Netflix ha cambiato il modo in cui i ragazzi guardano la Tv (e li tiene svegli di notte)

Il servizio di streaming online ha raggiunto i 93,8 milioni di abbonati in tutto il mondo, e si fa strada l’idea che i ragazzi siano dipendenti dai propri show preferiti

Netflix sta cambiando il modo di vedere film e serie tv. La società, che ha appena celebrato il suo decimo compleanno, ha sviluppato un servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento. Dal 2011 produce anche contenuti originali per il suo servizio “Watch Instantly”: il banco di prova è stato House of Cards, la pluripremiata serie incentrata sugli intrighi alla Casa Bianca con protagonisti Kevin Spacey e Robin Wright. I pilot evento di quest’anno sono quasi tutti targati Netflix (ad eccezione di Westworld, HBO, e This is Us, NBC). Tre titoli su tutti: Stranger Things, The OA e The Crown, che lo scorso 8 gennaio si è aggiudicata il Golden Globe come Miglior Serie Drammatica. Un successo straordinario, soprattutto tra i giovani. Anche troppo, secondi alcuni, tanto da arrivare ad essere considerata la nuova droga degli studenti. È difficile rinunciarvi, soprattutto per chi ha orari molto flessibili e ritmi di vita che lasciano tempo libero, come gli universitari.

img_20140908_112831-e1410193105949

L’ossessione per il binge-watching

Studi dicono che servono almeno otto ore di sonno per avere una mente attenta durante le lezioni a scuola o all’università. Ma se si ha a disposizione l’intera prima stagione di Stranger Things, senza interruzioni pubblicitarie, con il conto alla rovescia di 15 secondi tra un episodio e l’altro, cosa saranno mai 55 minuti in più? Non si può resistere. Ed ecco nascere una nuova ossessione compulsiva: Netflix. Per sfuggire alle pressioni della vita universitaria, lo studente moderno può ritrovarsi spesso da solo di fronte ad un computer portatile in camera a guardare il portale streaming. Ma il binge-watching può essere considerato come una vera dipendenza? Non secondo la dottoressa Sally Marlow, che lavora nel reparto dipendenze del King College di Londra: “Tutti conoscono questi comportamenti auto-indulgenti. Abbiamo amici che mangiano troppo, o che si bevono una pinta di birra in più al pub, ma queste non sono necessariamente dipendenze. È facile dire ‘sono dipendente dalla cioccolata’, oppure ‘sono dipendente da Netflix’ ma non significa necessariamente che sia vero”.

94 milioni di utenti in tutto il mondo

L’azienda ha chiuso il 2016 con 93,8 milioni di abbonati in tutto il mondo. Il picco è stato raggiunto nel corso del quarto trimestre, con più di 7 milioni di abbonati netti, il massimo nella storia della società. Circa 5,1 milioni di iscritti li troviamo fuori dagli Stati Uniti. Un anno fa la piattaforma streaming è diventata disponibile in 130 paesi, da cui rimangono fuori, tra gli altri, Cina, Corea del Nord e Siria. Nel corso dell’intero anno Netflix ha aggiunto 19 milioni di abbonati, raggiungendo la crescita record di 17,4 milioni di nuovi clienti netti in più rispetto all’anno precedente. Oltre all’espansione globale, il CEO Reed Hastings ha scritto nella lettera ai suoi azionisti che il miglioramento del servizio, l’aggiunta di funzionalità come la visualizzazione offline e l’aumento del catalogo originale hanno contribuito a guidare la crescita costante. Netflix potrebbe chiudere con 100 milioni di abbonati questo trimestre, e lo stesso Reed Hastings spera che l’azienda arrivi almeno a 99 milioni nel corso dei primi tre mesi del 2017.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Giordania è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico in un campo per rifugiati

I pannelli solari installati ad Azraq assicureranno elettricità 24 ore al giorno a circa 20mila persone e consentiranno di migliorare le loro condizioni di vita. L’obiettivo è portare questa innovazione anche in campi più grandi come quello di Zaatari

AXA Innovation Hub, la startup interna ad AXA che trasforma le idee in servizi concreti

20 collaboratori di AXA Italia diventano startupper e si mettono alla prova degli esperti del settore. Patrick Cohen “E’ un nuovo modo di lavorare agile e innovativo per liberare l’energia e la creatività. Senza paura di sbagliare”