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Ultimo aggiornamento il 26 settembre 2020 alle 8:00

Come funziona la scuola di Mosso dove le lezioni si fanno all’aperto (e le aule non ci sono)

I ragazzi di Mosso ci stanno dimostrando che è possibile fare lezione di là della aule, in contesti nuovi e diversi mettendo in campo creatività e fantasia

C’è una scuola in Piemonte che ha deciso di non aprire. Anzi ha deciso di non far entrare in aula i ragazzi ma di far vivere loro l’esperienza delle lezioni all’aperto. Stiamo parlando della secondaria di primo grado di Mosso nel Comune di Valdilana.

Dal 14 settembre i ragazzi passano più tempo fuori che dentro le loro classi. A dare una mano alla scuola ci ha pensato il Comune che ha installato una grande tensostruttura aperta ai lati e una serie di gazebo. Dirigente e professori hanno pensato ad una serie di attività all’aperto: in un giardino pubblico sottoutilizzato ad esempio stanno realizzando un percorso botanico e una biblioteca del parco; sono state fatte una serie di postazioni di giochi di strada e poi i ragazzi hanno recuperato la memoria storica del tessuto commerciale cittadino mettendo dei cartellini che indicano le caratteristiche dei negozi di un tempo. Non solo.

 

Tra i nuovi compiti dei ragazzi c’è quello di segnalare i sentieri, valorizzare i luoghi legati alla figura di Quintino Sella, alpinista, geologo e statista nato in paese. Gli studenti stanno migliorando la sensibilità rispetto al problema dei rifiuti e hanno realizzato un orto didattico potenziando l’aula verde di Cascina Aunei.

Come funziona la scuola all’aperto

Gli insegnanti durante l’estate hanno provveduto a cercare un grande orto nel paese facendo un accordo con il proprietario per l’utilizzo e questa risorsa si è unita alla cascina con annesso frutteto a disposizione della scuola. Inoltre il giardino pubblico e i numerosi sentieri nei boschi permettono agli alunni di realizzare una scuola sicura dal punto di vista sanitario e più efficace dal punto di vista educativo.

“Il filo conduttore delle attività didattiche – spiegano i professori – caratterizzanti l’anno scolastico è costituito dalla modalità di scuola all’aperto, approccio metodologico attivo e cooperativo, educazione diffusa, impostazione interdisciplinare, cittadinanza attiva. Gli alunni non si limitano a studiare sul campo il territorio ma producono veri e propri beni e servizi a beneficio della comunità, attraverso un rapporto di collaborazione con vari soggetti istituzionali, associativi ed informali. In questo senso l’impegno di cittadinanza attiva si tradurrà in realizzazioni concrete e permanenti ed eventi di carattere culturale in grado di coinvolgere l’intera cittadinanza e valorizzare il tessuto urbano e l’ambiente naturale”.

 

Le discipline non sono più così astratte e gli alunni non vengono a scuola solo perché obbligati ma trovano nelle materie scolastiche il piacere di acquisire competenze vere per raggiungere obiettivi concreti e nella scuola un modo appassionante per trascorrere buona parte del loro tempo. Inoltre continuano i laboratori dei mestieri tesi a restituire competenze di creatività e manualità ai ragazzi oltre a fornire elementi per la conquista di autonomia in vari campi: cucina, restauro mobili, vetreria artistica, ceramica, incisione, tessitura artigianale, realizzazione di statue per il presepe gigante del paese.

Siamo di fronte ad un cambiamento della didattica e dell’atteggiamento dei professori. A Mosso ci stanno dimostrando come sia possibile fare lezione di là della aule, in contesti nuovi e diversi mettendo in campo creatività e fantasia. Anche i docenti sono scesi dal predellino della cattedra e si sono messi ad accompagnare i ragazzi, si sono affiancati a loro, li hanno presi per mano per fare insieme a loro un cammino nuovo e diverso da quello che c’è stato fino allo scorso anno. I patti di comunità auspicati nel Piano Scuola, firmato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, si è realizzato all’istituto secondario di Mosso. Il miglior premio per questi ragazzi e insegnanti arrivata dai cittadini di Mosso.

Sul profilo Facebook della scuola media Lelia Zangrossi scrive: “Una piccola cosa, bella. Stamani, ero sulla terrazza all’ultimo piano di casa, intenta a curare i miei fiori e sono stata distratta da un allegro vociare. Era un gruppo di studenti della scuola media di Mosso che percorrevano, in fila ordinata, il sentiero che li avrebbe condotti all’orto laboratorio. È stato bello sentirli e vederli. Ancora di più sentire parte di una spiegazione di un prof. Cose semplici, ma che hanno provocato in me gioia per queste presenze”.

 

E a lei risponde una docente: “Grazie davvero! Non sappiamo ancora se e quali frutti darà il nostro piccolo orto ma siamo sicuri che il raccolto sarà ricco di emozioni, di collaborazione, di cure e attenzioni. E speriamo che i semi si radichino nel profondo del cuore dei nostri ragazzi!”. Non è l’unica scuola che sta facendo attività all’aperto. In Italia con la ripresa delle lezioni molte scuole hanno scelto di utilizzare parchi, giardini, cortili e orti. Lo hanno fatto spesso con l’aiuto di nonni ed esperti che hanno voluto mettere a disposizione il loro tempo a favore della scuola. Una vera e propria solidarietà sociale per combattere il virus a partire dall’istruzione.

 

 

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