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Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2020 alle 8:00

Stephen a 9 anni crea una macchina per lavarsi le mani contro il covid

Stephen Wamukota ha ottenuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi del Kenya, il suo Paese: il premio Uzalendo. Creando un sistema a pedale, tutto di legno, che permette di lavarsi le mani con acqua e sapone e, allo stesso tempo, di non toccare questo lavandino mobile e contenere così il contagio da Covid-19

A concederglielo è stato il presidente della Repubblica Uhruru Kenyatta, che lo ha inserito tra le altre 68 persone che hanno avuto questo stesso premio. Kenyatta è stato chiaro: Stephen meritava qualcosa per il suo impegno nella lotta contro il coronavirus.

Il bimbo, racconta l’edizione on line del quotidiano kenyota Daily Nation, ha avuto questa idea dopo aver visto molte persone aver difficoltà nel trovare un luogo dove lavarsi le mani ai tempi del Covid.

L’invenzione è costata 3 mila scellini kenyoti (circa 25 euro) dati dal padre per portare a termine il suo sogno. “Ho avuto l’idea di sviluppare questa macchina e, dopo aver iniziato, sono rimasto a corto di materiali. Così mi sono avvicinato a mio padre che mi ha aiutato a completarlo”, ha raccontato con umiltà ma altrettanta fierezza per offrire aiuto alla sua popolazione.

La storia del villaggio di Mukwa

Stephen Wamukota e la sua famiglia vivono nel villaggio di Mukwa, nel paese di Bungoma, nella parte occidentale del Paese africano, che al momento non ha riportato nessun caso positivo al nuovo virus, mentre a livello nazionale i contagi hanno toccato quota 2.021. Ma James Wamukota, papà di Stephen, teme che possa ancora arrivare in quella zona, così è meglio organizzarsi.

E racconta all’emittente inglese BBC come il suo bambino ha realizzato la macchina: “Avevo comprato alcuni pezzi di legno per realizzare una cornice per finestre, ma quando sono tornato a casa dopo il lavoro un giorno ho scoperto che Stephen aveva fabbricato la macchina, poi gli ho dato una mano a sistemarla”, ha raccontato il papà del bambino, che di mestiere fa il carpentiere. È stato lui a condividere la foto dell’invenzione del piccolo su Facebook, anche se non avrebbe mai immaginato il clamore che ne sarebbe nato.

L’invenzione (e l’operosità) di Stephen

La macchina in questione è realizzata in modo tale che chi lava le mani, grazie alla presenza di un pedale, non deve toccare né il secchio con l’acqua né il sapone, evitando così di entrare in contatto con superfici che possano diventare veicolo d’infezione.

L’ingegno e l’operosità di Stephen è stata sorpresa gradita a tutto il villaggio di Mukwa, a Bungoma, ma soprattutto ha inorgoglito i suoi familiari. James Wamukota, il papà del piccolo, ha raccontato alla BBC la storia: “Ha detto che da grande vuole diventare un ingegnere e il governatore della contea ha promesso di dargli una borsa di studio”, ha aggiunto Wamukota.

Stephen è finito tra i 68 keniani che hanno ricevuto, lunedì scorso, dal presidente Uhuru Kenyatta il prestigioso premio Uzalendo.

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