A 20 anni crea gratis visiere anti Covid-19: "Per primi medici e infermieri"
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Ultimo aggiornamento il 7 maggio 2020 alle 15:08

A 20 anni crea gratis visiere anti Covid-19: “Per primi medici e infermieri”

Uno studente romano di 20 anni ha deciso di mettersi al servizio della collettività nella lotta al Coronavirus. E si è messo a distribuire gratuitamente, agli abitanti del suo quartiere, decine di visiere anti contagio

C’è un continuo ronzio di sottofondo nella stanzetta di Fabrizio Giaconella, 20 anni, studente romano di Economia. A produrlo è da qualche settimana una stampante 3d, che sta realizzando una media di 50 al giorno di visiere in termoplastica per la protezione dal contagio da Covid 19. “È accesa 18 ore al giorno” rivela Fabrizio a StartupItalia. Dispositivi che andranno donati in modo gratuito a chi ne farà richiesta, in primis le categorie più esposte. “La precedenza sarà data a medici, infermieri, forze dell’ordine” precisa dal suo account Facebook Fabrizio. Che nel frattempo sta continuando a distribuire le visiere agli abitanti del quartiere – piazza Bologna quello in cui vive – tra farmacie, commercianti, volontari della Croce Rossa.

“Le visiere anti contagio sono richiestissime”

Sono richiestissime perché “a differenza delle mascherine, che possono risultare soffocanti, sembra quasi di non averle”. È come “indossare degli occhiali”. E poi il rischio di contagio si riduce “perché si evita di toccarsi il viso e quindi di veicolare il virus”. Dietro l’iniziativa c’è l’associazione no profit Visionari, la cui mission è “sviluppare il pensiero innovativo” si legge sul sito. Con lo scopo di “offrire nuove opportunità per chi vuole misurarsi con i cambiamenti derivanti dall’innovazione tecnologica”. Dentro ci sono “imprenditori, startupper, appassionati di tecnologia” spiega Fabrizio. Lo scoppio della pandemia, un nonno ricoverato per altre patologie, quegli infermieri che vede correre in corsia, lo pungolano. “Ho pensato che dovevamo fare qualcosa, anche perché mi sono guardato intorno e ho notato che nei vari gruppi di makers, e anche quelli relativi alle stampanti 3d, mancava organizzazione”.

Cento dispositivi donati al quartiere

Nasce così il progetto Visionari Make it, una community di makers “che durante la Fase 2 potrà stampare soluzioni in 3d e distribuirle alla comunità”. Al momento, fa sapere lui, “sono riuscito a consegnarne personalmente un centinaio”. Ma i numeri stanno crescendo, le richieste si moltiplicano. “Da una centrale di polizia di Firenze è arrivata una richiesta di 40 visiere”. Ed è un problema, “perché io dovrò anche spedirle”. E poi c’è la questione dei materiali di produzione perché per produrre l’acetato, il materiale di cui è fatta la visiera, “servono macchinari di venti metri che costano 400mila euro”. Ad aiutare Fabrizio è ora una cartoleria, “che mi passa i fogli”. Ma per rispondere alla domanda “serviranno investitori di qualunque tipo per riuscire a mandare avanti il progetto”. Senza aggiungere costi perché “vogliamo che la gratuità resti alla base della distribuzione dei dispositivi di protezione dal Coronavirus”.

 

Creare un network per rispondere al fabbisogno della città

L’obiettivo, che per ora resta confinato a coprire le esigenze della capitale, è “coordinarsi con altri fab lab sparsi sul territorio romano e fare rete”. Con 50mila stampanti 3d e una media di 50 stampe al giorno “si riuscirebbe a coprire tutto il fabbisogno romano”. Nel frattempo, anticipa Fabrizio, stiamo creando una piattaforma specifica per Make it per concentrare tutto il lavoro su un unico sito. Per questo “serviranno anche programmatori”. Se poi il progetto dovesse crescere ulteriormente, “un domani potrebbe perfino evolvere in una startup e offrire posti di lavoro”. L’emergenza non si fermerà, e ne è consapevole Fabrizio, perché dovranno ripartire le imprese. “Creando questo laboratorio”, auspica, “stiamo mettendo in piedi un potenziale acceleratore di impresa”.

 

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