La Brexit ora si studia all’università

La Birmingham City University sta per aprire il Centro studi sulla Brexit: per capire cosa ha comportato al popolo inglese scegliere tra autonomia e Unione Europea

Analisi politiche, fondi giornalistici, trasmissioni televisive. Da quando la Gran Bretagna ha detto no all’Unione Europea non si fa che parlare di Brexit. All’evento – di portata storica – è ora dedicato un intero centro studi, aperto alla Birmingham City University: il Centre for Brexit Studies (CBS) verrà inaugurato con l’obiettivo di approfondire e capire l’impatto che la decisione dei cittadini inglesi ha avuto nel Paese e nel mondo. Dopo la Brexit sono stati scritti numerosi report per analizzare le conseguenze economiche che ha avuto ed ha la scelta del “Leave”, ma l’Università di Birmingham sarà la prima ad analizzare più specificatamente l’argomento in sé, dando spazio a entrambi i punti di vista, quello di chi voleva restare nella Ue e di chi ha scelto l’autonomia.

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Il CBS condurrà delle ricerche per capire l’impatto della Brexit su problemi locali e nazionali, esplorando tutti i campi, dal lavoro all’economia, dalla sicurezza nazionale al crimine. Oltre alle ricerche che verranno condotte internamente dagli studenti iscritti all’università, ci saranno anche occasioni di apertura al pubblico, attraverso incontri e conferenze.

Il centro studi verrà lanciato ufficialmente a fine mese, e ancora non è chiaro quanti studenti accoglierà e di quale nazionalità saranno. Di certo la Brexit ha aperto una grande discussione nelle università. Prima del referendum negli atenei si erano organizzati dei movimenti studenteschi sia per il Leave sia per il Remain; e sebbene la percentuale dei giovani che hanno poi votato sia stata minima rispetto alle altre fasce d’età, la stragrande maggioranza di coloro che si sono recati alle urne si è rivelata pro-Europa. All’indomani del voto, in molti si sono domandati che conseguenze avrà la Brexit su scambi studenteschi, Erasmus, borse universitarie, ricerca, e tutto ciò che concerne gli studi accademici. Tant’è che ora Brexit diventa oggetto di studio.

@carlottabalena

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