Didattica a distanza, funziona? Il 65% dei ragazzi ha imparato meno
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Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2020 alle 9:12

Quanto è efficace la didattica a distanza?

Lo rivela una ricerca dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riporta come due terzi dei giovani abbiano dichiarato di aver appreso meno del previsto durante l'insegnamento da remoto

Si studia anche da dietro uno schermo, ma non è lo stesso. La DAD – Didattica a distanza -, scelta forzata durante il lockdown e che continuerà a presentarsi, seppur alleviata nella forma mista, nei prossimi mesi, non è efficace come l’insegnamento in presenza. A testimoniarlo un’indagine, condotta dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Il 65% dei giovani, si legge, dichiara di aver imparato meno dall’inizio della pandemia, a causa del passaggio obbligato online.

I limiti della didattica a distanza

La ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha messo in luce gli svantaggi della didattica a distanza, anche a causa delle chiusure improvvise, che hanno obbligato a un adattamento emergenziale senza precedenti sia alunni che insegnanti. Oltre al persistente problema del digital divide. Uno stravolgimento che ha toccato indistintamente scuole, università e centri di formazione. In particolare, il 66% dei giovani che studiano e il 62% di alunni e stagisti che combinano università e lavoro, afferma di essere stato influenzato negativamente dall’insegnamento in rete.

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Tuttavia, le conseguenze non sono state uguali per tutti. Ne hanno risentito maggiormente i ragazzi che abitano in Paesi a basso reddito, con un carente accesso a Internet, o con minore spazio o attrezzature a disposizione in casa.

© Università degli Studi di Milano

L’iniziativa di Telefono Azzurro e Vita

Per affrontare in maniera critica e costruttiva il tema dell’insegnamento dei giovani, messo alla prova in questi tempi di cambiamento, Telefono Azzurro e Vita s.p.a., società editrice del magazine Vita, hanno organizzato una serie di incontri streaming. Dall’eloquente titolo “Che responsabilità per il futuro dei nostri bambini e ragazzi?“, l’evento sarà condotto da Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, e Riccardo Bonacina, Founder ed Editorial Coordinator di Vita.

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Il primo dei quattro confronti previsti avrà luogo domani, giovedì 10 settembre, nell’ambito della rassegna “Ripartiamo da bambini e adolescenti“, che riprende dopo la pausa estiva. Saranno ospiti Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, Chiara Giaccardi, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Alex Corlazzoli, giornalista e scrittore, Stefania Pompili, AD di Sopra Steria, e Daniele Barca, dirigente scolastico a Modena.

© Incontro online, Vita e Telefono Azzurro

I precedenti incontri, tenuti da maggio a luglio, si sono concentrati sull’obiettivo di influenzare i processi decisionali legati al tema. Coinvolgendo gli attori principali e le varie associazioni che operano nel settore e cercando di sensibilizzare le istituzioni su un argomento di primo piano, quale il futuro degli studenti.

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