Recovery Fund e startup, così cambierà l'Università. Intervista al ministro Manfredi
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Ultimo aggiornamento il 25 agosto 2020 alle 16:56

Recovery Fund e startup, così cambierà l’Università. Intervista al ministro Manfredi

Lauree abilitanti, diritto allo studio e competenze tecnologiche per tutti gli indirizzi

«Guardando al Recovery Fund, abbiamo preparato già un piano di intervento che punta all’aumento del numero dei laureati, rafforza il diritto allo studio, e favorisce la transizione dalle scuole superiori alle università. Bisogna poi potenziare il segmento del dottorato». Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha risposto alle domande di StartupItalia al termine del suo intervento a Giffoni Valle Piana, dove il ministro ha partecipato alla Giffoni Impact, incontrando decine di giovani per parlare di istruzione, accademia e innovazione. A poche settimane dalla riapertura delle scuole e degli atenei abbiamo chiesto a Manfredi quali sono i piani per la ripartenza dopo i molti mesi di chiusura provocata dall’emergenza pandemia.

Manfredi: cultura startup nel mondo dei dottorati

Come ha spiegato il ministro in una recente intervista, a settembre le università di tutta Italia riapriranno rispettando tutte le norme per contrastare il contagio. Le aule potranno tollerare una capienza massima del 50% e, rispondendo ai ragazzi della Giffoni Impact, «saranno privilegiate le matricole» per far sì che i neodiplomati possano vivere da subito l’esperienza dell’ateneo dal vivo e non da remoto. La didattica a distanza – va ribadito – continuerà ad essere un pilastro della formazione, come dimostrato nel corso del lockdown, dove lezioni, esami e sessioni di laurea non si sono mai fermati. I piani di riforma e innovazione nel campo universitario guardano tanto ai piani curricolari, quanto al legame con il mondo del lavoro e dell’imprenditoria.

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Fonte: VALENTINA DI PASQUALE

L’ambito dei dottorati è tra quelli su cui il ministro Manfredi punta di più per colmare il gap tra la formazione accademica italiana e quella estera. «Dobbiamo rafforzare i dottorati industriali, ovvero quelli sviluppati con le imprese e i dottorati nella pubblica amministrazione. Ma anche quelli nei beni culturali, che guardino al mondo dei musei. C’è infine un’altra idea: inserire una formazione alla imprenditorialità. L’obiettivo è che far sì che il dottorato sia un trampolino di lancio per animare spin off e startup».

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Lauree abilitanti e tecnologia (per tutti)

Dopo il lockdown, la crisi economica che l’Italia sta vivendo rischia di colpire anche il mondo dell’università. Come era già capitato dopo la crisi del 2008, l’emorragia delle immatricolazioni è uno spettro che deve essere contrastato con ogni mezzo. Tra le soluzioni messe sul piatto dal ministro Guarneri c’è anche quella delle lauree abilitanti, ovvero titoli che abilitino i giovani all’esercizio di una professione non appena concludono il percorso di studio. «Dobbiamo ridurre la distanza temporale rispetto all’ingresso nel mondo del lavoro. Spesso un esame di Stato fa perdere un anno», ha spiegato.

Fonte: VALENTINA DI PASQUALE

L’Università in Italia deve infine guardare anche al mondo della tecnologia e dell’innovazione. Intelligenza artificiale, machine learning, big data: le competenze in ambito informatico e digitale arricchirebbero qualsiasi tipo di percorso accademico. «Dobbiamo sì costruire figure di superspecialisti – ha commentato Manfredi – ma anche estendere le competenze tecnologiche in tutti gli altri domìni applicativi. Pensiamo soltanto a quanto possano essere utili i big data in medicina e in sociologia. Ecco perché serve innervare competenze nuove in domìni applicativi diversi».

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