Riapertura delle scuole, ora si rischia la barzelletta (e sui social lo è già)
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Ultimo aggiornamento il 27 agosto 2020 alle 9:45

Riapertura delle scuole, ora si rischia la barzelletta (e sui social lo è già)

Ironia della Rete per la proposta della De Micheli di estendere il termine congiunto all'intera classe. Dopo aver provato a modificare la larghezza del metro, ora si scardina l'italiano. Esecutivo bocciato in entrambe le materie?

Non si può certo dire che il governo abbia fatto i compiti a casa, durante l’estate. E ora rischia di farsi trovare impreparato all’esame di riparazione del 14 settembre, giorno in cui le scuole, chiuse in tutta Italia tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, torneranno – forse – finalmente a riaprire le proprie porte a otto milioni di alunni. Molti meno, in realtà, visto che, nelle superiori, almeno metà classe continuerà a seguire le lezioni tramite la formula della teledidattica. Peraltro, è indicativo il fatto che il vertice di ieri dell’esecutivo sulla scuola sia iniziato in ritardo di oltre trenta minuti proprio per i problemi di connessione del ministro Francesco Boccia. Un assaggio di ciò che patiscono quotidianamente alunni e insegnanti costretti alla smart school dal Covid-19. E adesso tutti si chiedono: quali decisioni sono state prese sulla riapertura delle scuole?

Le proposte di De Micheli fanno ridere il Web

A quanto pare nessuna. Non è stato infatti ancora deciso alcunché né sull’obbligo delle mascherine, né sul distanziamento obbligatorio all’interno di un’aula, passato velocemente dal canonico metro tra alunno e alunno al metro tra bocca a bocca (spalle escluse) fino ad arrivare a 60 centimetri, nel tentativo di continuare a stipare più ragazzi possibili nelle ben note classi pollaio.

 

Le nostre proposte per aumentare la capienza del trasporto pubblico locale in sicurezza sono pronte.
Ci abbiamo lavorato…

Pubblicato da Paola De Micheli su Mercoledì 26 agosto 2020

Ma le misure destinate a indignare sono quelle ipotizzate dalla ministra ai Trasporti Paola De Micheli, che su Facebook scrive di aver proposto al governo “l’ampliamento del concetto di congiunto esteso anche a compagni di classe e colleghi di lavoro” per derogare al distanziamento obbligatorio sui trasporti pubblici. Ma la De Micheli va oltre: “se le compagnie ferroviarie e metropolitane – ha dichiarato – presentano la certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio e dei mezzi”, allora si può viaggiare tutti vicini, come in aereo. Il problema è che con ogni probabilità il sistema di ricambio dell’aria dell’aereo, ammesso sia davvero così efficace, è proprio degli aerei, che sono ambienti pressurizzati. Sui pullman al più si viaggia con il finestrino aperto, fanno notare molti internauti.

La riapertura delle scuole diventa un banco di prova per Conte

Sulla riapertura delle scuole l’esecutivo rischia di giocare la propria sopravvivenza, per questo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riunito l’intero governo nel tentativo di ricompattarlo. L’esame è ormai dietro l’angolo e cadrà proprio sotto l’appuntamento elettorale del 20 e del 21 settembre, quando si voterà in sette Regioni e in tutta Italia per il referendum sul taglio dei parlamentari. Anche per questo c’è chi maligna, dalle parti della maggioranza, che i presidenti di Regione del centrodestra stiano facendo melina per ritardare ogni decisione e fomentare il caos (i più agguerriti infatti sarebbero dalla Liguria Giovanni Toti e dal Veneto Luca Zaia).

Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina

Non che ce ne fosse bisogno, considerato che i famosi/famigerati banchi monoposto che il commissario Domenico Arcuri aveva promesso in ogni istituto scolastico entro e non oltre l’8 settembre rischiano invece di arrivare a ottobre inoltrato, forse persino a novembre.

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