ideato una risposta, in un certo senso una risposta semplicissima, cui abbiamo dato il nome di Studio School. 

L’abbiamo chiamata Studio School per riprendere l’idea originale che risale al Rinascimento in cui lavoro ed apprendimento erano un tutt’uno. 

Lavori imparando ed impari lavorando. E lo schema che abbiamo concepito ha queste caratteristiche.

Innanzitutto, volevamo creare scuole più piccole — circa 300, 400 alunni — dai 14 ai 19 anni, e cosa più importante, circa l’80% del programma di studio non doveva essere realizzato stando seduti in classe,ma attraverso progetti pratici e reali, lavorando su commissione di imprese, organizzazzioni non governative ed altri. Tutti gli alunni avrebbero avuto un tutor, oltre agli insegnanti, rispettando degli orari proprio come se lavorassero in un’azienda. E tutto questo sarà realizzato nel sistema pubblico, finanziato con fondi pubblici, ma gestito in maniera indipendente. Tutto questo senza costi extra, senza selezione, e consentendo agli alunni di accedere all’università, anche qualora molti di loro desiderassero diventare imprenditori ed intraprendere anche lavori manuali. Lo schema si basa su idee molto semplici ossia che moltissimi teenager imparano meglio realizzando qualcosa, e che imparano meglio lavorando in gruppo e che imparano meglio facendo davvero qualcosa — l’esatto opposto dello schema adottato dall’attuale sistema scolastico.

Ci sembrava una buona idea, quindi siamo passati alla fase di realizzazione di un prototipo. Inizialmente abbiamo provato nella città di Luton — famosa per il suo aeroporto e non per molto altro, temo — e nella città di Blackpool — famosa per le sue spiaggie ed intrattenimenti. Abbiamo scoperto — ed avevamo molte cose che non andavano e le abbiamo migliorate — ma abbiamo scoperto che ai giovani è piaciuto. Ritengono che sia un sistema molto più motivamente ed emozionante dell’educazione tradizionale. E, fatto forse più importante tra tutti, due anni dopo sono arrivati i risultati degli esami, gli alunni che hanno preso parte a questi esperimenti sul campo e che facevano parte dei gruppi con risultati peggiori sono entrati a far parte del gruppo dei migliori — praticamente il decile superiore delle performance del GCSEche è il sistema di votazione Inglese nell’educazione secondaria.

Non sorprende che questi risultati abbiano fatto pensare ad alcune persone che avevamo scoperto qualcosa. Il Ministro dell’Educazione a Londra dichiara di esserne un “fan entusiasta”. E anche le associazioni imprenditoriali ritenevano che avessimo scoperto qualcosa utile a preparare molto meglio i ragazzi all’ambiente lavorativo contemporaneo. E infatti il Presidente delle Camere di Commercio adesso è il Presidente dello Studio Schools Trust e supporta il progetto, non solo tramite le grandi imprese, ma anche tramite le piccole imprese di tutto il paese.

Abbiamo cominciato con due scuole. E quest’anno sono diventate 10. E per l’anno prossimo, pensiamo di raggiungere 35 scuole aperte in tutta l’Inghilterra e 40 altre aree vogliono aprire le loro scuole — una diffusione piuttosto rapida di quest’idea. E’ interessante notare che, è accaduto quasi del tutto senza supporto dei media. E’ accaduto quasi senza il supporto di grandi finanziamenti. L’idea si è diffusa quasi del tutto tramite passaparola, viralmente tra insegnanti, genitori e persone che lavorano nell’educazione. Si è diffusa perché è una idea potente — l’idea molto molto semplice di invertire completamente il sistema educativo prendere gli aspetti che erano marginali, come lavorare in gruppo, realizzare progetti pratici, e metterli al centro dell’educazione, piuttosto che ai margini.

C’è un intero gruppo di nuove scuole che apriranno durante questo autunno. Questa è nello Yorkshire la scuola che, spero, sarà frequentata da mio nipote. Questa è specializzata nelle industrie creative e nei media. Altre sono specializzate nella sanità, nel turismo, nell’ingegneria ed in altri campi.

Pensiamo di avere un progetto valido. Non è ancora perfetto, ma pensiamo che questa idea possa trasformare le vite di migliaia, forse milioni di teenagers che sono veramente annoiati dalla scuola. Non li stimola. Non sono come le persone che riescono a sedersi in fila ed ascoltare per ore ed ore cosa viene detto loro. Voglio fare qualcosa, vogliono sporcarsi le mani, vogliono che la loro educazione sia pratica. Io spero che qualcuno tra voi possa aiutarci.

Noi crediamo di essere all’inizio di un cammino di sperimentazione e miglioramento per trasformare l’idea della Studio School in qualcosa di reale, non come risposta universale per ogni ragazzo, ma per lo meno una risposta per alcuni ragazzi in ogni parte del mondo. E spero che almeno alcuni di voi possano aiutarci a farlo accadare.

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