Lo student housing a Milano nel lock-down e i problemi dei fuorisede
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Ultimo aggiornamento il 11 maggio 2020 alle 11:06

Lo student housing a Milano nel lock-down e i problemi dei fuorisede

Migliaia di universitari sono fuggiti dal capoluogo lombardo, altri sono rimasti in città alle prese con rette e affitti. In-Domus, che gestisce tre campus, ha scelto di andare incontro alle esigenze dei propri ospiti

Le disposizioni per contenere la diffusione del Coronavirus Sars-cov-2 – tra cui il distanziamento sociale e le limitazioni agli spostamenti – contenute nei Dpcm succedutisi in marzo, hanno interessato migliaia di giovani studenti, in particolare quelli fuorisede domiciliati a Milano, città che si è trovata nell’epicentro dell’emergenza.
Startupitalia ha intervistato Pierenrico Maringoni, Managing Director di In-Domus, Società di emanazione della Fondazione Cariplo e della Fondazione Housing Sociale, che si occupa proprio di student housing a Milano con tre Campus attivi e oltre 1000 posti letto.

L’intervista a Maringoni di In-Domus

Quali misure avete previsto per far fronte all’emergenza Sars-cov-2 nei campus?

Nel periodo di lock down i campus di In-Domus sono sempre rimasti operativi, garantendo agli Ospiti che hanno deciso di non allontanarsi da Milano, la fruizione dei servizi abituali nel pieno rispetto dei presidi sanitari richiesti. Inoltre, per alleviare i disagi provocati dalle misure di contenimento, sono stati organizzati diversi “eventi virtuali” in streaming come live disco, lezioni di yoga, meditazione, esercizi fisici, cucina, musica etc.: attività implementate tenendo conto di tutte le misure necessarie e offerte senza alcun costo aggiuntivo.

Avete previsto delle agevolazioni finanziarie per andare incontro agli studenti fuori sede?

Nella piena consapevolezza del momento di difficoltà economica, In-Domus è intervenuta con un articolato piano di sostegno a favore di suoi ospiti. Le misure adottate comprendono dilazioni di pagamento, rimborsi parziali e la possibilità di utilizzo nel prossimo anno accademico di una porzione del canone versato nell’attuale fase di emergenza. Credo che le misure prese per limitare le conseguenze del diffondersi del Sars-cov-2 rappresentino una tangibile conferma dell’attenzione di In-Domus per il benessere psico-fisico e la salute dei suoi Ospiti e siano coerenti con la sua “mission” sociale di contribuire al diritto allo studio universitario.

Cosa comporta l’attuale crisi per le prospettive dello student housing?

Non c’è dubbio che quanto stiamo vivendo dalla fine di febbraio ha un pesante impatto sul settore dello student housing le cui conseguenze si estenderanno, con intensità oggi difficile da prevedere, sul prossimo anno accademico. Per il medio periodo tuttavia la strategia di In-Domus si basa sulla convinzione che il social housing rappresenti una formula capace di cogliere le sfide poste dalle minacce pandemiche e riportare il settore sulla forte traiettoria di crescita degli ultimi anni. In-Domus continuerà ad essere uno dei protagonisti di tale sviluppo.

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