Le navette che si guidano da sole portano gli studenti in aula: fatte da Ford e MIT

All’interno del MIT di Boston gli studenti si sposteranno grazie a navette elettriche realizzate insieme a Ford. L’obiettivo testare alcune tecnologie per i veicoli autonomi e fornire un servizio di car sharing per studenti

Tre navette elettriche per portare gli studenti da una classe all’altra o dalla biblioteca al dormitorio. Questo è il progetto di ricerca che il MIT di Boston sta sviluppando insieme a Ford per migliorare la vita dei propri studenti. Una piccola flotta di vetture eco-sostenibili, prenotabili tramite smartphone, che si muoveranno sia all’interno del campus che nelle strade limitrofe. Basterà usare l’app dedicata e un autista provvederà a raggiungere il punto di chiamata per portare i ragazzi alla loro successiva destinazione.

Usare sensori e dati per un nuova mobilità

La ricerca, oltre a rappresentare un sevizio reale e concreto, cercherà di ragionare sullo sviluppo di modelli alternativi all’attuale mobilità all’interno dei campus universitari. Il tutto sfruttando sensori di rilevamento e analizzando i dati che verranno raccolti.

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William Litant/MIT

Il sistema utilizza la tecnologia LIDAR (Light Detection and Ranging) che, tramite impulsi radar, dà la possibilità di determinare distanze tra oggetti o luoghi. Oltre ad affiancare i ricercatori del MIT, Ford utilizzerà il progetto per testare i sistemi LIDAR nel rilevamento di eventuali pedoni o altri ostacoli. «Con grande probabilità questa tecnologia verrà installata nelle auto a guida autonoma del futuro e questa è una buona occasione per verificarne l’efficacia» ricorda Bryan Goodman, uno dei responsabili dei progetti Ford sui veicoli autonomi, a TechCrunch. «Questo programma ci darà la possibilità di raccogliere dati e informazioni e di usare LIDAR in modi diversi». L’obiettivo è semplice: ridurre la dipendenza dei veicoli dalle telecamere e, in generale, abbattere i costi di produzione.

L’Università: il luogo perfetto per i test

Un campus universitario, anche se popolato, rappresenta un luogo controllato e meno rischioso dove sperimentare questi nuovi veicoli. In più garantisce un servizio di car sharing innovativo per gli studenti che possono spostarsi con maggiore celerità e vivere, al cento per cento, tutto il perimetro del College che li ospita. Le segnalazioni, e i dati, verranno inviati ai curatori del progetto che ottimizzeranno, quasi in tempo reale, itinerari e risolveranno eventuali problemi durante il trasporto.

Graduate student Justin Miller and undergrad Wally Wibowo of the Aerospace Controls Lab working on vehicles outfitted with sensors that match those of self-driving cars. This work is part of the Ford-MIT Alliance and aims to predict pedestrian behaviors on short time-scales while also providing data to support a mobility-on-demand system for the MIT campus."

«Gli algoritmi che abbiamo sviluppato permetteranno di individuare i luoghi migliori dove collocare le navette e il loro comportamento durante il servizio» sottolinea Goodman. La messa in circolazione è prevista per la fine dell’anno ma il MIT e Ford hanno già annunciato che, nel 2017, vorrebbero sostituire questi veicoli con autista con altri totalmente autonomi e indipendenti.

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