Scuola, scade oggi la chiamata veloce. Si teme fuga dei professori
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Ultimo aggiornamento il 2 settembre 2020 alle 10:29

Scuola, scade oggi la chiamata veloce. Si teme fuga dei professori

Gli insegnanti over 62enni sono 171 mila. Molti stanno presentando certificato medico per saltare l'anno causa Covid-19

Se andasse nel peggiore dei casi, per il ministero dell’Istruzione sarebbe una Waterloo. Ma l’ipotesi che la scuola riapra senza gli spazi idonei, senza banchi e, soprattutto, senza insegnanti, non è poi così remota. Dopo mesi passati a ripetere che il Coronavirus è potenzialmente letale per chi ha più di 60 anni, non stupisce infatti la possibile fuga in massa dei docenti, dal momento che l’Italia ha il corpo professori più vecchio d’Europa. E il meccanismo studiato all’ultimo minuto dal team della ministra Lucia Azzolina della chiamata veloce potrebbe non dare i risultati sperati…

Che cos’è la chiamata veloce

Oggi, mercoledì 2 settembre (ci sarà tempo fino alle 23:59) è l’ultimo giorno per presentare le domande per la “chiamata veloce”, destinata a tutti i candidati ancora presenti nelle graduatorie dei concorsi (concorso 2016, concorsi straordinari 2018, graduatorie di merito del personale educativo) e agli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, per assicurare la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo.

Leggi anche: Riapertura delle scuole, ora si rischia la barzelletta (e sui social lo è già)

Abbiamo gli insegnanti più vecchi in Europa

Come riporta Orizzontescuola.it sulla base di dati dell’OCSE, ben il 58% dei docenti in Italia, dalle primarie alle superiori, ha più di 50 anni, su una media OCSE del 34%. Solo l’1% degli insegnanti italiani ha meno di 30 anni. Tra i Paesi sviluppati presi in esame per lo studio troviamo: l’Italia (al primo posto per anzianità), l’Estonia, la Lettonia, il Cile, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Germania, la Nuova Zelanda, la Spagna, il Giappone, la Svezia, l’Ungheria, la Finlandia, gli Stati Uniti, la Francia, il Belgio, il Canada, la Corea del Sud, il Regno Unito, la Slovacchia, l’Irlanda, l’Olanda, la Grecia, il Lussemburgo, la Svizzera, Israele, il Portogallo, la Norvegia e la Turchia (quest’ultima con il corpo docente più giovane).

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