Dentro o fuori? Gli studenti si confrontano sulla Brexit usando i condom

Nei campus universitari del Regno Unito molti studenti provano a catturare l’attenzione dei propri coetanei sul referendum del 23 giugno. E lo fanno con giochi di ruolo e preservativi gratis

“Fai la scelta più sicura” e ancora “rimanere dentro è pericoloso”. Sono queste alcune delle frasi stampate sui preservativi che i giovani inglesi si sono visti distribuire in questi giorni, gratuitamente, davanti alle loro università. Un pretesto per catturare l’attenzione degli elettori più giovani e per far sì che la maggior parte di loro vada a votare. Questa iniziativa rientra fra le attività promosse da Students of Britain, una campagna portata avanti dai tanti giovani che si battono affinché il prossimo 23 giugno, al referendum sulla Brexit, la Gran Bretagna esca dall’Unione europea.

condom

Gli studenti pro e contro

“Regalare preservativi nel campus universitario è un modo divertente ed efficace per iniziare una conversazione seria con qualcuno che non conosci” dice Tom Harwood, 19 anni, studente alla Durham University. Gruppi universitari pro e contro l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea si sono moltiplicati nelle ultime settimane. I più importanti sono Students of Britain – associati a Vote Leave – e Students for Europe – supportati da Britain Stronger in Europe. La battaglia è partita dai loro siti internet in cui sono spiegate le ragioni della loro scelta. Per i fautori dell’uscita dall’Ue, le motivazioni sono soprattutto economiche. Secondo Students of Britain, infatti, l’Unione europea è un’istituzione troppo lontana dai cittadini, mette dei vincoli al commercio del Paese con l’estero e pretende troppi soldi dalla Gran Bretagna, soldi che potrebbero essere destinati all’istruzione e alla ricerca. Per la fazione contraria, invece, l’Europa è garante insostituibile di diritti fondamentali come la tutela della dignità umana e dei lavoratori, le libertà individuali e la salvaguardia dell’ambiente.

L’astensionismo degli studenti

A questi si affiancano anche temi più strettamente legati alla vita universitaria. In questo senso, uno dei quesiti più dibattuti è quello legato al programma Erasmus. Molti studenti temono, infatti, che la fuoriuscita del Regno Unito dall’Ue tagli fuori gli studenti britannici dai programmi di studio negli altri Paesi dell’Unione. Ma c’è un problema attorno al quale i due schieramenti opposti fanno fronte comune: è quello della lotta all’astensionismo. A preoccupare di più è infatti l’indifferenza con cui una larga fetta di giovani britannici sembra guardare al referendum e che rischia di non recarsi alle urne il prossimo 23 giugno. “Ci sono tanti giovani che voteranno a favore e tanti che voteranno contro. Ma in mezzo c’è un’enorme massa inerte e silenziosa”, dice Amy Longland, studentessa di 21 anni all’Università di Nottingham, che ha fondato la campagna per rimanere nell’Ue. “Entrambe le parti sperano di aggiudicarsi il voto di questa massa silenziosa. Per me è davvero frustrante pensare che i miei coetanei non siano interessati a un tema così importante”. Si stima che la massa di cui parla la giovane studentessa racchiuda circa 2 milioni di studenti. Un numero che potrebbe avere grande peso nel conteggio finale dei voti. In molti si chiedono a cosa sia dovuta questa apaticità nei confronti di un referendum fondamentale per il futuro della Gran Bretagna. La risposta sembra essere la disinformazione diffusa.

Quiz e campagne per informare sul voto

In pochi conoscono davvero il ruolo che l’Unione europea riveste in Gran Bretagna. Per questo i comitati studenteschi hanno capito che dovevano lavorare anche al di fuori dei campus universitari per informare quanta più gente possibile in tutte le città del Regno Unito, anche le più piccole e periferiche. “Vogliamo accendere i nostri coetani” dice Clifford Fleming, di Students for Europe. Per accendere più facilmente le menti e l’interesse dei ragazzi riguardo al referendum, gli attivisti si sono inventati quiz e giochi da fare online. “Che cosa rappresenta per te l’Unione europea” è il titolo di una campagna online promossa da studenti a favore dell’Ue. Un altro college, invece, ha ideato un gioco di ruolo nel quale ogni partecipante rappresenta uno degli stati membri al quale viene chiesto di esprimere la propria opinione sulla Brexit. Al di là degli schieramenti, una fetta importante di giovani inglesi sottolinea l’importanza di andare a votare giovedì prossimo. “Perché ogni singolo voto in questo referendum ha un’enorme importanza”, conclude la Longland.

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