Scuola a settembre, niente riapertura nella fase 2 dell'emergenza Coronavirus | iSchool | StartupItalia!

Ultimo aggiornamento il 26 aprile 2020 alle 21:27

Scuola a settembre, niente riapertura nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus

Esami di stato in presenza, ma niente didattica fino al prosismo anno scolastico. Torneranno bonus baby-sitter e congedi straordinari

La scuola non riapre: lo ha detto chiaramente il Presidente Del Consiglio Conte questa sera, in conferenza stampa streaming su Facebook, chiarendo qual è l’orizzonte per riaprire le aule. Ci sarà un momento cruciale per gli esami di stato, alla conclusione di questo anno scolastico, ma in classe gli alunni torneranno realmente solo a settembre. Il rischio, ha detto Conte, sarebbe “un’esplosione dei contagi entro una o due settimane” nel caso in cui fosse consentita la ripartenza della didattica in presenza: per ora si andrà avanti con la didattica a distanza.

Esami in presenza, lezioni a distanza

Il Premier ha ribadito quanto aveva detto nella giornata di oggi in una intervista a La Repubblica, e in un’intervista a SkyTG24: “Ragionevolmente avremo le scuole chiuse fino a fine anno scolastico: abbiamo riflettuto a lungo con la ministra Azzolina, il Governo, e il comitato tecnico-scientifico. (…) Abbiamo elaborato con la task force presieduta da Vittorio Colao e con il comitato tecnico-scientifico un rischio calcolato, che non sarebbe più calcolato con la riapertura delle scuole” ha detto questa sera.

 

Secondo il Presidente del Consiglio, a influire sarebbe anche l’età media del nostro personale scolastico: la più elevata a livello europeo. Il mescolamento tra i più giovani, potenziali portatori sani del virus, e i docenti potrebbe causare una recrudescenza rapida e ingovernabile del contagio, rimettendo a dura prova il nostro servizio sanitario. Perciò proseguirà la DaD: “Voglio ringraziare personalmente e a nome del Governo tutto il comparto della scuola: ha mostrato grandissima resilienza, e la didattica a distanza sta funzionando mediamente bene” ha aggiunto Conte.

 

Unica eccezione saranno gli esami di stato: “La ministra Azzolina sta lavorando per gli esami di stato, ed è stata fatta una scelta: consentire esame di stato sotto forma di conferenza personale, in presenza, ma sempre in piena sicurezza”. Pare quindi che gli esami avranno una forma differente dal passato, ma comunque vedranno i singoli studenti confrontarsi con una commissione: non è ancora chiaro se sarà interna, mista o esterna, e ancora non sono state fornite tutte le informazioni necessarie per comprendere lo svolgimento complessivo delle prove, ma il Premier ha lasciato intendere che queste informazioni arriveranno presto.

Cosa succede a settembre

“Il ministro Azzolina sta lavorando per far ripartire la scuola a settembre nel miglior modo possibile” ha detto ancora Giuseppe Conte: in attesa di comprendere cosa ciò voglia significare, non viene toccata minimamente ad esempio la questione della possibilità di dividere in turni mattina-pomeriggio la didattica per ridurre l’affollamento delle aule, il Premier ha sottolineato la difficoltà di contemperare il principio costituzionale del diritto allo studio con quello del diritto alla salute.

 

Una possibile svolta potrebbe essere la conferma del concorso annunciato per la stabilizzazione di 24mila precari della scuola e l’ingresso nel circuito della didattica di altri 36mila aspiranti docenti: “Il Governo ha assunto un impegno ben preciso per risolvere una situazione che si trascina da anni – ha detto Conte – È importante portare a termine questo impegno per potenziare l’offerta didattica, è importante non perdere questa occasione. La prova che abbiamo messo a punto è molto accessibile e garantisce la sicurezza: non possiamo mettere a rischio un passo avanti e un risultato che una platea così ampia attende da tempo”. In altre parole, si fa strada la possibilità di svolgere il concorso che al pari di tutti gli altri al momento è in attesa di notizie ufficiali che ne sblocchino l’iter.

 

Infine la questione più scottante: cosa accadrà ai ragazzi ora che i genitori ricominceranno a lavorare durante la fase 2 dell’emergenza. Su questo per ora non arrivano che indicazioni generiche: “Siamo consapevoli che le famiglie potranno incontrare difficoltà, tanto più riaprendo la manifattura (…) Però sicuramente stiamo cercando di mettere a punto ulteriori misure: verrà probabilmente rinnovato il provvedimento sul congedo straordinario, il bonus baby-sitter, e puntiamo anche a creare un circuito di solidarietà per aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà” ha concluso il Premier.

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